Boswellia serrata: origini, coltivazione e proprietà curative

Boswellia, la pianta dell’incenso. Quali sono le sue origini? Che caratteristiche ha? Come possiamo coltivarla e quali sono le sue proprietà curative?

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Boswellia serrata, nota ai più per l’incenso che si ricava da essa, è una pianta appartenente alla famiglia delle Burseracee, dalle origini antiche e presente in una vastissima gamma di specie differenti. La coltivazione non risulta particolarmente complicata e le sue proprietà sono molteplici, tanto che da risultare sempre più richiesta sul mercato.

In poco tempo si è imposta come una delle piante curative più efficaci. Infatti è proprio per la sua gommoresina altamente medicamentosa, che è presto divenuta un punto di riferimento nel mondo dell’erboristeria e della medicina naturale.

Un mirabile esempio di come la natura, nonostante tutti i dispetti e i maltrattamenti cui è quotidianamente sottoposta, possa ancora venire in soccorso dell’uomo.

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Boswellia: origini

La Boswellia è originaria dell’India, anche se non è raro trovare esemplari anche in Africa e Arabia Saudita. Deve il suo nome al biologo scozzese John Boswell che nel 1700 la scoprì. Le specie note per la produzione di incenso, raggruppate sotto la classificazione di Boswellia sacra,  si sono sviluppate prevalentemente in Oman, Pakistan e Somalia.

Importante fulcro di speciazione e concentrazione di Boswellia sacra è anche l’isola di Socotra, dove convivono e crescono fino a 7 specie differenti di questo meraviglioso esemplare.

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Boswellia: caratteristiche botaniche

La pianta di Boswellia si presenta in forma arbustiva e può arrivare fino a 14 metri d’altezza, caratterizzata da un tronco ben ramificato dalla corteccia scura facilmente esfoliabile. Le foglie sono composte da 6-8 foglioline dotate di un margine zigrinato (da qui il nome scientifico “serrata”.)

Proprio dalla corteccia essuda l’incenso, una gommoresina che viene estratta tramite delle incisioni attraverso un coltello chiamato Menghif che ne consente tanto il distaccamento quanto la raccolta.

L’attesa per la produzione di incenso varia dagli 8 ai 10 anni, per cui occorre pazienza e perseveranza in fase di coltivazione.

Un’altra caratteristica della Boswellia è la meravigliosa fioritura bianca, striata da delicate venature gialle e panna. I fiori si trovano sull’asse centrale e sono supportati da singoli peduncoli che ne sostengono il peso.

Dai fiori si sviluppano poi dei frutticini a forma di capsula contenente i semi, fondamentali per la piantumazione e riproduzione di nuovi esemplari.

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Boswellia: coltivazione

La Boswellia da il massimo di sé qualora venga coltivata in terreni fertili e abbastanza asciutti, lievemente acidi (ph terreno compreso tra 5.5 e 7.5), prediligendo foreste secche tropicali e foreste decidue secche. 

Ben si adatta ad altitudini fino ai 1.000 metri (non di rado la possiamo trovare anche su pendii o creste, così come su piccoli altipiani). Può esser coltivata sia per fini ornamentali che per fini industriali e uno dei metodi di riproduzione più diffusi è via seme.

Occorro fare attenzione perchè i semi hanno germinabilità relativamente breve, pertanto è saggio seminarli non appena maturi. Per quanto riguarda la temperatura ideale, Boswellia serrata resiste bene tra i 10 e i 45° C, prediligendo una piovosità non eccessiva.

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Boswellia: impieghi

La storia di Boswellia serrata inizia oltre 2.000 anni fa, periodo al quale risalgono le prime prove documentate dei suoi utilizzi. L’incenso che si ricava dalla gommoresina estratta dalla corteccia è usato nelle celebrazioni religiose di molti paesi, non solo quelli di origine della pianta.

Inoltre questa preziosa resina è ampiamente impiegata nella cosmesi, in particolare per realizzare profumi ed essenze per ambienti.

Ma uno degli effetti più importanti  e riconosciuti di questa pianta è senza dubbio la sua capacità antinfiammatoria.  Grazie a un particolare enzima in essa contenuto, una volta a contatto con la parte infiammata, esso velocizza il processo di guarigione.

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Boswellia: proprietà curative

In particolare è indicata per le infezioni e le infiammazioni dell’intestino, come la colite ulcerosa o alcune infezioni rettali. La sua innata capacità di inibire gli elastasi, ossia quegli enzimi del corpo responsabili del dolore e dell’infiammazione, la rende unica nel suo genere.

La boswellia è poi utilizzata ormai diffusamente anche e soprattutto nella cura delle artrosi, in tutte o quasi le sue forme: dall’osteoartrosi fino alle infiammazioni alle cartilagini e alle tendiniti da sforzo. I medici hanno rilevato uno straordinario risultato in particolare nella cura dell’artrite reumatoide, patologia diffusa e invalidante.

Nel seguire i pazienti trattati con estratti di gommoresina di Boswellia serrata, si è notato  un netto e progressivo miglioramento delle condizioni di salute e la quasi totale assenza di effetti collaterali.

Alcuni studi hanno evidenziato come questa pianta “miracolosa” abbia tutte le carte in regola per soppiantare farmaci antidolorifici come il cortisone e altri antinfiammatori sistemici, riducendo notevolmente l’impatto tanto sul paziente quanto sull’ambiente stesso.

Una recente ricerca su alcuni animali affetti da leucemia ha dimostrato una forte predisposizione di Boswellia nel processo di guarigione, interferendo con la degenerazione tumorale. Ovviamente è ancora da verificare se tale proprietà curativa sia applicabile anche all’uomo, ma le premesse sono tutt’altro che scoraggianti.

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Boswellia serrata: cos’è, caratteristiche, coltivazione, proprietà curatove: Immagini e foto

La Boswellia serrata è una pianta maestosa e curativa, apprezzata da moltissime persone, soprattutto per le sue proprietà mediche ma anche ornamentali. Nel caso non la conosciate, vi suggeriamo di scorrere la galleria di immagini che abbiamo realizzato. Non esitate a bearvi della bellezza e maestosità di questa meravigliosa pianta, ammirando le foto qui raccolte.