Come far rifiorire le orchidee

Rita Paola Maietta
  • Giornalista Pubblicista

L’orchidea è la pianta più desiderata del momento e tra le preferite degli arredatori. Bella quanto delicata, come fare se non riesci a farla rifiorire? Semplice: seguire i nostri consigli. 

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Ti hanno regalato una bellissima orchidea, ricca di fiori e con le foglie carnose. Purtroppo, però, i fiori sono iniziati a seccarsi e cadere, le foglie hanno perso la brillantezza e non sai se riuscirai a tenerla in vita e, soprattutto, a farla rifiorire. Anche se è molto bella, l’orchidea è una pianta esotica delicata che ha bisogno di alcuni accorgimenti particolari.

Fare in modo che alla tua orchidea tornino i suoi bellissimi fiori non è facile ma nemmeno impossibile. Del resto, si tratta di una pianta perenne che, per sua natura, fiorirà e rifiorirà. Parola d’ordine: non disperare.

Prima di iniziare con i nostri consigli, sarebbe meglio fare una piccola premessa. In commercio, le varietà più comuni sono: Phalaenopsis, Oncidium, Cymbidium, Dendrobium, Cambria, Masdevallia, Brassavola, Paphiopedilum, Epidendrum, Cattleya. In base alla varietà, cambierà la temperatura a cui resistono meglio le piante. Ad esempio, alcune di quelle che abbiamo elencato, come la Cymbidium, tollerano una temperatura minima di 10 gradi ed una massima di 27. Perciò, prima di impegnarti a far rifiorire la tua orchidea, fai attenzione alla varietà a cui appartiene.

In linea generale, poi, è importante sapere che l’Orchidea mal tollera la luce diretta del sole ma filtrata, magari da una tenda. Da non dimenticare anche l’importanza dell’umidità dell’ambiente che deve essere tra il 60 ed il 70%. Attenzione, dunque, a collocarla lontano da fonti di calore, come i caloriferi e a vaporizzarla con dell’acqua quando fa molto caldo.

Di seguito ti illustreremo alcuni nostri consigli da provare se vuoi far rifiorire in modo efficace la tua orchidea.

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Come far rifiorire le orchidee: acqua

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Sebbene le orchidee amino molto l’umidità temono i ristagni. Ecco perché devi controllare che il loro substrato resti asciutto. Soltanto quando è davvero asciutto sarebbe bene annaffiarle. Le annaffiature devono avvenire in un modo particolare.

Il vaso, infatti, deve essere immerso in una bacinella ricolma di acqua per 10/15 minuti. Successivamente, i vasi andranno lasciati sgocciolare e soltanto dopo messi nel loro posto originario. Le annaffiature dovranno simulare i temporali tropicali. In alternativa all’immersione puoi vaporizzare con uno spruzzino.

Le tempistiche da rispettare sono di circa sette/dieci giorni tra un’annaffiatura ed un’altra. E’ molto importante evitare i ristagni, per questo assicurati che l’orchidea abbia un vaso con dei fori sul fondo. Meglio ancora se il vaso sia di plastica trasparente.

Date le sue origini tropicali, le orchidee amano l’umidità ambientale. Se credi che il tuo appartamento non sia abbastanza umido, potresti doverti dotare di un umidificatore, da porre proprio vicino alle piante.

Come far rifiorire le orchidee: temperatura ed esposizione

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Se in casa hai una temperatura che sfiora o supera i 20 gradi allora potrai spostare le tue orchidee in un posto più fresco, ad esempio, nelle scale. Gli sbalzi termici potrebbero permettere alle tue orchidee di rifiorire, consentendo a nuovi steli di crescere. In autunno, ad esempio, sarebbe meglio mettere le orchidee sul balcone per tutto il giorno. Alla sera, entrale di nuovo dentro. Ciò dovrebbe accadere per 15 giorni circa. Ciò tenendo sempre a mente le necessità specifiche per ogni varietà.

Attenzione agli sbalzi termici notturni. Le minime dovrebbero oscillare sempre tra 7 e 10 gradi. Lo choc stimolante, che far crescere nuovi steli è quello tra il giorno e la notte. Ricorda sempre di tenere le orchidee ben lontane dalle fonti di calore artificiali, come caminetti o caloriferi.

Come far rifiorire le orchidee: potatura

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Dopo che i fiori sono caduti naturalmente, procedi alla potatura. Questa operazione, se effettuata in modo corretto, ti consentirà di far rifiorire la pianta al meglio. Attenzione, però, non dovrai ragliare troppo. Per farlo, controlla i così detti occhi ovvero delle tacche rotonde presenti sullo stelo. I gambi dovrebbero essere tagliati al terzo occhio, contandoli dal fondo. Questa operazione potrà essere fatta anche con delle semplici forbici o cesoie.

Non dimenticare di prestare anche la giusta attenzione alle foglie. Periodicamente, dovrai pulirle con un panno in microfibra a cui potrai aggiungere delle gocce di acqua distillata e aceto oppure limone. Alcuni consigliano dischetti di cotone imbevuti nel latte. Proprio grazie all’osservazione delle foglie, potrai renderti conto di alcune cose. Se sono gialle o piene di macchie, infatti, la tua orchidea è troppo esposta alla luce del sole. Se, invece, sono verde scuro non ricevono abbastanza luce.

Come far rifiorire le orchidee: foto e immagini

Come hai potuto leggere, basta seguire degli accorgimenti per fare in modo che la tua orchidea rinasca. Ora che li conosci, non ti resta che rimboccarti le maniche e provarci anche con le tue. Prima di iniziare, dai un’ultima occhiata alla nostra galleria di immagini.