Bologna: il progetto di riqualificazione urbana con il distretto TEK

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 4 minuti

La rigenerazione urbana a Bologna consacra TEK (Technology, Entertainment e Knowledge), il distretto dell’innovazione digitale sostenibile.

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Photo by Comune di Bologna

Un nuovo progetto di rigenerazione urbana coinvolge la città di Bologna, che si prepara a trasformare un’area di circa 277 ettari in un nuovo distretto dell’innovazione digitale. Questo distretto, conosciuto col nome di TEK, sarà collocato tra San Donato e Bolognina. Si stima che per questo rinnovamento, oltre ad oltre un miliardo di investimenti pubblici, convergeranno anche altrettanti investimenti privati.

La creazione di questo nuovo polo consentirà la riqualificazione di molte aree abbandonate della città, sviluppandosi intorno ad un green boulevard. L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni del 40% e diminuire la temperatura del suolo di 10° in estate.

TEK: il progetto di maxi riqualificazione urbana

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Photo by Alejandro Gutierrez – Comune di Bologna

Saranno molti i progetti che si concentreranno nell’area, che, ad oggi, ospita già la Fiera, Hera, Unipol, Legacoop, Confcooperative, Cna, Unioncamere, Tecnopolo e la sede della Regione Emilia-Romagna.

Tra i tanti, c’è la creazione di un nuovo polo dell’intrattenimento e della cultura, a partire dal nuovo ingresso di piazza della Costituzione. In questo polo saranno collocati spazi commerciali, culturali e ricreativi, un nuovo padiglione polifunzionale e un’arena sportiva. Questo progetto è stato ideato dallo studio MCA di Mario Cucinella.

Di fronte al Tecnopolo, invece, un nuovo Villaggio dell’innovazione digitale accoglierà nuovi insediamenti di imprese, centri di ricerca e residenze.

Inoltre, è prevista anche la riqualificazione del Parco Nord. L’obiettivo è quello di restituire più di 50 ettari di parco urbano alla città e di rinnovare l’Arena Joe Strummer. Infine, nelle vicinanze nascerà l’Enegry Park di Hera.

Il maxi progetto di riqualifica dell’area tra porta Mascarella e la Dozza non prevede solo costruzione di padiglioni culturali e insediamenti imprenditoriali. Infatti, il piano prevede la trasformazione di via Stalingrado in un green boulevard.

Come accennato in precedenza, l’obiettivo è quello di diminuire le emissioni di CO2 del 40% e ridurre la temperatura del suolo nel periodo estivo di 10°, tutto ciò con la realizzazione di 6.000 metri quadrati di nuovi spazi verdi e permeabili.

A questo scopo, è stato formato un gruppo di lavoro congiunto tra il Comune di Bologna e la Regione Emilia-Romagna. Inoltre, è stato istituito un tavolo di lavoro con il ministero dell’Università e della Ricerca.

“Più verde e meno cemento”: la protesta degli attivisti

Protesta, Ambiente
Photo by bones64 – Pixabay

Il progetto è stato presentato l’11 marzo 2024 al Cinema Modernissimo di Bologna per il secondo appuntamento della Primavera dell’urbanistica di Bologna, il ciclo di appuntamenti dedicato agli sviluppi della città. Erano presenti all’evento il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, la Ministra Anna Maria Bernini.

Un gruppo di attivisti per l’ambiente con lo striscione “Più verde e meno cemento” era presente alla presentazione per contestare la creazione di TEK.

Il progetto della città di Bologna prevede l’allargamento di infrastrutture, che certamente possono essere utili ma l’idea è farla diventare tutta cemento e niente verde. Si parla tanto di cambiamenti climatici ma sono figli di questo paradigma, se non si cambia continueremo a subirli. A Bologna assistiamo a un continuo taglio di alberi, quasi 8mila, e 30 parchi sono stati chiusi, mentre è già pronto il progetto del raddoppio della tangenziale dell’autostrada. Bologna sta diventando una colata di cemento.

TEK di Bologna: foto e immagini