Arnica montana coltivazione


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L’arnica è pianta medicinale che ben si presta ad essere coltivata come pianta ornamentale da fiore nei vasi o direttamente a dimora nei giardini.

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Caratteristiche Arnica

L’Arnica è una pianta officinale della famiglia delle Asteraceae, originaria del nord America diffusa allo stato spontaneo nei prati, nei sottoboschi e nei luoghi montani.

Tra le diverse specie di Arnica la più adatta al nostro clima è l’Arnica Montana.

L’ arnica è una pianta perenne provvista di una radice rizomatosa robusta e carnosa che genera fusti cilindrici di colore verde scuro alti mediamente circa 70 centimetri.

Le foglie che ricoprono gli steli erbacei sono diverse per forma e dimensione.

Le foglie basali sono grandi e disposte in forma di rosetta; le foglie che si trovano nella parte più alta dei fusti sono più piccole e sono disposte per lo più in modo opposto. La lamina o pagina fogliare è ricca di ghiandole e ha una forma lanceolata- ovata con margini interi o leggermente dentati. Le foglie come i fiori emano un intenso profumo.

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I fiori, simili a grandi margherite, hanno la corolla composta da petali di colore giallo – arancione e un bottone centrale della stessa tonalità o leggermente più scuro composto da numerosi stami.

I fiori dell’Arnica sono profumati e ricchi di oli essenziali.

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I frutti sono acheni scuri per lo più cilindrici che come quelli del Tarassaco  o della Stapelia, sono provvisti di pappo, una struttura piumosa, leggera e di colore bianco, che ne favorisce la dispersione e la disseminazione nell’ambiente.

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Fioritura del’Arnica: fiorisce dall’inizio dell’estate fino alla fine di settembre.

Coltivazione Arnica

Esposizione

Predilige i luoghi luminosi e soleggiati ma teme il caldo eccessivo dell’estate e per questo motivo si consiglia di piantarla anche in luoghi semiombrosi o al riparo di alberi ad alto fusto.

Terreno

Anche se cresce ben in qualunque tipo di terreno predilige quello sciolto, ben drenato e con pH leggermente acido.

Annaffiature

La prima estate vanno abbeverate regolarmente in caso di clima secco, mentre le estati successive l’arnica sopporterà bene la siccità se il terreno rimane fresco.

Concimazione

Una volta l’anno prima della ripresa vegetativa interrare ai piedi dei cespi di Arnica del concime stallatico maturo.  Concimare anche quando si effettua il trapianto.

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Moltiplicazione dell’Arnica

La pianta si moltiplica per seme o per talea del rizoma.

Moltiplicazione per seme

La semina si effettua direttamente a dimora in primavera – estate e in semenzaio protetto in autunno. Il terreno di semina deve essere soffice, fresco e ricco di sostanza organica soffice. I semi vanno posti a pochi centimetri di profondità e distanziati tra loro circa 2 cm. Per tutto il tempo necessario alla germinazione il terreno va mantenuto sempre umido ma non inzuppato d’acqua.

Moltiplicazione dell’Arnica per divisione del rizoma

Con un coltello ben affilato e disinfettato si divide il rizoma in più parti portanti radici secondarie ben sviluppate. Le talee di rizoma si trattano con l’ormone radicante e si impianto in buche aventi dimensioni doppie della talea.

Impianto o messa a dimora dell’Arnica

In primavera oppure all’inizio dell’autunno le piante di Arnica vanno messe a dimora in buche distanti circa 30 cm e annaffiate abbondantemente.

Coltivazione dell’arnica  in vaso

L’arnica è una pianta officinale coltivata a scopo fitoterapico, per la bellezza dei suoi fiori persistenti e prodotti a profusione può essere facilmente coltivata a scopo ornamentale in vaso come la comune margherita.

  • Il vaso che la deve accogliere deve essere largo e profondo per un regolare sviluppo delle radici e una crescita armoniosa della parte aerea.
  • Il terriccio adatto a questo tipo di coltivazione deve essere mediamente sabbioso e acido e arricchito anche con compost se si vuole ottenere una rigogliosa fioritura.
  • Le annaffiature devono essere più frequenti e generalmente vanno fatte almeno 2 volte a settimana soprattutto nei periodi più caldi dell’anno.
  • I fiori appassiti vanno rimossi per consentire l’emissioni di quelli nuovi.
  • La manutenzione è semplice e richiede solo l’eliminazione di eventuali erbacce in quanto parassiti e altri insetti si tengono a debita distanza dato il profumo intenso e le sue insite capacità di difesa.

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Rinvaso dell’Arnica

Le radici delle piante di arnica allevate in vaso tendono ad occupare in breve tempo tutto lo spazio disponibile e per tale motivo si consiglia di effettuare il rinvaso almeno ogni 2 anni per favorire lo sviluppo e la fioritura. Il vaso deve essere più grande del precedente; il terriccio va completamente cambiato.

Per favorire lo sgrondo dell’acqua delle annaffiature si consiglia di stratificare sul fondo del vaso della ghiaia grossolana.

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Raccolta e conservazione dei fiori di Arnica

I fiori, ricchi di essenze benefiche, si raccolgono nel mese di luglio. Dopo averli  riuniti in mazzetti si mettono ad essiccare in un luogo ombroso e conservati successivamente in sacchetti di carta o barattoli di vetro.

Lumaca

Parassiti e malattie dell’Arnica

Si tratta di una pianta rustica che per il profumo intenso e le sue insite capacità di difesa, non viene attaccata dai parassiti animali come afidi e cocciniglia. I suoi germogli più teneri però sono un richiamo per lumache e chiocciole che in poco tempo li divorano compromettendone seriamente lo sviluppo.

Cure e trattamenti

Per tenere lontano le lumache basta spargere ai piedi dell’Arnica un po’ di cenere del camino oppure utilizzare delle trappole biologiche. Per evitare il soffocamento delle piante di Arnica eliminare le erbe infestanti.

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Usi dell’Arnica

La pianta di Arnica per le sue proprietà medicamentose viene utilizzata a scopo fitoterapico: è utilizzata nella cura di traumi e contusioni sotto forma di pomata o infusi.

Preparazioni a base di Arnica vengono utilizzate con successo nelle affezioni della pelle, come antisettico orale, nella piorrea alveolare, nella faringite cronica, nelle flebiti e nelle foruncolosi. Inoltre gli impacchi con compresse imbevute di Arnica danno ottimi risultati nel trattamento delle emorroidi e sollievo in caso di punture di insetti.

Arnica montana velenosa?

Se ingerita è tossica e può provocare paralisi e tachicardia, fino ad un collasso cardiocircolatorio. Non a caso veniva in passato utilizzato come veleno.

In caso di ingestione trattare con carbone vegetale e bere per diluire la concentrazione.

Curiosità

L’arnica anticamente era conosciuta con il nome di Tabacco di montagna, in quanto le foglie essiccate venivano consumate come tabacco da naso.

Galleria foto Arnica

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger

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