Protezione degli Oceani: il Cile è il primo Paese a ratificare il Trattato globale

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Ancora una volta il Cile si distingue per il proprio impegno in termini ambientali ratificando prima di tutti il Trattato Onu per la protezione degli Oceani.

cile protezione oceani
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Il Cile compie l’ennesimo balzo in avanti dal punto di vista ambientale ratificando il Trattato globale per la protezione degli Oceani, approvato nel marzo 2023 dalle Nazioni Unite.

Protezione degli Oceani: il Cile è il primo Paese a ratificare il Trattato globale

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Una vera e propria svolta storica visto che il Cile è il primo Paese al mondo a compiere questo passo. Il via libera è arrivato grazie al voto unanime del Senato che nello specifico ha approvato l’Accordo sulla conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità marina al di là delle giurisdizioni nazionali (BBNJ).

L’Accordo introduce alcuni provvedimenti essenziali per la salvaguardia del Pianeta, considerando che gli oceani producono la metà dell’ossigeno che respiriamo, rappresentano il 95% della biosfera della Terra e limitano il riscaldamento climatico assorbendo anidride carbonica.

Nel dettaglio, le norme introdotte riguardano:

  • La regolamentazione delle risorse genetiche marine d’alto mare e l’equa distribuzione dei loro benefici.
  • Meccanismi per la creazione di aree marine protette
  • L’attuazione di misure ambientali valutazioni di impatto e creazione di capacità e trasferimento tecnologico verso i Paesi in via di sviluppo.

L’approvazione di questo trattato conferma la vocazione oceanica che il nostro Paese ha sempre avuto. Il trattato è vantaggioso per il nostro Paese poiché consente al Cile di partecipare alla governance globale di aree che esulano dalla nostra giurisdizione nazionale. Questo elemento è strategico per gli interessi nazionali, sia per la natura oceanica del Cile, abbiamo una delle zone economiche esclusive più grandi del mondo, sia per la nostra condizione di Paese in via di sviluppo

ha affermato il ministro degli esteri cileno, Alberto van Klaveren.

Necessaria la ratifica di almeno 60 Paesi

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Già nei mesi scorsi il Cile si era distinto a livello mondiale approvando per la prima volta una legge che contiene integralmente gli elementi della definizione internazionale di ecocidio. Ora, attraverso questo fondamentale voto, si erge ulteriormente ad esempio virtuoso per le altre nazioni.

Il Trattato globale per la protezione degli Oceani, strumento giuridico imprescindibile, grazie al quale sarà possibile tutelare almeno il 30% della superficie delle acque del globo, per entrare in vigore necessita infatti della ratifica di almeno 60 Stati. Un obiettivo che dovrà essere raggiunto prima della Conferenza Onu sugli Oceani prevista a Nizza nel giugno 2025.

In sostanza il Paese sudamericano ha bruciato le tappe, facendo da apripista e dimostrando ancora una volta la propria dedizione nei confronti dei temi che riguardano l’ambiente.

Il voto unanime del Senato cileno in favore della ratifica del Trattato è un primo passo cruciale verso la protezione degli oceani. Ci auguriamo che altri Paesi seguano al più presto l’esempio del Cile per dare concretezza al Trattato e proteggere realmente i nostri mari

ha commentato Laura Meller, referente della campagna Protect the Oceans di Greenpeace.

Candidando Valparaíso come sede del segretariato del BBNJ, il governo cileno ha voluto anche sottolineare come:

Questa proposta si basa su una visione che riafferma il ruolo storico e futuro del Cile come paese a vocazione oceanica. Inoltre, promuove la città come un nuovo hub globale per la governance dell’oceano, basato su una tradizione portuale e scienze oceaniche di livello mondiale.

Il Cile ratifica il Trattato di protezione degli Oceani: foto e immagini