Processionaria – Traumatocampa pityocampa


Che cos’è la processionaria o Traumatocampa pityocampa? Quali alberi infesta? Come si manifesta e come riconoscerla? Quali danni arreca alle piante infestate? Come prevenirla e come combatterla con i rimedi meccanici, biologici o chimici? Perchè è pericolosa per l’uomo e gli animali? Quali sono i sintomi in caso di contatto con i peli urticanti? Come difendersi e difendere i cani dai peli urticanti ?

Processionaria-bruchi


Cos’è la Processionaria?

La processionaria, Traumatocampa pityocampa, è un lepidottero della famiglia delle Notodontidae, una piccola falena diffusa in tutte le zone tropicali dell’Africa del Nord, in Asia e in Europa che nello stadio larvale rappresenta il nemico numero uno delle diverse specie di Pino e di Abete.

Processionaria-falena

Allo stadio adulto questa piccola farfalla o falena, che vive solo pochi giorni, si presenta con un corpo triangolare con un’apertura alare di 5 cm circa.

Le ali sono di colore marrone chiaro – giallo ocra con delle sottili striature di colore più scuro.

Una sola processionaria adulta deposita sui rami degli alberi da 150 a 280 uova racchiuse all’interno di nidi filamentosi di colore biancastro visibili ad occhio nudo.

Processionaria-nido

Dalla schiusa delle uova nascono delle larve molto particolari lunghe 3 – 4 centimetri, con corpo ricoperto da tanti peli urticanti per uomo ed animali.

Processionaria-nido

In primavera, a maturità, le larve abbandonano il nido in fila indiana e, formando delle processioni lunghe anche vari metri dal tronco, migrano verso il suolo distruggendo via via gran parte del fogliame.

Processionaria-larve

Una volta giunte al suolo, le larve della processionaria scavano delle buche profonde circa 15 cm e, all’interno di esse, vi costruiscono dei bozzoli per proteggersi durante il giorno poichè esse agiscono solo di notte. Le larve provenienti dallo stesso nido si incrisalidano in bozzoli singoli fittamente accatastati l’uno accanto all’altro.

Infestazione da processionaria e da larve

La processionaria adulta depone le uova in luglio-agosto, mentre le larve fanno la loro comparsa a fine agosto-settembre. Svernano nei nidi e solo in primavera migrano come già detto al suolo. Il nido abbandonato e in buono stato viene usato dalle femmine della processionaria per la deposizione di altre uova.

Danni alle piante

Le larve di processionaria, in primavera iniziano la loro attività e per nutrirsi si alimentano degli aghi causando forti defogliazioni delle piante infestate. Nelle zone caratterizzate da un clima invernale con temperature non inferiori ai 9° C, la defogliazione è continua perchè le larve continuano a cibarsi anche in inverno.

La pianta attaccata non riuscendo ad effettuare regolarmente la fotosintesi, si indebolisce, perde vigore e  spesso viene infestata da altri parassiti quali ad esempio il bostrico, un coleottero che per ovideporre scava gallerie all’interno della corteccia. I periodi dell’anno in cui la processionaria provoca i maggiori danni alle piante sono la primavera e l’inizio dell’autunno.

Pino-processionaria

Piante attaccate dalla processionaria

La processionaria attacca tutte le specie del genere Pinus soprattutto il Pinus nigra e Pinus sylvestris, talvolta i nidi di questo piccolo lepidottero sono visibili sui rami più alti e soleggiati del Cedro del Libano, sull’Abete rosso – Picea abies e sul Larice – Larix decidua. Forte infestazioni da Traumatocampa pityocampa o Thaumetopoea pityocampa di solito si verificano su pini giovani o di media età allevati su terreni poveri, aridi ed esposti perennemente alla luce solare. Nelle aree scarsamente illuminate o soleggiate, le Pinaceae non vengono attaccate dalla processionaria in quanto è insetto che ama il caldo (termofilo).

Processionaria-Pericolosità

Rimedi e lotta alla processionaria

Per sconfiggere questo pericoloso lepidottero esistono diversi metodi di lotta che vanno praticati con estrema cautela ed attuando tutte le norme di sicurezza per evitare il contatto con i peli urticanti delle larve della processionaria, come ad esempio:

  • non lasciare parti scoperte del corpo;
  • proteggere il capo con un cappello e il viso con un foulard;
  • coprire la bocca con una mascherina;
  • proteggere gli occhi con occhiali da giardinaggio.

Lotta meccanica

  1. Trattare con insetticidi specifici direttamente le larve non protette dal nido; la serica consistenza del nido rende infatti vana l’efficacia del trattamento. Le larve morte vanno poi eliminate con estrema cautela.
  2. Bruciare le larve in una buca scavate nel terreno e coprire i resti carbonizzati con terreno fresco e poi compattarlo.
  3. Tagliare le cime dei rami dove sono ancorati i nidi mantenendosi però a debita distanza.
  4. Bloccare la processione delle larve con una trappola: avvolgere il tronco della pianta con un film plastico spalmato con della colla entomologica. Tale metodo risulta efficace solo se effettuato prima della discesa delle larve che di solito avviene da metà febbraio a metà marzo.
  5. Impedire  alle larve di raggiungere il suolo, intrappolandole in una sorte di colletto o imbuto disposto intorno alla base del tronco e ad un’altezza di circa 30 – 40 cm dal terreno. Le larve intrappolate possono essere bruciate o trattate con insetticidi specifici e poi interrate in buche molto profonde al fine di evitare la diffusione dei peli urticanti tramite il vento. Gli attrezzi utilizzati per la rimozione delle larve vanno poi disinfettati con cura mediante un bagno nella candeggina.

ferormoni-trappole

Lotta chimica

Uso di larvicidi, come il Diflubenzuron un prodotto chimico utilizzato anche su larve di zanzare e mosche.  Questo prodotto,  attivo per circa 40 giorni, impedisce la metamorfosi e quindi la trasformazione della larva in individuo adulto. Il Diflubenzuron è attivo per ingestione e come ovicida, colpisce tutti gli stadi larvali, soprattutto i primi due, e i suoi effetti sono visibili solo dopo 2-4 giorni dal trattamento.

Lotta biologica

Tra i metodi di lotta biologica che non inquinano o danneggiano le api o altri insetti impollinatori presenti sul territorio vengono preferite le trappole ai ferormoni che disorientano i maschi della processionaria, li attraggono evitando così la copula, la fecondazione delle uova e quindi la deposizione delle uova.

  1. Le trappole ai ferormoni si posizionano tra sui rami nei mesi di giugno e luglio, periodo in cui inizia lo sfarfallamento degli insetti adulti.
  2. Le trappole vanno svuotate ogni 3 – 4 giorni e il principio attivo rinnovato almeno ogni 20 giorni.

Questa tecnica è obbligatoria in Italia per legge (D.M. del 30/10/2007) per la salvaguardia delle tutte le aree boschive e non, in cui si manifestano forte infestazioni di processionaria e in tutte le tutte le zone in cui questo lepidottero può rappresentare un rischio per la salute umana e per la salute degli animali(parchi pubblici, orti botanici, giardini privati).

Bacillus-thuringiensis

Un altro esempio di lotta biologica è l’uso di prodotti a base di Bacillus thuringiensis kurstaki, un batterio sporigeno che ingerito dalle larve ne provoca la morte per avvelenamento grazie alle endotossine liberate nel loro tratto digerente. Questa tecnica, molto costosa, viene poco praticata soprattutto se gli esemplari infestati sono di grandi dimensioni o le larve sono protette dal loro nido.

formica-rufa-rossa

Interessante è l’impiego della Formica rufa o formica rossa, uno dei pochi nemici naturali di questo lepidottero, diffuso nell’emisfero boreale in tutti i boschi di conifere. Questa formica, detta spazzino del bosco, è carnivora e quindi fa piazza pulita delle larve di processionaria.

Pericolosità per l’uomo e per gli animali

La processionaria oltre a danneggiare il pino e le altre varietà di Pinaceae, è pericolosa per l’uomo e per gli animali domestici, soprattutto per cani, gatti o altri animali che vengono a contatto accidentalmente con i suoi peli urticanti. I peli urticanti infatti, possiedono uncini che facilitano l’aderenza a pelle, mucose e abiti.

Il contatto con i peli urticanti della processionaria, infatti, si separano facilmente dal dorso dell’animale, o per contatto diretto, o per contatto indiretto, trasportati semplicemente dal vento.

Effetti sull’uomo per contatto dei peli urticanti

Il contatto della pelle con i peli della processionaria provoca un’immediata reazione cutanea che si manifesta come un’eruzione dolorosa e pruriginosa. Se i peli entrano in contatto con le mucose, scatenano istantaneamente una reazione irritativa e infiammatoria molto seria e, nel caso in cui essi colpiscono gli occhi si manifesta una congiuntivite che nei casi più gravi, se non trattata, può portare addirittura alla cecità.

Effetti dei peli urticanti per inalazione o ingestione

In caso di inalazione  o ingestione di peli urticanti di processionaria, i disturbi o sintomi sono alquanto seri e gravi: l’inalazione o l’ingestione, nella maggioranza dei casi, provocano difficoltà respiratorie accompagnate da broncospasmi, mal di gola, starnuti, difficoltà nella deglutizione, vomito e spasmi addominali. I sintomi descritti ,nei soggetti allergici possono essere causa di shock anafilattico.

Pericolosità dei peli della processionaria per cani ed altri animali

Gli stessi sintomi descritti per l’uomo si manifestano anche a carico degli animali soprattutto i cani.

Nel caso di ingestione della processionaria da parte di un cane, il primo ed evidente sintomo è rappresentato da una improvvisa ed abbondante salivazione, seguito da ingrossamento della lingua, necrosi delle mucose, vomito, difficoltà respiratoria e morte per soffocamento se non si interviene prontamente.

I cani, i gatti e gli animali da pascolo sono gli animali che rischiano maggiormente il contatto in quanto gli uncini si attaccano saldamente al pelo.

Cosa fare in caso di contatto – Cura e terapia

In caso di contatto si consiglia di:

  • svestirsi possibilmente in uno spazio all’aperto pere evitare di introdurre in casa i peli della processionaria e di usare i guanti per evitare che essi vengano a contatto diretto della pelle;
  • fare subito una doccia e lo shampoo con acqua tiepida;
  • evitare di grattarsi per non aumentare il prurito e l’infiammazione;
  • lavare gli abiti ad almeno 60° maneggiandoli sempre con i guanti;
  • trattare le zone colpite con creme topiche antiallergiche o pomate al cortisone;
  • recarsi dal medico se insorgono difficoltà respiratorie;
  • evitare l’esposizione al sole per almeno settimana;
  • far visitare il cane da un veterinario.

Bozzoli di processionaria

Prevenzione

A scopo cautelativo è bene evitare i luoghi in cui ci sono pini infestati dalle larve.

Curiosità e significato del nome

Il nome comune di processionaria conferito a questo insetto è riferito al modo di procedere in processione  delle larve durante  il loro spostamento alla ricerca di cibo di cui nutrirsi.



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