2024: la Cina leader indiscusso, verso l’energia pulita

Autore:
Samantha Patente
  • Laureanda in Scienze della Comunicazione
Tempo di lettura: 4 minuti

Il rapporto annuale dell’associazione industriale China Electricity Council (CEC) dichiara che, nel 2024, l’energia eolica e solare  prodotta nel paese supererà le altre.

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Cina pale eoliche
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La Cina punta ad essere leader globale nella produzione di energia pulita attraverso una corsa inarrestabile, investendo notevolmente sulla transizione energetica. Il rapporto emesso dal China Electricity Council afferma che, nel 2024, la produzione eolica e solare del paese supererà quella del carbone.

La Cina e gli obiettivi dell’economia circolare

Energia pulita
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Il rapporto del China Electricity Council dimostra come, per la prima volta, la produzione di energia eolica e solare del paese supererà quella del carbone.

Una prova tangibile di come il paese si stia impegnando nell’utilizzo di fonti alternative conseguendo gli obiettivi dettati dall’economia circolare.

Una serie di risultati sorprendenti ottenuti attraverso l’ottimizzazione dell’approvvigionamento energetico ed una netta accelerazioni del processo di transizione verso fonti di energia sostenibile.

Le primissime stime mostrano che la capacità di energia rinnovabile del paese dovrebbe aumentare del 12% rispetto al 2023 raggiungendo 3,25 miliardi di kW entro la fine dell’anno in corso.

Il Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, durante una conferenza stampa a Pechino, ha inoltre dichiarato:

  • che le fonti energetiche non fossili rappresenteranno circa il 57% del totale, raggiungendo probabilmente 1,86 miliardi di kW;
  • che la capacità di generare energia eolica e solare da parte del paese dovrebbe raggiungere, rispettivamente, 780 milioni di kW e 530 milioni di kW entro la fine del 2024.

In questo modo le energie rinnovabili rappresenterebbero, con un totale di 1300GW generati entro l’anno,  circa il 40% della capacità installata, abbattendo il valore della produzione generata dal carbone del 37%.

Un vero e proprio viaggio verso il rimodellamento energetico

Quello della Cina è un percorso iniziato da diverso tempo il cui motore è la necessità reale di volere affrontare la crisi ambientale, migliorando la sicurezza energetica e contribuendo, in modo concreto, al conseguimento degli obietti globali di sostenibilità.

Si tratta di una vera iniziativa nazionale, ed alcune città stanno guidando la Cina in questo processo.

Beijing per esempio sta affrontando l’inquinamento atmosferico migliorando i trattamenti delle emissioni e riducendo l’uso del carbonio, attraverso la sostituzione  di caldaie a carbone e l’eliminazione di carbone civile.
Quattro centrali elettriche a carbone sono state chiuse, 1.3 milioni di famiglie usano energia pulita da pompe di calore. Il consumo di carbone è sceso del 90%, rappresentando solo l’1.5% del consumo totale di energia. L’energia rinnovabile è ora al 10.4% grazie a incentivi e sforzi locali.

Dalian sviluppa tecnologie per migliorare l’affidabilità energetica attraverso un sistema di stoccaggio chimico su larga scala.  Si impegna anche ad investire oltre 600 miliardi di yuan in energie rinnovabili entro il 2030.

La città di Guangzhou migliora le stazioni energetiche esistenti, promuovendo contatori intelligenti per acqua ed elettricità, e installando lampade a risparmio energetico e apparecchi idrici efficienti. Le stazioni utilizzano lampade e dispositivi per il risparmio energetico e idrico al 100%.

Un impegno condiviso

La Cina si è posta l’obiettivo di raggiungere lo zero netto entro il 2060: un passaggio progressivo, graduale, che richiede un impegno condiviso ed azioni concrete.

Innovazioni e tecnologie all’avanguardia come le finestre fotovoltaiche che hanno la capacità di generare energia da sole e di immagazzinarla.

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