Campania acque sporche e bandiera blu: allarme per il turismo
Le acque marine di Napoli, Salerno e Caserta, in vista dell’estate 2025 sono state monitorate e analizzate dall’ente della tutela ambientale. I dati fanno sapere quali sono le migliori zone balneari, in base ai tassi d’inquinamento marino e costieri della regione. Ottime notizie per il litorale domizio, certificatosi eccellente, scarsa Sessa Aurunca.

L’inquinamento marittimo è una drammatica realtà del Belpaese. Ogni ani si contano e si stimano i danni ambientali e alla biodiversità marittima. Tra le più colpite dall’inadempienza e dalla negligenza dell’uomo nell’ incidere sull’ecosistema è la Campania. Un territorio magnifico ma che pecca a livello climatico e ambientale alcune delle più nefande vicende. Proprio il pericolo di maglia nera in vista dell’estate 2025 è una delle paure che i viaggiatori e gli utenti campani vorrebbero scongiurare.
Aveva fato eco le immagini degli sversamenti abusivi soliti filmati nell’area tra Castelvolturno e Baia Domizia nel mese di marzo scorso. A queste immagini si affianca lo sconcerto dello scorso agosto 2024, dove il litorale del Volturno, nonostante “bandiera blu” avesse visto denunciare la presenza di acque inquinate e sporca da parte dei bagnanti.
Arpa Campania, i dati sul mare

In vista della prossima stagione balneare Arpa Campania, ente che si occupa della tutela dell’ambiente e della salute a livello nazional-regionale dice la sua sulla Regione Campania e le acque dei suoi mari. Una valutazione importante anche per saggiare ottimamente i livelli di inquinamento marittimo e gli eventuali rischi per la saluta e l’ecosistema. Se numerose sono le riconferme Arpac per le aree protette campane partenopee come la Gaiola e Seiano a Posillipo e alcune zone per le isole, la valutazione è differente per le altre acque dei mari campani.
La zona con miglior qualità delle acque marittime è il litorale domitio, classificatosi insieme alle spiagge dei suoi lidi con il titolo di “eccellente. L’indagine scende a fondo e fa osservare come la stima passa ad essere “buona” per le acque dei lidi di Castel Volturno, Pineta Grande e Pineta Grande Sud. Cattiva notizia invece per Sessa Aurunca che, insieme al mare dell’area del Garigliano si classifica come “scarsa”. Un dato che passando al capoluogo campano vede la stessa stima “scarsa” anche per Pozzuoli-Licola, Castellammare di Stabia e Torre Annunziata. Non meglio nemmeno per il litorale salernitano con qualità scarsa anche per le acque del Lido Spineta di Battipaglia e l’Irno.
L’eccellenza del mare campano
A far vanto dell’eccellenza dei mari e delle acque campane che hanno mantenuto e riconfermato il titolo di eccellente, come il lungomare di Mergellina e Santa Lucia, Posillipo di Napoli per esempio, è dato dall’ottima riuscita del piano di investimenti ed interventi infrastrutturali per mantenere e migliorare la qualità ambientale delle falde acquifere marittime della regione.
Tra impianti di depurazione, campagne di pulizie e rigenerazione della biodiversità di flora e fauna, come sottolineato anche da Arpac è stato possibile dare una nuova identità e vita al litorale domitio, ma restano incognite per rendere più efficace il monitoraggio.