Pepino

Revisore:
Laura Bennet
  • Docente sc. biologiche
Autore:
Elisa Cardelli
  • Autore - Laurea in Semiotica

Il pepino è una pianta originaria della zona delle Ande che produce un frutto molto particolare e gradevole al palato. La sua coltivazione non è complessa, ma vediamo quali sono le necessità della pianta in maniera tale da non commettere errori.

Pepino
Photo by ajcespedes – Pixabay

Il pepino – conosciuto anche come Solanum muricatum – è una pianta originaria delle Ande e in Italia risulta essere ancora poco conosciuta. Chiamata anche melone pepino, produce un frutto dal sapore molto apprezzabile al palato e la sua coltivazione non è complessa in quanto si tratta di una pianta rustica. Vediamo quindi quali sono le caratteristiche di questa specie vegetale e impariamo a coltivarla.

Pepino
Photo by Buntysmum – Pixabay

Caratteristiche generali del pepino

Pepino
Photo by Buntysmum – Pixabay

Il pepino è una pianta perenne che in genere si coltiva come annuale e ha un portamento arbustivo con un’altezza massima di circa 1 m. Le sue radici sono parecchio ramificate ma non spesse, le sue foglie invece formano una grande massa di color verde chiaro che subito attira l’attenzione. Interessante è anche il fusto erbaceo sempre di colore verde chiaro che presenta delle macchie scure nella zona dei nodi.

Ad essere apprezzati sono i fiori dal colore che varia dal bianco al violetto a seconda delle condizioni ambientali. Questi hanno un aspetto molto appariscente e dunque non stupisce che rendano il pepino apprezzabile anche dal punto di vista estetico.

Come detto, il pepino produce un frutto che risulta essere una bacca di forma ovoidale dal colore di fondo giallo ocra e verde con delle striature lievi dal color porpora o marrone. Al centro del frutto ci sono dei piccolissimi semi, ma in realtà esistono anche delle varietà prive di semi. Questi frutti sono conosciuti in Italia come melone-pera per via della loro consistenza e del loro sapore dolce.

Coltivazione

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Photo by Michael Wolf – Wikimedia Commons

In Italia si coltiva al meglio nelle aree del Sud dove le temperature non sono troppo rigide nemmeno nei mesi dell’inverno. Ad ogni modo, dove i climi sono severi, è possibile la coltivazione anche in serra oppure in vaso.

Esposizione

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Photo by Berthold Werner – Wikimedia Commons

La pianta predilige l’esposizione al sole e dunque va sistemata in una zona del giardino che permetta al pepino di ricevere parecchie ore di luce solare ogni giorno. Il clima ideale per la pianta è temperato in quanto teme le gelate e dunque va protetto durante il periodo invernale.  Si tratta di una pianta che soffre anche il vento.

Terreno

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Photo by Lozère – Wikimedia Commons

Per quanto riguarda il terreno, il pepino non è particolarmente esigente e si adatta ad ogni livello di pH. Ad ogni modo, il substrato migliore dovrebbe essere fertile e arricchito con del potassio per rendere i frutti più dolci.

Irrigazione

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Photo by Philipp Weigell – Wikimedia Commons

Durante il periodo estivo è necessario irrigare la pianta almeno due volte alla settimana per evitare che si secchi. Quando invece inizia a piovere con una certa regolarità, sarà bene smettere di annaffiare spesso per evitare che ci siano ristagni idrici.

Potatura

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Photo by Philipp Weigell – Wikimedia Commons

Il pepino andrebbe potato ad inizio primavera per assicurare un’ottima fioritura durante la stagione successiva. Consigliamo allora di fare attenzione a non tagliare i rami durante la stagione di crescita per evitare che ci siano problemi nella produzione di frutti.

Concimazione

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Photo by Philipp Weigell – Wikimedia Commons

Per una perfetta crescita del pepino, è suggerita la concimazione a base di concime complesso ricco di potassio. Questo tipo di fertilizzante infatti permette di ottenere dei frutti molto dolci e dunque è di certo il migliore.

Rinvaso

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Photo by Rob Hille – Wikimedia Commons

La pianta in genere viene coltivata in piena terra, ma c’è anche la possibilità di coltivarla in vaso. In questo caso, il rinvaso risulta necessario nel caso in cui il contenitore inizi ad essere troppo piccolo per la crescita della pianta ed è allora bene cambiarlo scegliendone uno di dimensioni maggiori.

Malattie e parassiti

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Photo by Forest and Kim Starr – Wikimedia Commons

Tra i parassiti principali ricordiamo i coleotteri delle foglie che hanno in genere dimensioni di 15 mm e si nutrono di foglie e fiori causando dei piccoli forellini di forma rotonda sulla superficie. Spesso basta eliminare manualmente gli insetti e le uova, ma a volta è necessario utilizzare degli antiparassitari specifici.

Il pepino viene a volte intaccato dalla macchia bruna che causa la comparsa di macchie marroni sulla pianta. Nella maggior parte dei casi, il problema non risulta grave e dunque scompare da solo, però se la cosa persiste diventa importante eliminare almeno le foglie danneggiate.

A causare danni sono a volte anche gli insetti succhiatori che si possono tenere sotto controllo grazie al piretro che risulta essere un ottimo insetticida naturale per l’orto.

Moltiplicazione

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Photo by Rob Hille – Wikimedia Commons

Il pepino è una pianta che si può riprodurre tramite talea o tramite semina: vediamo nel dettaglio questi due tipi di moltiplicazione.

Moltiplicazione tramite talea

La moltiplicazione tramite talea avviene prendendo una sezione di circa 15 cm durante i mesi di febbraio o di marzo. La talea va fatta radicare e per ottenere risultati più rapidi sarebbe consigliabile l’utilizzo di ormoni radicanti per talea. Successivamente, questa va sistemata nella sabbia in serra o in appartamento dove potrà appunto radicare in circa in un mese.

Prima di vedere i primi fiori sarà necessario attendere almeno 3 mesi dopo la radicazione.

Moltiplicazione tramite semina

La moltiplicazione tramite semina non è molto vantaggiosa dal momento che le piante producono solo pochi semi. Inoltre, bisogna anche dire che le piante nate da semi tendono in genere a produrre dei frutti di qualità minore rispetto alle piante moltiplicate per talea.

Pepino: foto e immagini

Il pepino è una pianta molto semplice da coltivare seguendo le indicazioni che abbiamo fornito nel corso di questo articolo. Vediamo ora la galleria immagini per scoprire tutti i dettagli relativi a questa specie che produce un frutto così particolare e gradevole al palato.