Cacao sempre più caro: raccolti distrutti in Africa

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 4 minuti

Tra le piogge del 2023 e la siccità del 2024, molti raccolti in in Africa sono andati distrutti, compreso quello del cacao. E questo non ha fatto altro che incrementare i prezzi anche del 400%.

Cacao
Photo by congerdesign – Pixabay

Tra le numerose vittime del cambiamento climatico c’è, purtroppo, anche il cacao. A sostenerlo sono due rapporti, pubblicati da Christian Aid e Climate Central: il riscaldamento globale ha un forte impatto sulla produzione di cacao e, di conseguenza, sul prezzo imposto al consumatore finale. Il caldo ha interessato, nel 2024, almeno 4 dei Paesi africani che producono il 70% circa del cacao mondiale, cioè Costa d’Avorio, Camerun, Nigeria e Ghana.

Caldo e piogge tra i principali responsabili

Analizzando i dati provenienti da 44 zone dell’Africa occidentali che producono cacao, i ricercatori di Climate Central hanno messo a confronto le temperature del 2024 con un ipotetico contesto privo di riscaldamento globale, con un risultato a tratti inquietante: la crisi climatica ha praticamente aggiunto 3 settimane di temperature superiori ai 32°C sia in Costa d’Avorio che in Ghana tra ottobre e marzo, cioè nel periodo in cui crescono le fave dell’albero del cacao, e il caldo eccessivo può ostacolare la fotosintesi e favorire la tensione idrica nelle piante, con baccelli più piccoli e fori raggrinziti.

Insieme al caldo record, poi, ci sono anche le piogge, fondamentali per far crescere le piante di cacao. Peccato, però, che il 2024 si sia rivelato anomalo da questo punto di vista: a luglio, per esempio, su alcune zone della Costa d’Avorio è caduto il 40% di pioggia in più rispetto alla media stagionale, il che ha provocato l’allagamento dei campi coltivati e ingenti danni alle piante di cacao.

Prezzi in aumento del 400%

La carenza di cacao si fa sentire già dal 2023, ma è con la siccità che ha colpito il Ghana nel 2024 che si parla di vera e propria crisi. Il fallimento delle produzioni ha fatto salire alle stelle i prezzi sui mercati di Londra e New York, le due Borse dove viene scambiata proprio questa materia prima: se per decenni i prezzi oscillavano tra i 2mila e i 3mila dollari a tonnellata, nel 2024 hanno toccato picchi di oltre 12mila dollari a tonnellata, con un aumento del 400%.

CACAO
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I listini sono scesi, ma si parla sempre di 10mila dollari a tonnellata, una cifra assurda e inaccessibile.

Se per gli esperti e per la maggior parte delle aziende produttrici è il cambiamento climatico il principale responsabile di questa crisi, c’è ben altro: tra le varie cause, infatti, rientrano anche le infestazioni di cocciniglie, il contrabbando e l’estrazione mineraria illegale.

Non solo, perché anche il regolamento europeo contro la deforestazione potrebbe aver ricoperto un ruolo in tutto questo: doveva entrare in vigore nel 2025 ma è stato posticipato di un anno e vieta di importare in Europa tutti i prodotti derivanti da coltivazioni che abbiano causato interventi di deforestazione.

Si tratta sicuramente di una norma ambiziosa e virtuosa, ma bisogna ammettere che rischia di mettere seriamente a dura prova i piccoli produttori africani, che non sono sempre nelle condizioni di poter coltivare il cacao seguendo i rigidi criteri di sostenibilità imposti dall’Europa.

 

E dopo il caffè al bar dal costo di 2 euro, arriva anche il record di prezzi per il cacao. Forse è proprio vero che, prima o poi, non ci sarà concesso alcuno sfizio.

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