Anche il Cile nella morsa degli incendi: le conseguenze del cambiamento climatico

Le conseguenze del cambiamento climatico, del riscaldamento globale e delle calamità che ne derivano sono sempre più tangibili; dopo che in Colombia è stato dichiarato lo stato di disastro nazionale, ora anche il Cile è immerso nelle fiamme.

Cile, bandiera
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Le immagini devastanti sui disastrosi incendi in Cile hanno fatto il giro del mondo negli ultimi giorni, facendo sì che ci si domandi, ancora una volta, quanta responsabilità umana vi sia in cotanta distruzione.

Pochi giorni prima del Cile era stata la Colombia al centro delle notizie, dopo che il Governo aveva dichiarato lo stato di disastro nazionale proprio a causa dei numerosi incendi che hanno reso fumo i territori della nazione, tra l’altro una delle più ricche di biodiversità al mondo.

Il Cile in fiamme: dichiarato lo stato di emergenza

Un incendio
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Dall’inizio del mese di febbraio in Cile sono stati registrati quasi duecento incendi che hanno devastato i territori del Paese, causando solo nei primi giorni più di cento vittime in un bilancio che continua tristemente ad aumentare.

Se il 27 gennaio scorso era stato un altro Paese del Sud America – la Colombia – a ufficializzare il decreto in cui si dichiara lo stato di catastrofe nazionale dovuto agli incendi e alla situazione climatica associata a El Niño, anche la situazione in Cile è stata descritta come una delle più grandi tragedie che il Paese abbia vissuto negli ultimi tempi portando il presidente Gabriel Boric a dichiarare immediatamente lo stato di emergenza. Basti pensare che in una delle località più colpite (Viña del Mar e Quilpué, a circa 120 chilometri dalla capitale Santiago) le fiamme hanno letteralmente raso al suolo interi centri abitati.

Tra lunedì 5 e martedì 6 febbraio il presidente ha inoltre dichiarato il lutto nazionale, mentre il numero delle vittime continuava a crescere. L’intervento del presidente cileno ha poi toccato il delicato argomento dell’origine degli incendi, troppo spesso causati dall’intervento umano; ha riportato la BBC:

È difficile pensare che possano esistere persone così miserabili e senza cuore, capaci di causare tanta morte e tanto dolore. Ma se queste persone esistono, le cercheremo, le troveremo e dovranno affrontare non solo il ripudio della società nel suo complesso, ma anche tutto il peso della legge.

Parole pronunciate da Gabriel Boric lo scorso 5 febbraio, mentre nel Paese – solo quella mattina – erano 165 gli incendi attivi contemporaneamente.

Il disastroso diffondersi degli incendi aveva avuto inizio qualche giorno prima, il 2 febbraio, e com’era stato precedentemente per la Colombia, il rapido divampare delle fiamme è conseguenza dei cambiamenti climatici.

Cambiamento climatico e incendi

fiamme che divampano
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A spiegare nel dettaglio la correlazione tra gli incendi e i cambiamenti climatici è uno studio pubblicato nel 2022 da parte del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep); già due anni fa le stime parlavano chiaro: il numero di incendi estremi a livello globale sarebbe aumentato del 14 per cento entro la fine del decennio, crescita che, purtroppo, non si sta smentendo.

Nello specifico le principali cause che portano il Cile a vivere tali disastri sono – oltre ai forti venti e alle alte temperature – la siccità, e la densità di popolazione.

Le condizioni meteorologiche del Paese hanno molta influenza sul diffondersi di incendi e nella prima settimana di febbraio 2024, erano state registrate temperature insolite, molto elevate. Stessi giorni in cui c’erano raffiche di vento fino a 80 chilometri orari, che hanno influito sul rapido diffondersi delle fiamme.

Altro motivo della rapida diffusione di incendi è che il Cile soffre da ben 15 anni di siccità, piega che gli studiosi hanno spiegato come direttamente connessa al cambiamento climatico.

Gli esperti spiegato infine come non sia da ignorare  che le aree bruciate siano densamente popolate e manchino di adeguati schemi di pianificazione, connettività o muri di contenimento.

È evidente come le sofferenze del Pianeta siano dovute a un atteggiamento umano che per troppo tempo ha ignorato il rispetto e le connessioni invece essenziali con la natura circostante. I governi dovrebbero allora prendere scelte  realmente sostenibili così, anche, da educare e informare i cittadini su comportamenti sempre più rispettosi e responsabili.

Comunque, da questo punto di vista il Cile riesce a distinguersi; un recente esempio dell’impegno in termini ambientali del Paese è il Trattato Onu per la protezione degli Oceani: il Cile è stato il primo Paese al mondo a ratificarlo.

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