Cambiamento climatico, a rischio la soglia di 1,5°C

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Due nuovi studi pubblicati su “Nature Climate Change” mettono in evidenza che i record di temperatura registrati nel 2024 potrebbero rappresentare l’inizio di un trend molto più lungo.

surriscaldamento globale
Photo by Kevin_Snyman – Pixabay

Secondo molteplici organizzazioni internazionali, inclusa Copernicus della Commissione Europea, il 2024 è stato il primo anno in cui le temperature medie globali sono rimaste stabilmente al di sopra della prima delle due soglie previste dall’Accordo di Parigi: un incremento di +1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali.

Lo studio italo-tedesco

Sebbene un singolo anno non sia sufficiente per affermare con certezza che la soglia sia stata definitivamente superata, gli esperti valutano questo fenomeno su scale temporali che vanno dai 20 ai 30 anni. Tuttavia, i risultati di due ricerche pubblicate su Nature Climate Change suggeriscono che i record di temperatura registrati nel 2024 potrebbero rappresentare il preludio di un periodo prolungato di riscaldamento globale a questo livello.

Uno dei due studi è stato condotto da Emanuele Bevacqua, dell’Helmholtz Centre per la ricerca ambientale di Lipsia (Germania). I ricercatori coinvolti hanno analizzato l’andamento storico delle temperature globali, rilevando che ogni volta che una soglia di riscaldamento globale di 0,6, 0,7, 0,8, 0,9 o 1,0 gradi Celsius è stata superata per un anno, è seguito un periodo di venti anni durante il quale la temperatura media ha continuato a rimanere sopra quella soglia. In altre parole, il superamento di una certa temperatura per 12 mesi consecutivi ha storicamente coinciso con il superamento a lungo termine di quella stessa soglia.

Il team di ricerca ha quindi utilizzato i modelli climatici CMIP6 (Coupled Model Intercomparison Project), strumenti adottati a livello globale per studiare e fare proiezioni sull’evoluzione del cambiamento climatico. Questi modelli hanno confermato che un superamento della soglia di +1,5°C per un anno consecutivo è un forte indicatore di un trend di riscaldamento a lungo termine, con probabilità che variano dal 66% al 99% in base allo scenario di emissioni considerato.

Lo studio canadese

L’altro studio pubblicato su Nature Climate Change è stato coordinato da Alex Cannon, ricercatore presso la Divisione di ricerca sul clima di Environment and Climate Change Canada, un ente governativo canadese. Cannon ha utilizzato anch’egli i modelli CMIP6 per stimare la probabilità che la soglia definita dall’Accordo di Parigi venga superata nel prossimo futuro, analizzando i dati del 2024 (includendo anche l’influenza di fenomeni naturali come El Niño sulle temperature globali dell’anno passato). Pur adottando un approccio leggermente diverso rispetto al team di Bevacqua, le conclusioni di Cannon sono in sostanza molto simili a quelle del primo studio.

Bevacqua e i suoi collaboratori concludono sottolineando che i risultati ottenuti non dovrebbero essere visti come un segnale di inevitabile irreversibilità, ma come un campanello d’allarme che dovrebbe spingere tutti, cittadini e governi, a prendere provvedimenti immediati:

Solo una rapida mitigazione a breve termine può limitare efficacemente il picco di riscaldamento. Un anno al di sopra di 1.5°C non è il momento per la disperazione, ma una chiamata all’azione.

Giovani e riscaldamento globale
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L’ennesima, in un momento in cui le politiche climatiche di molti Paesi sembrano andare nella direzione esattamente opposta.

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