A Milano ritorna la nebbia: quali sono le cause?
Non si vedeva da 70 anni ed è tornata trionfante: si tratta della nebbia, meglio conosciuta come nebiùn, che dopo oltre mezzo secolo ha avvolto nuovamente la città Milano, proprio come ai vecchi tempi.

Chiunque abiti a Milano, aprendo le finestre di casa tra il 4 e il 5 novembre, si è trovato di fronte un vero e proprio muro grigio. Dopo 70 anni, infatti, la nebbia è tornata a Milano e non c’è da meravigliarsi: la “scighera” o “nebiùn”, come amano chiamarla i milanesi, non è altro che l’ennesima conseguenza del cambiamento climatico in corso.
“Non si vede niente” e non è la prima volta
“Non si vede niente” è il commento che spopola da giorni sui social di fronte alla conseguenza di un’inversione termica: l’aria fredda, umida e pesante, con l’alta pressione si deposita sul suolo e rimane letteralmente schiacciata negli strati più bassi. In alto, sopra le teste degli abitanti, incombe invece un anticiclone gigantesco.
Il binomio nebbia e Milano è stato di ispirazione per numerosi scrittori, registi e cantanti: basti pensare alle battute in “Totò, Peppino e la malafemmina”, alle storie narrate ne “L’Adalgisa” da Carlo Emilio Gadda o alle strofe di “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni.
Peccato, però, che la nebbia musa di grandi artisti non sia la stessa di oggi, pericolosa e carica di insidie. Perché l’alta pressione che trattiene l’umidità agli strati più bassi mantiene, al contempo, anche lo smog che, in assegna di vento, ristagna.
La nebbia, infatti, è formata da goccioline d’acqua ma il vapore, per mantenere il suo stato, avrebbe bisogno di freddo e temperature basse. Oggi, a Milano, si registrano 8-10°C, a differenza di un secolo fa, quando al mattino la media era di 2-4°C.
Dall’inizio degli anni Duemila, infatti, i giorni di nebbia all’anno a Milano sono stati in media 50; nel 2024, che non è ancora terminato, se ne contano già 62 e febbraio si attesta come mese più “grigio”. Le statistiche, insomma, rimandano ai trend di oltre 50 anni fa.
La storia si ripete
All’apparenza, sembrerebbe tornare al passato, alla Milano di 70 anni fa, eppure non è così. Se la nebbia di una volta era collegata al freddo, oggi è correlata alle piogge e proprio per colpa del cambiamento climatico. Non a caso, infatti, quest’anno Milano sta segnando veri e propri record per l’acqua caduta in città.

In ogni caso, il nebiùn non rimarrà ancora per molto e presto andrà via. Lascerà il posto a vento e piogge, caldo drastico delle temperature e neve su Alpi e Appennini. Ma attenzione: la nebbia fitta, ennesimo effetto dell’inquinamento atmosferico, non ha alcuna intenzione di sparire per altri 70 anni. In fondo, l’inverno è ancora lungo e le occasioni per qualche altra visita ci saranno sicuramente.
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