Campi Flegrei: possibili nuovi terremoti nell’area
La zona dei Campi Flegrei potrebbe continuare a tremare. Il flusso dei gas nel sottosuolo sarebbe ancora molto elevato e capace di nuovi terremoti. Osservatorio Vesuviano avvisa: Una nuova forma di bradisismo con cui sarà necessario imparare a convivere.

L’area dei Campi Flegrei in questa quasi prima parte del 2025 non vuol accennare a placarsi. Il bradisismo e le sue pieghe sempre più frequenti e forti, con scosse che raggiungono tutto il litorale flegreo fino a mettere in subbuglio i territori vicini, dalla zona dello stadio Maradona di Fuorigrotta fino ai comuni di Licola, Pozzuoli e Bacoli. E se ha fatto scalpore per cosa le onde del mare e le sue coste ci hanno restituito dal passato, con beni archeologici ritrovati, la paura resta.
Un timore che nonostante il piano di evacuazione e di allerta stabilito dal lavorio indefesso tra protezione civile, autorità locali e forze del governo continua ad essere spettro che agita le nottate dei cittadini. A contribuire di certo sono anche le ultime che arrivano dall’ Osservatorio Vesuviano.
Nuove scosse nell’area flegrea

Le scosse che hanno interessato l’area flegrea accennano a calare, eppure il fenomeno non è finito. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto stilato dall’Osservatorio Vesuviano. Il testo è stato presentato da Mario De Vito, il direttore dell’ente scientifico che monitora i comportamenti dell’area flegrea, del Vesuvio e della Solfatara di fronte all’ultimo consiglio comunale di Pozzuoli. Il responsabile del gabinetto scientifico ha fornito una dettagliata panoramica sullo status quo attuale della caldera flegrea e di ulteriori ed eventuali terremoti che potrebbero sopraggiungere nella zona dei Campi Flegrei.
Nel documento si evince come siamo di fronte ad una nuova forma di bradisismo che interessa i Campi Flegrei. Le scosse di terremoti nonostante l’impeto e la frequenza andranno a scemare, questo è sintomo di altro. Infatti, ad innestare il movimento del suolo è dato dalla presenza nel sottosuolo di flussi di gas molto elevati. Un fenomeno che porterà nuovi eventi sismici.
Convivere col nuovo mondo flegreo
Il quadro sintetico del rapporto dell’Osservatorio Vesuviano, quindi ci porta di fronte ad un nuovo trend che sta interessando la zona dei Campi Flegrei e dintorni. Dai parametri rilevati dal sottosuolo, le forti concentrazioni e i flussi tanto elevati, mostrano un moto continuo anche se lento. Un sintomo chiaro ed evidente che siamo di fronte ad una nuova tipologia di bradisismo, più avanzata. Una forma nuova con cui, come sottolinea il testo dovremo imparare a convivere ed abituarci.
Ciononostante, il rallentamento della frequenza di sollevamento del suolo registrato negli ultimi bollettini tra marzo ed aprile la crisi bradisismica non si è propriamente placata e potrebbe dare esito a nuove scosse di terremoto. Beninteso, come precisa l’ente siamo dianzi ad un rischio prettamente sismico e non vulcanica. Da cui che emerge al momento, stando ai monitoraggi effettuati, il pericolo di una eruzione imminente non dovrebbe riguardare né il Vesuvio, né tanto meno il “supervulcano” presente nel sottosuolo.