Peperoncino, cosa fare se si secca la pianta

Molti lo amano, altri lo detestano. Il peperoncino con la sua pianta vuole un trattamento particolare, dalla luce alla temperatura, dalla giusta irrigazione all’eliminazione di alcuni insetti. Il tutto per evitarne l’essiccazione.

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Piantare e coltivare il peperoncino può, erroneamente, apparire come una cosa semplice e alla portata di tutti. Nulla di più sbagliato perché per ottenere un buon lavoro in questo senso bisognerà conoscere le modalità, i tempi ed i segreti per non cadere nell’errore di avere una pianta secca.

Tutti gli sforzi saranno vani se non seguirete alcune dritte che, al contrario, vedranno un peperoncino di ottima qualità pronto per la raccolta ed il conseguente utilizzo. In molti, infatti, con grande impegno si prodigano per ottenere risultati accettabili ma vedono solo appassire e morire queste piante.

Vediamo allora cosa fare se questa pianta dovesse seccarsi, rimedi utilissimi e cosa evitare di dover rinunciare alla passione della raccolta del peperoncino.

1. Dosare in maniera esatta l’irrigazione, magari nelle ore mattutine

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Il primo passaggio è quello di capire i motivi per cui questa pianta di peperoncino muoia o appassisca. Incredibilmente, ma nemmeno tanto per i più esperti, la motivazione più comune per cui ciò accade, è l’eccessiva irrogazione. Possibile? Certo che sì anche se poi non è da escludere nemmeno il contrario cioè una siccità da lungo tempo.

Tuttavia, questo non dovrà farvi dimenticare di controllare anche altri fattori diremmo fondamentali come la temperatura, la luce del sole, presenza di parassiti e anche il suolo con il suo PH e tutte le sostanze nutritive. Dicevamo dell’irrigazione: l’acqua in quantità eccessiva giocherà un ruolo negativo per la pianta, ecco che allora si dovrà ricorrere al materiale organico, comunemente chiamato compost, per un migliore drenaggio del terreno.

Ciò eviterà una sorta di marciume, l’acqua cioè non rimarrà a lungo all’interno del terreno senza poter defluire. E sapete che c’è anche un orario stabilito per innaffiare queste piante? Le ore mattutine, con temperature più fresche, rappresentano il momento della giornata più adatto per innaffiare, senza correre il rischio che l’acqua possa evaporare.

2. L’importanza della luce solare, delle temperature e del terreno

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La luce solare come facilmente immaginabile è fondamentale per una bella fioritura della pianta di peperoncino. Questo tipo di piante dovrebbero essere esposte dalle 6 alle 8 ore al giorno alla luce del sole, sempre nelle modalità esatte, perché essere soffrono e non poco negli ambienti con una luce scarsa o peggior ancora totalmente assente.

Dalla luce dipendono anche le temperature: il peperoncino verrà fuori nel migliore dei modi con delle temperature che possono variare dai 17/18 gradi fino ad arrivare a poco sotto i 30 gradi, Al contrario, se dovessero avere temperature basse non avrebbero la capacità di assorbire tutti quegli elementi nutrienti imprescindibili per uno stato ottimo.

Luce, temperature e nutrienti anticipano così il PH del terreno che dovrà essere poco acido (di solito all’incirca 6,0) per permettere ai vari elementi di svolgere il proprio ruolo sulle radici della pianta.

3. Le radici come indice dello stato della pianta

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Spostare la pianta nel punto più luminoso è quello che bisogna fare anche se tenendo sempre sotto controllo le temperature. Nella stagione estiva, ad esempio, il vaso che contiene queste piante di peperoncino potrebbe infuocarsi con conseguenze per ciò che sta all’interno facilmente immaginabili. In più dovrete mettere in atto alcuni accorgimenti utilissimi per verificare gli eventuali danni della secchezza.

Prendete la pianta, capovolgetela per controllare le radici, se dovessero apparire scure anziché bianche, o comunque di un colore chiaro, allora sarà presente il marciume a cui si faceva riferimento in precedenza. Una delle maggiori raccomandazioni è sempre quella di evitare di lasciare il vaso intriso di acqua.

Proseguendo, tutte le componenti più molli trovate e causate dal marciume dovranno essere tolte, facendo seccare la zolla in primis e mettendo del terriccio asciutto e drenante successivamente per poi applicare uno dei tanti prodotti che andrà a combattere il marciume stesso. In molti fanno riferimento agli insetticidi, si richiede ciò nel momento in cui dovessero venir fuori larve nelle zone interessate.

4. Il giusto trattamento per non vanificare tutti i nostri sforzi da pollice verde

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Abbiamo capito insomma come la cura sia l’aspetto più importante per ottenere dei peperoncini belli da vedere e soprattutto buoni da mangiare. Gli attacchi degli afidi, ad esempio, sono da combattere in maniera decisa per evitare una pianta secca che vanifichi tutti i nostri sforzi e la nostra voglia di ottenere risultati ottimi.

Alcuni esperti a questo proposito consigliano di bagnare la pianta stessa con il macerato di ortica una volta alla settimana. La cura del peperoncino, seguire tutte le fasi, non commettere errori avrà delle conseguenze positive e stupirà anche chi non ha mai deciso di trattare questi tipo di pianta, uno degli elementi più presenti sulle nostre tavole. C’è chi lo preferisce estremamente piccante, chi lo vuole meno forte e chi non lo sopporta per niente ma si sa, de gustibus…

A proposito, sapete da che cosa dipende l’essere piccante del peperoncino? Essa è data dalla quantità di capsaicina, un composto chimico alcaloide che è uno dei responsabili, in natura, della piccantezza di tutti gli alimenti. Il piccante è classificato tramite la Scala Scoville, maggiore sarà la capsaicina e più alto sarà il valore nella scala di riferimento.

Peperoncino, cosa fare se si secca la pianta: foto ed immagini