Cambiare casa in pensione e pagarla in contanti: il nuovo trend
In Italia è diventato un vero e proprio trend cambiare casa in pensione e pagarla in contanti, senza accendere un mutuo. Si tratta di un fenomeno che sta aumentando considerevolmente nel nostro Paese: gli over 65 cambiano casa per ridurre gli spazi, e i costi. Ecco quali case cercano.

Il mercato immobiliare italiano sta vivendo un momento particolare, e tra affitti alle stelle e mutui inaccessibili, stanno nascendo nuovi trend. Uno di quelli più in evidenza, secondo uno studio di Tecnocasa, è quello che riguarda l’acquisto di casa da parte dei pensionati e degli over 65. Questo tipo di compravendita copre il 9,9% del mercato, e si focalizza su una tipologia piuttosto specifica di abitazione, tendenzialmente più piccola di quella che si vende, e che richiede meno oneri.
Nel 2023 gli over 65 hanno portato a termine 87 operazioni ogni 1.000 acquisti di prime case, e la maggior parte di queste operazioni sono state fatte in contanti, senza l’utilizzo di mutuo. Infatti, a soffrire le politiche rigide delle banche sono anche gli anziani, che incontrano anche più difficoltà dei giovani ad accendere un mutuo. Dallo studio di Tecnocasa fatto sulle proprie compravendite, vediamo quali sono le tipologie di immobili che interessano questa fascia d’età.
Cambiare casa in pensione

I motivi che stanno spingendo sempre più anziani, rispetto al passato, a cambiare casa in età da pensione, sono di diversa natura:
- ricerca di abitazioni senza barriere architettoniche;
- necessità di ridimensionare gli spazi domestici;
- bisogno di ridurre le spese;
- avvicinarsi a figli e famiglia;
- peggioramento delle condizioni economiche;
- trasferimento in località turistiche;
- fuggire dalla frenesia della città.
Da queste motivazioni, emerge un 59% di compravendite per acquistare una nuova prima casa, principalmente trilocale (36,5%) o bilocale (25,4%), e a piani preferibilmente bassi (45,6%). Del totale delle compravendite fatte dagli over 65, solamente il 2% è stato fatto con un mutuo. Per quanto riguarda questo aspetto, da un lato c’è da considerare che la vendita di un immobile più grande e l’acquisto di uno più piccolo non rende necessario, in molti casi, un ulteriore finanziamento, e dall’altro che le banche concedono mutui solo se il pagamento termina entro il 75esimo anno di età del titolare.
Nuovo trend immobiliare

Un altro dato interessante che emerge dall’analisi di Tecnocasa, è la scarsa attenzione degli over 65 nei confronti della classe energetica. Infatti, questo non sembra essere un tema importante per loro: il 73,6% delle compravendite ha riguardato immobili di classe F e G, il 22,2% immobili di classe C, D ed E, e solo il 4,3% ha riguardato immobili di classe A e B. Le motivazioni possono essere sia di tipo culturale, considerando che la classe energetica ha iniziato a fare la differenza solamente di recente, sia di tipo economico, poichè gli immobili di classe più bassa sono anche meno costosi.
Questo è solo uno dei nuovi trend che il nostro mercato immobiliare sta sperimentando, come ad esempio la fuga dalla città verso l’hinterland, oppure il fatto che solo 3 giovani su 10 vivono da soli, a causa dell’impossibilità di potersi permettere una casa propria. Entrambi questi trend sono motivati dalla difficoltà di accedere ai mutui e dall’aumento dei prezzi delle case in vendita, e sono l’esatta raffigurazione di un momento critico, in cui il mercato è particolarmente contratto e in cui le compravendite continuano a calare.