AI e impatto ambientale: l’allarme degli scienziati
La diffusione esponenziale dell’AI-Intelligenza Artificiale sta avendo serissime conseguenze ambientale che gli scienziati stanno mettendo ben in evidenza. Le forti emissioni di Co2 sono soprattutto legate all’uso fuori luogo di questa ultima risorsa del XXI secolo.

AI, che cosa sei!
Cosa sia capace di realizzare l’Intelligenza Artificiale gli utenti lo stanno ammirando e scoprendo con il passare del tempo. In particolare abbiamo visto tra la fine del 2024 e questa prima parte del 2025 come ha lasciato di stucco moltissimi scettici sulle funzionalità e le applicazioni. In ordine di arrivo, possiamo ad esempio osservare la capacità dell’AI di sviluppare una sostanza chimica capace di realizzare medicinali, oppure dipanare un papiro creduto ormai perduto sotto la lava dell’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. Un utilizzo che trascende dalla comune realizzazione di contenuti grafici, bibliografici oppure la banale gestione delle email aziendali.
Eppure non son mancate le critiche, soprattutto per evidenziare usi distorti e pericolosi. Tra quelli più in auge troviamo adozioni AI come ricostruzioni finalizzanti a creare fake e deep news, strategie di marketing fraudolenti, fino alle violazioni di ogni diritto di copyright solo per fare una serie di semplici esempi. Ciononostante a pesare sul ruolo dell’AI è l’impatto ambientale e le emissioni inquinanti che rilascia.
CO2 da AI

Una delle conseguenze che riguardano lo sfruttamento dell’AI è certamente correlata alle emissioni di CO2 e agli apporti dannosi per clima e ambiente. Un elemento che spesso viene posto in secondo piano ma che a lungo andare non può essere ignorata. Un fattore che la scienza ecologica ha cercato di individuare in modo preciso, spiegando come questi complessi modelli online influiscono sul consumo di risorse fondamentali.
Pioneristico studio è stato portato avanti nel 2024 da parte della startup Hugging Face, in collaborazione con la Carnegie Mellon University, dello stato della Pennsylvania. Secondo quanto riportato, per generare una sola immagine, i più comuni modelli AI grafici consumano, in una frazione di secondi l’ energia necessaria per ricaricare completamente la batteria di tipico cellulare.
Contenere e convertire

Come avvertono gli studiosi, se calcoliamo la diffusione -previsione azzeccatissima- per l’utilizzo di contenuti su scala globale le emissioni di CO2 divengono potentissime. Soprattutto laddove i modelli generativi di energia elettrica è legata a sistemi carbonfossili come gli Stati Uniti lo stesso in cui maggiormente è diffuso fino ad ora lo sfruttamento della stessa AI le conseguenze possono essere nefaste.
Il consumo energetico dei Server AI infatti, attualmente sono una inaspettata macchina mangia-corrente. Dati alla mano si vede come per sviluppare un’AI semplice comporta l‘emissione di circa 300 tonnellate di CO2, un dato che fa eco allo sfruttamento e gli usi dell’AI, che può richiedere oltre 400 milioni di litri d’acqua annuo per il suo fabbisogno energetico.
Migliorare l’AI e le analoghe applicazioni, quindi passa anche dalla sua fonte primaria, che come consiglia vivamente l’equipe passa obbligatoriamente ad una strategia di sostenibilità energetica come il ricorso alle fonti rinnovabili o meglio al versante dell’energia nucleare. Una soluzione duplice che permetterebbe un drastico taglio all‘impatto ecologico dei gas serra lanciati dall’AI.