Nebbia fitta: l’ennesimo effetto dell’inquinamento atmosferico

Autore:
Antonia Cataldo
  • Laurea in Scienze della Comunicazione
Tempo di lettura: 4 minuti

Ritorna la nebbia in Pianura Padana: le ore di scarsa visibilità aumentano del 64%. La causa? L’inquinamento! 

Nebbia, Città
Photo by RealAKP – Pixabay

Arpa Lombardia ha dichiarato che a febbraio le ore di scarsa visibilità sono aumentate del 64% e, nella zona della Pianura Padana, abbiamo registrato 16 giorni di nebbia. I dati si possono ricondurre all’inquinamento e al cambiamento climatico.

Torna la nebbia in Pianura Padana

Dal 1990 al 2014 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) aveva registrato un netto dimezzamento delle giornate di nebbia nella zona della Pianura Padana.

Infatti, da una trentina di anni si era rarefatta, ma purtroppo è tornata, ed è  fitta più che mai!

Gli ultimi anni hanno visto un lieve ma pur sempre significativo aumento causato, secondo gli esperti, dalle condizioni climatiche attuali che vedono la presenza prolungata dell’anticiclone africano con alta pressione schiacciare l’aria fredda inquinata al suolo generando, ovviamente, nebbia.

Milano, come anche la capitale inglese, sono esenti, ma la motivazione non è incoraggiante: il calore prodotto dall’inquinamento ne impedisce la formazione.

Ma fuori dalla zona centrale della metropoli milanese, le ore serali vedono comparire un manto fitto ed impenetrabile di nebbia, causa di incidenti e gravi disagi.

Cosa causa la formazione di nebbia in natura?

La nebbia è la trasformazione dell’ umidità atmosferica in piccolissime particelle di acqua o cristalli di ghiaccio sospesi nell’aria, vicino al suolo.

Ciò avviene quando l’aria umida si raffredda al di sotto del punto in cui si converte in rugiada, provocando la condensazione.

Un processo tipico delle prime ore del mattino o della notte e i cui fattori determinanti  includono umidità e temperatura.

L’inquinamento può contribuire alla formazione di nebbia: le particelle inquinanti (polveri sottili, sostanze chimiche,…) sono dei nuclei di condensazione che attirano umidità e favoriscono la formazione di gocce d’acqua.

L’inquinamento atmosferico inoltre altera le proprietà chimiche e fisiche dell’aria influenzandone la capacità di trattenere l’umidità e favorendo la formazione di banchi di nebbia.

Inoltre le emissioni delle auto e delle industrie aumentano sicuramente la quantità di particolato atmosferico.

Il particolato atmosferico: un rischio per la saluta e l’ambiente

Noto anche come aerosol, il particolato atmosferico, è una miscela di particelle solide sospese e liquide nell’aria.

Tali particelle variano in composizione e dimensioni e possono avere divere origini:

  • naturale (polveri minerali, pollini, spore, sali marini);
  • antropica: prodotte da attività umane come combustione di carburanti fossili, industriali, agricole e processi di trasformazione.

Il particolato atmosferico può avere un impatto significativo sulla qualità dell’aria e sulla salute umana e, ovviamente, influenzare il clima e l’ambiente. Le particelle più piccole possono penetrare profondamente nei polmoni e causare problemi respiratori e altre malattie.

Cosa dobbiamo aspettarci?

Il ritorno della nebbia nella Pianura Padana evidenzia il cambiamento climatico che stiamo vivendo!

Basti pensare ai dati recentemente raccolti che dimostrano come i livelli di polveri sottili in Pianura Padana abbiano superato i limiti consentiti per legge. Ciò solleva preoccupazioni per la salute pubblica, sottolineando l’urgenza di ridurre le emissioni nocive, per l’uomo ma anche per l’ambiente.

Ma c’è speranza: l’inquinamento dovrebbe vedere un calo grazie alle nuove normative europee da rispettare oltre alla diffusione di auto elettriche e all’efficienza energetica delle abitazioni.

Nebbia fitta: l’ennesimo effetto dell’inquinamento atmosferico foto e immagini