Bisogna piantare più fiori per aiutare gli impollinatori
Gli insetti impollinatori si trovano in grande difficoltà, ma esiste un modo per aiutarli: piantare quanti più fiori possibili ovunque, sia in città, sia in periferia.

Cambiamento climatico, inquinamento atmosferico e alterazione degli ecosistemi naturali stanno intralciando le attività degli insetti impollinatori, estremamente importanti per almeno un terzo delle colture alimentari. Si parla di uccelli, pipistrelli, api, falene, farfalle e coleotteri che, secondo il Dipartimento di agricoltura statunitense, vedono costantemente minacciata la loro biodiversità e non riescono a svolgere correttamente il loro “lavoro” di impollinatori. Per fortuna, se da una parte gli umani contribuiscono a metter loro i bastoni tra le ruote, possono anche aiutarli a ritrovare un nuovo equilibrio.
La soluzione dell’Università del Tennessee
L’uomo crea, l’uomo distrugge. Sarebbe meglio se si limitasse a creare e basta, oppure a distruggere ciò che non funziona, ma purtroppo nella maggior parte dei casi non è così. E se si parla di insetti impollinatori, che non riescono più a vivere serenamente e svolgere il loro compito in un clima adeguato, c’è qualcosa che l’uomo può fare: piantare fiori, a prescindere dal contesto in cui si ha la possibilità di farlo.
La soluzione è stata proposta da un gruppo di ricercatori dell’Università del Tennessee a Knoxville e pubblicata recentemente su Plos One. In pratica, il team ha analizzato l’abbondanza e la biodiversità di insetti impollinatori in 4 tipologie di giardino differenti, ognuna replicata in 5 contesti diversi:
- una città,
- un prato destinato al pascolo,
- un appezzamento di terra per l’agricoltura,
- un terreno per la coltivazione biologica e
- una foresta.
Per le 4 tipologie di giardino sono stati utilizzati un “giardino misto”, composto cioè da specie vegetali appartenenti a 3 diverse famiglie di piante da fiori che si trovano negli Stati Uniti (Asteraceae, Fabaceae e Lamiaceae) e 3 “giardini omogenei”, costituiti cioè da una sola di queste 3 famiglie appena elencate.
Durante il periodo di fioritura, poi, i ricercatori hanno monitorato il numero e le specie di insetti impollinatori presenti nei vari giardini fino a un raggio di 50 chilometri, prendendo in esame soprattutto gli insetti visti entrare in contatto con le parti riproduttive delle infiorescenze.
Il risultato è stato che, tra tutti, il giardino con maggiore abbondanza di impollinatori è quello inserito all’interno di un appezzamento di terra destinato all’agricoltura mista, seguito da quello adiacente al contesto urbano.
Non importa il contesto, bensì la presenza di fiori
Ciò che impatta maggiormente sull’abbondanza e sulla biodiversità degli insetti impollinatori è, secondo i ricercatori, il numero di fiori disponibili e le varietà di specie di piante che si trovano nei giardini.
Cosa significa? É molto semplice: non importa il contesto, se urbano o rurale, se destinato all’agricoltura o al pascolo, ma importa la presenza di fiori, oltre che la loro abbondanza e la varietà delle specie presenti.

Di conseguenza, per agevolare le attività degli insetti impollinatori e far sì che anche in città si respiri aria più pulita è necessario che si piantino più fiori, tanti fiori, in qualsiasi luogo e in qualunque contesto. Creare giardini urbani, vere e proprie oasi verdi in città, non è poi così difficile: basta davvero poco per aiutare l’ambiente e trarne vantaggi anche a lungo termine.