2024 anno nero per gli affitti, soprattutto in Veneto
2024 anno nero per gli affitti, soprattutto in Veneto. Questa situazione, già percepita quotidianamente dai cittadini veneti, è stata confermata dal report sulla qualità della vita del Sole 24 Ore. Prezzi folli, poca fiducia verso gli inquilini, affitti brevi che strozzano il mercato e tanti alloggi pubblici vuoti: ecco come stanno le cose.

Quando in Italia si parla di affitti, ormai viene sempre da mettersi le mani nei capelli, soprattutto se se ne parla in riferimento al 2024, che per moltissime regioni è stato un anno a dir poco negativo. Più di ogni altra regione però, a soffrire è stato il Veneto, che tra affitti troppo cari, overtourism e tutta una serie di problemi collegati a questi due fronti, si trova schiacciato dal caro affitti. Attualmente infatti, in città come Venezia il canone di locazione prende il 65% del reddito pro capite.
Si tratta di numeri sconcertanti, che negli ultimi mesi hanno sollevato dibattiti, polemiche e richieste di intervento da parte dei cittadini. Ecco i dati nelle singole città, e anche i piani dei comuni per risollevare la situazione e provare a porre un freno a questa corsa al rialzo dei prezzi, per tornare a vivere il mercato immobiliare locativo in modo più equilibrato.
2024 anno nero per gli affitti in Veneto

La situazione che sta vivendo il Veneto non è troppo diversa da quella che sta vivendo l’Italia nella sua globalità. A schiacciare il mercato delle locazioni ci sono infatti:
- canoni di affitto troppo costosi;
- uno stock limitato di case in affitto;
- immobili pubblici non agibili e rimasti inutilizzati;
- affitti brevi schiaccianti;
- overtourism;
- poca fiducia negli inquilini.
Tutti questi fattori insieme hanno reso la vita di chi deve convivere con un affitto un vero incubo. Venezia è la città dove le cose vanno peggio, basti pensare che (dati Istat riferiti ad ottobre 2024 su reddito 2022) l’incidenza del canone di affitto sul reddito medio pro capite è del 65%. Qui infatti, una casa in affitto costa ben 13,80 euro/mq.
A complicare ulteriormente le cose ci si mettono gli affitti brevi, che nell’ultimo anno sono aumentati del 14.3%, secondo i dati di Confcommercio. I Comuni dal canto loro, stanno tentando di mettere una pezza, operando sconti sull’IMU degli immobili affittati agli studenti e introducendo una moratoria sui nuovi affitti turistici, che rimarrà valida fino al 31 dicembre 2026. Quello che però servirebbe realmente, sono nuovi alloggi, per poter aumentare l’offerta e abbassare, finalmente, i prezzi richiesti dal mercato.
Alloggi cercasi

Quello che i cittadini chiedono a gran voce, al di là delle politiche appena esposte, è una riqualificazione degli immobili pubblici attualmente inagibili, che nell’intera regione ammontano a ben 457.000. Infine, sono tantissimi i proprietari che tengono i propri immobili sfitti per scelta: da un lato non dispongono delle risorse economiche per ristrutturarli e renderli efficienti dal punto di vista energetico, dall’altro temono un inquilino che non paga e il lunghissimo iter di sfratto.
Per far fronte a questo problema, per esempio, il Comune di Verona, come spiega l’assessore alle politiche abitative Luisa Ceni:
si sta muovendo per individuare attraverso l’Ance immobili da acquistare per realizzare alloggi pubblici, ma anche per mettere in atto incentivi fiscali per convincere i proprietari ad affittare a lavoratori stranieri e studenti. Ci sono molti immigrati con uno stipendio stabile costretti a trascorrere la notte nei dormitori.
Insomma, in Veneto gli affitti stanno vivendo un momento di vera crisi, ed è fortissima la necessità di trovare soluzioni su più fronti, che sinergicamente aiutino a risollevare la situazione. Venezia, dove per ogni annuncio ci sono 25 potenziali inquilini, è solo la punta dell’iceberg.