Bradisismo nell’area flegrea e reperti riemersi
Il bradisismo, fenomeno vulcanico sempre più pronunciato nell’area flegrea, sta portando nuovamente a galla resti e reperti di ville e altre strutture d’età romana. Ad essere interessato è il litorale, diventato tra gli ultimi episodi sismici una “nuova Pompei”.

Spesso balza alle cronache l’aver registrato nella zona flegrea di Napoli, per intenderci da Fuorigrotta fino a comuni come Pozzuoli e Bacoli, sciami sismici oppure gli effetti del bradisismo.
Eppure, spesso si nota come non si sappia cosa sia questo fenomeno, di origine vulcanica che tocca il suolo, facendolo abbassare e sollevare. Quando il bradisismo opta per un forte sollevamento, invece, sta per verificarsi uno sciame o peggio un principio di terremoto. Questo infatti, è dovuto da una compressione di gas e magma ad alta temperatura.
Questo è il quadro che la scienza ci presenta. Un quadro, però, che nonostante l’allarmismo recente, vede il bradisismo ripercuotersi anche sul territorio laddove questo è a forte rischio. Una pericolosità accentuata dal forte discredito verso il rispetto di quel luogo, sotto cui giace un vulcano attivo, diventato pezzo urbanistico dell’hinterland partenopeo.
Bradisismo archeologico

Ciononostante, gli effetti del bradisismo, manifestatosi sempre più virulento e forte sta ridisegnando l’intera area flegrea. In particolare facendo riemergere lungo tutte le sue coste alcune sorprese. Novità che arrivano direttamente dal passato! Dai fondali costieri e man mano dalle stesse profondità marine emergono testimonianze vive del mondo romano.
In particolare, attorno all’area di Bacoli e Fusaro sono riemersi i resti di una villa romana, insieme ad altre strutture che si ritenevano andate perdute. A questo episodio si allegano anche le antiche mura romane rinvenute nella zona di Pozzuoli.
Un caso recente, ma non isolato, che dice molto anche di come stanno agendo gli stessi cambiamenti climatici non solo in prospettiva del suolo ma anche del mare.
Di certo, non è la prima volta che il mare ci restituisce qualcosa che veniva dai meandri dell’antichità, come dimostrano i cosiddetti “Bronzi di Riace”. Un fattore che, per quel che concerne la Campania sta rivelando in maniera progressiva le sue arcaiche dimore, credute sepolte, al punto di poter parlare di “una nuova Pompei”.
Solo lo scorso anno, nella località flegrea di Baia gli studiosi hanno ritrovato mosaici risalenti ad una villa senatoria romana, con fregi e e abbellimenti che formavano parte di una pavimentazione.
Effetto bradisismo

Queste scoperte, se da un lato vanno ad arricchire il patrimonio archeologico e culturale della zona flegrea, già bello vasto, dall’altra parte ci dice del ruolo che il fenomeno bradisismo ha in merito. Si comprende subitamente come il sollevamento del suolo marino coinvolga le onde e per questo contribuisce a spingere all’esterno e tra le parti maggiormente emerse quei manufatti lasciati a dormire per secoli e secoli.
Un fattore che , si intende, potrebbe riscrivere non solo la storia passata, ma porsi come indicativo per le sorti stesse dell‘area flegrea. Parimenti, le ripercussioni mostrano una nuova prospettiva con cui guardare i nostri mari.
Bradisismo: foto e immagini