Phyllodoce
La Phyllodoce è un genere di pianta molto apprezzata per va dei suoi bellissimi fiorellini rosa di varie sfumature. Originarie delle zone montuose dell’emisfero settentrionale, queste piante si possono coltivare anche in Italia se vengono trattate seguendo le indicazioni fornite nel corso del seguente articolo.

Il genere Phyllodoce comprende 7 specie differenti di piante sempreverdi e rustiche che si possono coltivare senza necessità di prestare grandi attenzioni. Queste piante sono originarie delle zona montuose dell’emisfero settentrionale e risultano sempre più diffuse anche in Italia per via dei loro splendidi fiorellini campanulati di colore rosa che appaio molto decorativi. Impariamo quindi a conoscere ogni dettaglio della pianta e scopriamo quali sono gli accorgimenti da tenere per consentirne lo sviluppo.

Caratteristiche generali della Phyllodoce

Le Phyllodoce sono un genere di pianta che comprende 7 specie differenti, tutte sempreverdi e rustiche dunque facili da coltivare in giardino. Appartenenti alla famiglia delle Ericaceae, le Phyllodoce presentano delle foglie strette dal colore verde o chiaro a seconda della specie ma sempre riunite in gruppetti.
A rendere amate le piante in questione sono i bellissimi fiori che sbocciano da aprile a giugno dando vita ad uno spettacolo floreale. Questi fiori hanno dimensioni non troppo grandi e una colorazione rosa violacea molto appariscente.
Tra le specie più interessanti abbiamo la Phyllodoce aleutica che arriva dall’Asia del Nord e dall’Alaska e la Phyllodoce breweri originaria invece della California.
Coltivazione

Le piante di Phyllodoce sono molto semplici da coltivare dal momento che si tratta di un genere rustico che cresce bene soprattutto nei giardini rocciosi.
Quando si piantano in giardino, è possibile decidere sia di piantare solo una pianta isolata che piantarne alcune per formare un bel gruppetto.
Il consiglio che vi diamo è quello di coltivare le Phyllodoce lontane da altre piante per dargli la possibilità di svilupparsi al meglio.
Esposizione

La Phyllodoce va piantata dove può ricevere parecchie ore di sole ogni giorno anche se sarebbe opportuno scegliere luoghi dove nelle ore più calde non ci siano raggi del sole diretti a colpire la pianta.
Consigliamo di prestare attenzione quando fa freddo perché la Phyllodoce non sopporta le temperature troppo rigide e dunque in inverno è opportuno procedere con la pacciamatura per proteggere le radici.
Terreno

Si tratta di piante che si adattano ad ogni tipo di terreno, ma ad ogni modo è preferibile scegliere un substrato non calcareo e umido. Inoltre, ottimo sarebbe un terreno leggero e ricco di torba che consenta alla Phyllodoce di crescere al meglio.
Irrigazione

Si dovrebbe irrigare abbondantemente ogni due settimane durante l’estate e la primavera. In inverno invece è opportuno sospendere completamente le irrigazioni.
Potatura

Le Phyllodoce non hanno bisogno di essere potate. Suggeriamo comunque di togliere le parti secche e ingiallite per mantenere queste piante sempre perfette.
Risulta anche essenziale tagliare le infiorescenze non appena sfioriscono e si può decidere di cimare leggermente le piante in autunno o poco prima della ripresa vegetativa per evitare che queste crescano troppo.
Concimazione

Consigliamo di concimare il terreno prima di piantare le Phyllodoce in modo da rendere il terreno capace di accogliere queste piante. L’ideale sarebbe usare farina di ossa perché questa riesce a rendere il substrato perfetto per le Phyllodoce .
Rinvaso

Le Phyllodoce si coltivano direttamente in piena terra e dunque l’operazione di rinvaso non è necessaria.
Malattie e parassiti

Le piante di Phyllodoce in genere sono molto resistenti e dunque non vengono attaccate da malattie specifiche e nemmeno da parassiti.
Consigliamo comunque di prestare attenzione ad eventuali ristagni idrici che possono causare marciumi radicali.
Moltiplicazione

La moltiplicazione delle Phyllodoce avviene tramite talea e si effettua nel periodo compreso tra luglio e ottobre. Dopo aver prelevato delle talee di circa 2 cm dai germogli laterali della pianta, questi vanno subito piantati per un terzo in terra e sabbia mescolati bene.
Successivamente è necessario trapiantare le talee in vivaio mettendole a dimora quando raggiungono 10 cm di altezza. Durante l’operazione di trapianto si deve prestare grande attenzione a non rovinare le radici della piantina e quindi è bene essere delicati.
Per non commettere errori durante l’operazione di moltiplicazione, consigliamo di fare riferimento a quanto abbiamo scritto nella guida alla talea come tecnica di riproduzione delle piante.
Phyllodoce: foto e immagini
Le piante di Phyllodoce sono dunque semplici da coltivare se si seguono le indicazioni fornite nel corso del precedente articolo. Prima di mettersi al lavoro, però, suggeriamo di dare un’occhiata alle foto raccolte nella seguente galleria immagini.