Case in classe G: l’Italia resta indietro sull’efficienza

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

Gli immobili di classe G in Italia rappresentano ancora la fetta più grande del mercato. A dirlo sono i dati di Casavo, ottenuti analizzando le valutazioni che la piattaforma ha effettuato nel 2024. L’Italia, stando così le cose, è ancora parecchio lontana dagli standard europei e dagli obiettivi della Direttiva Case Green.

Edilizia, Euro
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La Direttiva Case Green sta mettendo l’intera Europa di fronte alla necessità, non più solamente sociale ma anche normativa, di regolarizzare i propri immobili dal punto di vista energetico. Stando ai limiti imposti dalla Direttiva infatti, entro il 2030 tutti gli edifici residenziali del territorio europeo dovranno avere una classe energetica E. Come se questo obiettivo non fosse già abbastanza impegnativo da raggiungere, la Direttiva impone anche che la classe energetica passi obbligatoriamente a D entro il 2033.

Come siamo messi in Italia a questo riguardo? Attualmente gli immobili di classe G rappresentano ancora la maggioranza del totale. Lo dice una recente analisi di Casavo, la piattaforma immobiliare per vendere e comprare casa in modo smart, che per le sue valutazioni sfrutta un algoritmo in grado di produrre risultati gratuiti e istantanei. Proprio le valutazioni del 2024 hanno permesso di osservare una panoramica delle classi energetiche delle case degli italiani, e i dati non sono affatto rassicuranti.

Immobili di classe G in Italia

Edilizia, Euro
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Nel 2024 la Direttiva Case Green ha iniziato ad avere i suoi effetti normativi, spingendo su diversi punti che hanno come obiettivo comune l’efficientamento energetico degli immobili residenziali. In Italia però, la transizione ecologica arranca con una spiccata evidenza. Nonostante l’aumento dell’interesse degli acquirenti verso le case di classe energetica alta, e nonostante stia crescendo la consapevolezza negli italiani che qualcosa deve essere fatto, la realtà dei fatti è ancora lontana dalla realizzazione degli obiettivi europei.

Come dimostrano i dati raccolti da Casavo durante tutto il 2024, la distribuzione delle classi energetiche lungo lo Stivale è ancora fortemente sbilanciata in favore delle classi più basse:

  • gli immobili di classe G sono il 29% del totale;
  • gli immobili di classe F sono il 15% del totale;
  • gli immobili di classe E sono il 12% del totale;
  • gli immobili di classe D sono l’11% del totale;
  • gli immobili di classe C, B, A e A+ (complessivamente) raggiungono il 33% del totale.

Roma, Milano e Torino

Condono, Edilizio
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Victor Ranieri, Chief Revenue Officer di Casavo, commenta questi dati così:

I dati emersi dalla nostra analisi evidenziano quanto sia ancora lunga la strada per adeguare il patrimonio immobiliare italiano agli standard energetici europei. A Milano, Roma e Torino, le differenze territoriali mettono in luce scenari diversi, ma un elemento comune: la necessità di accelerare i processi di riqualificazione.

Come si evince infatti dalle valutazioni effettuate sulle 3 città, a Milano gli immobili di classe energetica che hanno bisogno di una riqualificazione sono il 60% del totale. Questa percentuale è più alta nel caso di Roma (64%), e più bassa nel caso di Torino (50%). Ranieri continua poi dicendo che:

Sulla piattaforma notiamo che le valutazioni riguardano in gran parte immobili datati, con molti proprietari che preferiscono vendere piuttosto che affrontare i costi e le complessità dei lavori di ristrutturazione. Un utente su quattro che ha effettuato una valutazione ha espresso volontà di vendita.

Adeguare la propria casa alla Direttiva Case Green ha un costo decisamente elevato, che non tutti possono permettersi. La vendita appare così la miglior soluzione. La transizione verde, a quanto pare, rimane un lusso ancora per molti, troppi italiani.

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