Allerta rossa in Sicilia: il maltempo lascia gravi danni
Il maltempo non smette di colpire l’Italia e, soprattutto, la Sicilia. Dopo un weekend di allerta rossa e grossi danni, il sole dovrebbe tornare a splendere a breve.

Ammontano a circa 700 gli interventi effettuati dai Vigili del Fuoco in Sicilia negli ultimi giorni a causa del maltempo. Ancora oggi, diverse squadre sono operative nelle province di Messina, Catania, Agrigento, Enna e Ragusa, ma non sono mancati danni anche nella zona del palermitano.
Senza acqua e senza luce
Tra le città siciliane più colpite rientra Siracusa, dove interi quartieri sono rimasti senza luce e senza acqua per diverse ore. Numerose le strade distrutte, alcuni edifici sono stati scoperchiati. Nel frattempo, una feroce tromba d’aria ha sollevato i tetti e numerosi pali dell’illuminazione pubblica a Noto e Avola; qui, in particolare, molti cittadini sono rimasti senza energia elettrica.
Lo stesso è accaduto a diversi appartamenti di Carlentini, sempre nel siracusano, dove tra l’altro si è verificata un’emergenza idrica causata da un guasto elettrico che, pare, abbia mandato la rete in tilt.
A Palermo, invece, nel cuore del quartiere Ballarò è crollata una palazzina, per fortuna disabitata. L’assenza di vittime è stata confermata a seguito del sopralluogo da parte dei Vigili del Fuoco e dei tecnici comunali. Situazione simile a Caltanissetta, dove è crollato un palazzo di ben 4 piani, sempre disabitato.
La città di Messina è quella che ha forse subìto i danni peggiori: le piogge intense hanno causato una mareggiata che ha invaso le strade del paese, al punto che è stato dichiarato lo stato di allerta e chiesto ai cittadini di evacuare. A causa dei forti venti, le onde hanno superato gli argini e hanno allagato diverse vie di collegamento.
Anche Catania, seppure con meno intensità, è stata oggetto di violenti temporali. La pioggia è caduta incessantemente per giorni, allagando le strade sia del centro, sia della periferia e causando non pochi disagi alla viabilità. Per fortuna, non si sono registrati crolli e vittime e la situazione appare sotto controllo.
Le isole minori “isolate”
Particolarmente colpite le isole minori: a Lipari è stata distrutta la banchina commerciale, a Vulcano sono andati persi gli arredi per la costruzione del nuovo porto, a Filicudi e Stromboli sono stati scardinati e trasportati in mare diversi tratti del grigliato del punto di approdo degli aliscafi.
Per consentire l’approdo e lo sbarco dei mezzi della nave di linea, a Lipari è dovuta intervenire una pala meccanica che permettesse di liberare lo spazio minimo indispensabile. La sorte peggiore è toccata alla frazione di Canneto: qui l’acqua è arrivata fin dentro le case, allagandole.

A breve si conteranno i danni che, già da adesso, non sembrano ingenti ma neanche da sottovalutare. Ciò che più preoccupa le autorità è che questi eventi estremi si stanno verificando con sempre maggiore frequenza in Sicilia, dove la siccità ha dominato per la maggior parte dell’anno appena trascorso e la crisi idrica è già da un po’ una vera e propria emergenza. Servono interventi mirati ed efficaci, che possano prevenire questi disastri ambientali, soprattutto in vista dei numerosi turisti che arriveranno presto in massa ad Agrigento, Capitale della Cultura 2025.