Le piante di Arabidopsis thaliana diventano rilevatori d’inquinamento

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Un gruppo di ricercatori californiani ha fatto in modo che il fusto e le foglie dell’Arabidopsis thaliana cambino colore in presenza di inquinamento.

Arabidopsis thaliana inquinamento
Photo by JuergenPM – Pixabay

Servono sempre nuovi sistemi che possano aiutare l’uomo nella lotta contro l’inquinamento. Le ricerche sono frenetiche in ogni angolo del globo e un’ottima notizia è giunta in questi giorni dagli Stati Uniti. Un gruppo di studiosi ha fatto in modo che le piante di Arabidopsis thaliana diventino dei veri e propri sensori ambientali.

Le infinte potenzialità dell’Arabidopsis thaliana

Arabidopsis thaliana inquinamento
Photo by Nennieinszweidrei – Pixabay

Per gli studiosi di botanica l’Arabidopsis thaliana, meglio conosciuta come arabetta comune,  rappresenta una sorta di totem, un oggetto sacro da venerare per tutta la vita. Viene infatti utilizzata come organismo modello per merito delle ridotte dimensioni del suo genoma, il primo di una pianta ad essere stato sequenziato  per intero,  e grazie anche al suo ciclo di vita relativamente breve (sei settimane dalla germinazione alla produzione dei semi)

Nonostante il suo aspetto assolutamente ordinario, l’Arabidopsis thaliana  possiede infinite potenzialità, alcune ancora ignote , che le permettono di essere utile nei settori più disparati.

Nel febbraio 2022, per esempio, alcuni scienziati inglesi, appartenenti alle Università di Londra ed Exeter. hanno scoperto che il principio attivo contenuto nelle foglie dell’arabetta, trattate precedentemente  con l’ormone vegetale jasmonate, è in grado di arrestare la crescita delle cellule responsabili del cancro al seno.

Sempre nel 2022 un gruppo di ricerca dell’Università della Florida e Gainesville ha i piantato semi di Arabidopsis thaliana su alcuni piccoli campioni di regolite riportati a Terra da tre delle missioni lunari Apollo. I campioni sono stati annaffiati e concimati attraverso dei nutrienti e nel giro di pochi giorni i semi hanno iniziato a germogliare e le piante sono cresciute. Una ricerca che ha aperto orizzonti sconfinati nel campo dell’esplorazione spaziale.

Negli ultimi giorni, invece, è arrivata dagli Stati Uniti una notizia che ha posto nuovamente l’arabetta al centro delle cronache.

Le piante di Arabidopsis thaliana diventano rilevatori d’inquinamento

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Photo by jarmoluk – Pixabay

Attualmente per essere in grado di capire se un area è inquinata bisogna prelevare dei campioni di suolo attraverso un procedimento piuttosto laborioso. Come rendere questo sistema più semplice? Anche in questo caso la risposta è arrivata grazie all’arabetta. Un gruppo di studiosi della University of California, Riverside (UCR Riverside) ha infatti modificato geneticamente le proteine del recettore della pianta affinché le foglie cambino colore in presenza di sostanze inquinanti.

Per comprendere meglio il percorso di questo esperimento, bisogna innanzitutto sapere che l’arabetta, in condizioni di siccità, genera un fitormone, l’acido abscissico (ABA), che reagisce con le proteine geneticamente modificate. Quando quest’ultime rilevano l’ABA, la pianta, in una specie di meccanismo di difesa, chiude gli stomi nelle foglie e nel fusto per evitare che l’acqua presente nella pianta si disperda evaporando. Invece, per raggiungere il proprio obiettivo, i ricercatori californiani hanno alterato i recettori in maniera tale da connetterli con un pesticida notevolmente tossico per l’uomo, l’azinphos-etile.

Nel momento in cui i recettori rilevano questo pesticida, le foglie e il fusto dell’Arabidopsis thaliana cambiano colore da verde a rosso. Se la sperimentazione di questo sistema raggiungesse il successo sperato sarebbe possibile rilevare l’inquinamento anche attraverso foto e riprese dall’alto, senza dover effettuare periodicamente dei campionamenti del suolo. I risultati raggiunti finora sono stati  pubblicati su Nature Chemical Biology. Non sappiamo se questa ricerca funzionerà al 100% ma una cosa comunque è sicura: l’arabetta sarà sempre alla ricerca di nuovi modi per mettersi in luce.

Le piante cambiano colore per segnalare l’inquinamento: foto e immagini