Allarme ONU: milioni di sfollati a causa del clima estremo

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Un nuovo fenomeno emigratorio, legato al clima e alle sue manifestazioni più estreme hanno fatto registrare un nuovo record negativo: l’Onu parla di milioni di profughi nel mondo a causa di siccità, inondazioni e incendi e altri fattori del cambiamento climatico.

cambiamento climatico
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Un nuovo allarme è stato registrato dall’Onu e che risulta ancora più spaventoso perché coinvolge i cambiamenti climatici e noi.

Un nuovo rapporto diffuso dall’Organizzazione delle Nazioni Unite mostra un 2024 ancora a tinte cupe e macabre. L’immagine che lascia è di un mondo in fuga non solo da guerre, carestie e disoccupazione. Un nuovo record nero è stato siglato dalle Nazioni Unite sul rapporto tra emigrazione e climatic change.

Una relazione che mette un nuovo punto sull’emergenzialità presente sul fenomeno e la necessità di un intervento efficace e rapido. E proprio l’Onu spinge i governi e le potenze del pianeta Terra ad istituire sistemi precoci che contribuiscono a fermare questa ondata terribile. Pensare ai cambiamenti come impennata delle temperature soltanto, è riduttivo. I rischi, a fronte di un 2024 tra i più caldi di sempre, stando al Wmo, lascia già criticità evidenti.

Rapporto Onu

Clima
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Un documento che lascia un quadro terrificante. I cambiamenti climatici sono evidentissimi nelle aree in cui le risorse per uno sviluppo sostenibile sono minimali o assenti, quindi spinge all’emigrazione in zone del mondo. L’Onu ha osservato le rilevazioni dell’ International Displacement Monitoring Centre (Idmc), ente che dal 2008 mette in conto il binomio emigrazione e cambiamenti climatici ci dice che il 2024 è stato a l’anno record per persone in fuga dai disastri climatici come inondazioni, allagamenti e incendi.

A queste si allega la perdita di risorse indispensabili per popolazioni dove agricoltura, artigianato ed allevamento vanno ad essere la forma cardine di sussistenza, sul fronte del lavoro oltre che alimentare. In tal modo scatta automatica la molla della fuga verso posti e mete dove possibile trovare sbocchi occupazionali e possibilità di speranza di vita.

Il Mondo in fuga

L’altra faccia del pianeta Terra, come ci dice il documento Onu vede il climatic change mettere in fuga verso attese di speranza e aspettative centinaia di migliaia di persone. In vetta, il continente nero, l’Africa con il Mozambico, che, contando solo il ciclone Chido ha toccato quota 100.000 persone scappate dal paese.

Un trend triste che vede l’Africa protagonista perché allega il fenomeno climatico ad altri, generando un numero di sfollati interni nel continente africano enorme, dovuto all’ effetto combinato di guerre e altri disastri, portano ad un’impennata pari a tre volte tanto negli ultimi 15 anni. A fare eco all’Africa, anche alcune aree del Sud Est Asiatico, con zone della Cambogia e della Penisola Indiana, con soglie limitrofe di vittime.

Eppure, come mostra il documento, anche il nord del Mondo non è esente dalla morsa del climatic change. L’Onu ribatte sulla negligenza di paesi come Stati Uniti, Italia e Spagna, dove gli incendi di Los Angeles, le inondazioni di Valencia e i disastri idrogeologici nostrani sono la dimostrazione controfattuale che l’intervento deve essere globale e internazionale per avere efficacia decisiva nella lotta ai cambiamenti climatici.

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