Aloe talea
Tra tutte le piante grasse presenti in natura, l’Aloe costituisce una delle più apprezzate nell’ambito del giardinaggio domestico. Il senso estetico dell’essenza vegetale in piena maturazione, le innumerevoli proprietà contenute all’interno delle foglie, la semplicità nel moltiplicare la pianta rapidamente sono solo alcune delle motivazioni principali per le quali la pianta è amata proprio da tutti. La moltiplicazione per talea, quando possibile, è la strada maggiormente seguita da chi, avvalendosi di mezzi e strumenti adeguati, vuole far crescere due, tre, quattro, o più piantine di Aloe partendo da quella originaria.

La moltiplicazione dell’Aloe per talea è un’ipotesi possibile, così come lo è per tutte le piante grasse che appartengono alla medesima specie. Tutti possono ben apprezzare la pratica e, anche chi è alle prime armi, con le giuste attenzioni è in grado di raggiungere l’obiettivo finale.
Un obiettivo che richiede non solo pazienza e conoscenza delle adeguate tecniche green, ma anche l’utilizzo di strumenti necessari da adoperare dalla prima all’ultima fase di un processo che non dura molto, ma che richiede di una attenzione massima.
In questo modo, avvalersi di un buon terriccio, dei contenitori, di cesoie, coltelli, ma anche di soluzioni disinfettanti, rappresenta il punto da cui partire per fare in modo che da piccole talee possano ottenersi piante sempre più giovani, forti, rigogliose.

Moltiplicare l’aloe per talea, gli strumenti necessari

L’aloe va riprodotta attraverso l’estrazione di una foglia ben salda, magari già presente da un lungo periodo sulla pianta, e la messa a dimora della stessa nel terriccio. Ma per portare a termine correttamente tale operazione, è necessario disporre di strumenti adeguati.
Gli stessi, seppur di semplice reperimento sul mercato, hanno bisogno di essere utilizzati nel modo corretto e tutti ricoprono un ruolo fondamentale. Nella fattispecie:
- un contenitore capiente, sulla cui estremità praticare un foro che allontani la possibilità che si formino ristagni idrici deleteri per l’apparato radicale;
- un terriccio sabbioso, non troppo umido, almeno per i primi tempi, che consenta alle foglie di attecchire al substrato in modo semplice;
- dell’alcol denaturato, indispensabile per disinfettare gli strumenti da taglio che si adoperano per l’estrazione della foglia madre che darà origine alla talea;
- un coltello o una forbice, necessaria per la fase di staccamento della foglia madre che si andrà a mettere a dimora nel terreno.
Tutti questi elementi vanno adoperati con il massimo dell’attenzione. Pena, una cattiva riuscita del risultato finale.
L’estrazione della foglia madre e la preparazione del terreno, la fase operativa

L’estrazione della foglia madre può sembrare un’operazione semplice da ultimare, ma non bisogna mai sottovalutare questo passaggio. Innanzitutto, la foglia madre, la quale darà origine ad una nuova piantina di Aloe, deve presentare un ottimo stato di salute, deve essere ben salda al fusto e pronta per essere estratta previo utilizzo di una cesoia, una comune forbice da giardinaggio, un coltello con lame appuntite.
Anche in questo caso, l’attenzione da parte di chi procede è massima: lo strumento adoperato per il taglio va disinfettato con cura. Nel caso in cui questo sia sporco, particolarmente incrostato o, peggio ancora, interessato dalla presenza di eventuali forme parassitarie, queste infetteranno anche la nuova piantina, compromettendone la futura crescita.
La soluzione maggiormente adottata per la pulizia e la disinfezione dello strumento da taglio è l’alcol denaturato, che previene eventuali infestazioni di insetti e parassiti, incentivando la buona pratica agricola. La fase di attecchimento al terreno è anch’essa fondamentale. Si può procedere in due modi, ovvero:
- adoperare una soluzione a base di prodotto radicante che stimoli lo sviluppo dell’apparato radicale;
- procedere senza l’utilizzo di alcun composto chimico, facendo però attenzione alla messa a dimora della talea nel terreno.
Non si dimentichi del periodo più indicato per procedere con la coltivazione delle nuove piantine di aloe: la prima metà di marzo, con l’arrivo della primavera, è il momento adatto per iniziare a moltiplicare le talee.
La parte finale, concimazione, irrigazione, crescita della pianta

É importante conoscere sempre qualcosa in più sul ciclo di vita dell’Aloe, in modo tale da ultimare i vari passaggi di una nuova coltivazione nel modo corretto. La concimazione, ad esempio, è indicata in primavera, quando l’essenza vegetale ricomincia il suo ciclo e la sua linfa interna si riattiva.
Si tratta di un’operazione ciclica, che necessita di attenzioni ma non di esagerazioni. Analogo discorso va affrontato per quanto riguarda l’irrigazione. Non si esageri con l’apporto di acqua al terreno e, anche in questo caso, l’innaffiatura va presa in considerazione ad intervalli regolari ma precisi. In autunno e in inverno, la pianta necessita di acqua una volta al mese.
Quando le temperature cominciano ad aumentare, va bene innaffiare l’aloe anche una volta a settimana. L’evitamento dei ristagni idrici, in presenza di freddo come in piena temperatura invernale è fondamentale.
Un’adeguata crescita della talea di aloe passa, infine, attraverso una buona esposizione alla luce solare. Si tratta di una succulenta che ha bisogno di luce per un intervallo temporale pari ad almeno le 3-4 ore al giorno. Si ricordi che come per tutte le altre piante della stessa specie, i giorni di caldo sono quelli in cui l’essenza trova terreno fertile per godere di ottima salute.
All’interno come fuori dall’ambiente domestico, in vaso o in pieno campo, tale prerogativa è di fondamentale importanza.