Quando e come innaffiare l’edera

Rita Paola Maietta
  • Giornalista Pubblicista

L’edera è la pianta rampicante per eccellenza ma di quali cure ha bisogno? In questo articolo, analizzeremo il suo fabbisogno di acqua e come dargliela. 

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Le foglie dell’edera possono assumere tante diverse variegature: dal bianco al giallo, passando per il verde intenso. Anche se le varietà di edera sono tantissime, tutte sono accomunate da un unico comune denominatore: sono facili da curare e gestire. Oltre che poter essere coltivate fuori casa, per rivestire pareti e facciate, le piante di edera possono essere anche utilizzate per abbellire casa, in vaso.

In questo  caso, l’edera potrà essere messa in vasi, ad esempio, sospesi oppure in altri contenitori che abbiano un supporto ben articolato che permetta alla pianta di crescere e svilupparsi. Otterrai, così, un piccolo alberello. La varietà che più si presta ad essere coltivata in casa è l’Hedera helix.

Anche se, come abbiamo detto in precedenza, l’edera non ha bisogno di tante cure, affinché possa svilupparsi e crescere rigogliosa sono necessari alcuni accorgimenti, soprattutto se riguardano la quantità d’acqua di cui necessita. Potrai saperne di più continuando a leggere questo articolo.

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Edera: quanta acqua darle

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Anche se l’edera è una pianta molto resistente, non bisogna credere che non abbia bisogno della giusta quantità di acqua. In realtà, è proprio l’acqua, correttamente dosata, a fare la differenza. Prima di procedere all’annaffiatura, infatti, dovresti dotarti di spirito di osservazione. Prima di dare acqua, infatti, dovrai osservare il terreno per valutarne lo stato di umidità. Puoi utilizzare le dita, inserendone uno dentro la terra. Se noterai che i primi due centimetri circa risultano asciutti allora è arrivato il momento di dare acqua.

Ricordati di usare sempre acqua a temperatura ambiente da inserire direttamente nel terreno. Se darai l’acqua in modo corretto, allora potrai scongiurare la comparsa del nemico numero uno dell’edera: gli acari. Se il terreno dovesse essere troppo bagnato potresti favorire i ristagni e, dunque, l’insorgere di nuove patologie.

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Quando innaffiare l’edera

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Se c’è molto sole laddove hai posizionato la tua edera, oppure è estate, considera che il fabbisogno della pianta di acqua crescerà notevolmente. Se l’esposizione ai raggi solari è di circa 6 ore al giorno, il terreno diventerà secco molto più rapidamente rispetto ad una pianta esposta soltanto tre ore.

L’esposizione perfetta per l’edera è di luce solare intensa ma mai diretta. Se pensi di posizionare la tua pianta in un vaso sul davanzale, abbi cura di mettere una tenda filtrante. Ancora una volta, lo spirito di osservazione ti aiuterà. Se le foglie dell’edera sono variegate, ad esempio, potrebbero assumere un colore completamente verde se non dovessero ricevere luce a sufficienza. Dunque, affinché le foglie restino variegate, esponile correttamente alla luce solare, per molte ore al giorno.

La quantità di acqua necessaria, varia anche in base alla stagione. In linea di massima, in inverno puoi dare acqua ogni tre/quattro giorni. In estate, o quando le temperature sono particolarmente secche, ricorda che l’edera potrebbe avere bisogno di nebulizzazioni frequenti sulla chioma. Inoltre, per aumentare l’umidità che circonda la pianta, puoi mettere dell’acqua nel sottovaso. Del resto, non bisogna dimenticare le origini dell’edera che ha i suoi natali in Africa.

Altri fattori da considerare per innaffiare correttamente l’edera

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Il terreno giusto è molto importante. Considera che il terriccio comune si rivela particolarmente adatto per l’edera collocata in appartamento. Considera che, in relazione alle annaffiature, il terreno perfetto dovrebbe essere in grado di trattenere l’acqua ma anche di drenare l’acqua in eccesso. Per ottenere il terreno perfetto, puoi miscelare il terreno comune con della sabbia grossolana. Poi, aggiungerai della torba e poca perlite. Se il terreno dovesse risultare troppo compatto o pesante, infatti, l’acqua che darai alla tua edera dovrà essere poca. Se ne darai troppo, i rischi di ristagni sono dietro l’angolo e, con essi, altre patologie come il marciume radicale.

La giusta quantità di acqua sarà utile anche a scongiurare l’ipotesi che la pianta possa seccarsi. Considera che, il terreno può asciugarsi velocemente anche a seguito di altri fattori, non solo per mancanza di acqua. Ad esempio, se la pianta è stata collocata tra le correnti d’aria. Puoi ovviare a questa problematica, cambiandole posizione.

Anche la qualità dell’acqua è importante, come per tutte le piante. Mentre per l’edera che cresce fuori casa puoi fare affidamento (quando ci sono le piogge) all’acqua piovana, per l’edera domestica meglio utilizzare dell’acqua non solo a temperatura ambiente ma anche distillata. Per ottenerla, puoi semplicemente lasciar decantare una notte intera l’acqua presa dal rubinetto.

Quando e come innaffiare l’edera: foto e immagini

Ora che conosci un po’ meglio la tua edera e la quantità di acqua di cui ha bisogno e come, non ti resta che metterti a lavoro. Prima di farlo, però, se hai trovato utile questo articolo, condividilo con un amico a cui potrebbe far piacere.