Economia circolare: negli Usa sta aumentando la produzione di cibo riciclato
Da qualche anno ormai negli Usa sta aumentando la popolarità di aziende che producono cibo riciclato. Si stima che entro il 2031 il volume di affari sarà di circa 100 miliardi di dollari.

Pulp Pantry, Renewal Mill, Climate Candy, Upcycled Foods, Rind e Barnana. Sono questi i nomi di alcune aziende che da qualche anno negli Stati Uniti stanno facendo decollare il commercio del cibo riciclato. Una pratica sostenibile che aiuta a combattere gli sprechi alimentari e l’inquinamento.
Economia circolare: negli Usa sta aumentando la produzione di cibo riciclato

Patatine, snack nutrienti, caramelle a base vegetale, bevande, impasti per dolci rispettosi del clima, sughi a zero emissioni di carbonio e altro ancora. L’elenco dei generi alimentari prodotti da queste aziende è davvero molto lungo e comprende tutte le esigenze per soddisfare i consumatori. La popolarità di questi brand sostenibili è in costante aumento e coincide con un enorme problema di sprechi alimentari.
Negli Usa circa il 40% di tutto il cibo prodotto ogni anno, pari a 145 miliardi di pasti, resta invenduto o non consumato. Dal punto di vista economico lo spreco alimentare equivale a 473 miliardi di dollari, ossia quasi l’1,8% del PIL statunitense.
E anche l’ambiente è costretto a pagare dazio in maniera rilevante: si stima infatti che l’impronta climatica dello spreco sia paragonabile a quella generata dall’intera industria aeronautica Usa. Di conseguenza, l’incremento del volume di affari di queste aziende sostenibili non può che rappresentare una speranza per il futuro. Tre anni fa la dimensione di mercato dei prodotti alimentari riciclati era pari a 53,7 miliardi di dollari, ma entro il 2031 potrebbe quasi raddoppiare, arrivando circa a quota 100 miliardi.
Durante il 2021 l’UFA, Upcyced Food Association, ha accelerato il passo dando il via al programma Upcycled Certified, il primo programma di certificazione al mondo per prodotti e ingredienti riciclati. Una recente indagine ha rivelato la crescente volontà dei consumatori di acquistare prodotti con il marchio Upcycled Certified, che, allo stato attuale include 93 aziende che producono oltre 480 articoli. Grazie a questi prodotti l’UFA ritiene che sia stata risparmiata una media di 390.000 tonnellate di rifiuti alimentari all’anno negli ultimi tre anni.
Un contributo fondamentale per l’educazione dei consumatori

Secondo gli esperti di rifiuti alimentari, l’esistenza di aziende del genere è di fondamentale importanza soprattutto per educare i consumatori:
Penso che questi marchi siano un’aggiunta eccellente perché non esiste una soluzione miracolosa per lo spreco alimentare, quindi ogni intervento risulta utile e vantaggioso. Le startup upcycled aiutano i consumatori a riflettere sul problema e a diventarne più consapevoli. Ciò è perfetto perché la maggior parte dei rifiuti si produce all’interno delle abitazioni
ha affermato Brian Roe, che dirige il settore sullo spreco alimentare della Ohio State University.
Per trasformare veramente il modo in cui gli Stati Uniti gestiscono lo spreco alimentare, gli esperti sottolineano la necessità di mettere in campo una serie di azioni più incisive, in grado di coinvolgere politica e collettività. A questo proposito Roe ha definito la Corea del Sud “l’estremità più interessante dello spettro a livello internazionale”. Già dal 2005, infatti, il governo coreano ha bandito gli avanzi di cibo dalle discariche e sono state costruite centinaia di impianti per il trattamento dei rifiuti alimentari a livello locale.
Negli Usa, invece, l’amministrazione Biden ha recentemente pubblicato un progetto di strategia nazionale per la riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari, che attende di essere approvato entro la fine dell’anno. Nel frattempo, le startup sostenibili, stanno facendo, senz’altro, un ottimo lavoro, per dare il proprio contributo.
Negli Usa cresce la produzione di cibo riciclato: foto e immagini
Questo contenuto aderisce al programma Apex by Publicis