Questa specie è funzionalmente estinta: è la fine di un’era
Questa specie è funzionalmente estinta, dopo essere sopravvissuta per migliaia di anni a carestie, siccità e cambiamenti climatici. A decretarne la fine non è stata infatti la natura, ma l’azione umana: ecco di quale animale sarà impossibile vedere nuovi cuccioli, e a cui dovremo dire addio per sempre.
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Quando una specie animale viene dichiarata funzionalmente estinta vuol dire che sulla Terra ne esistono ancora alcuni esemplari, ma che questi non possono riprodursi e dare seguito alla specie. Si tratta di una situazione estremamente triste e che lascia l’amaro in bocca, ma per cui molto spesso l’uomo è il principale responsabile.
Questo è proprio il caso di una specie millenaria, che ha superato carestie, anni di siccità e cambiamenti climatici di ogni tipo ma che, purtroppo, non è riuscita a resistere all’azione umana. Ecco di quale specie si tratta, e come ha fatto l’uomo a portarla all’estinzione dopo millenni di sopravvivenza agli ostacoli della natura.
La specie è funzionalmente estinta

Con questa definizione si indica una specie che non è più in grado di riprodursi e di mettere al mondo nuova progenie, proprio come il rinoceronte bianco settentrionale (ceratotherium simum cottoni). Oggi sono solamente due gli esemplari di rinoceronte bianco settentrionale ancora in vita, e sono entrambi femmine, motivo per cui la specie è stata dichiarata funzionalmente estinta. La scomparsa dell’ultimo maschio, chiamato Sudan, è avvenuta nel 2018 e da allora il futuro della specie è spacciato. Le due femmine, Najin e Fatu, vivono protette in Kenya, ma per loro non ci sono speranze di riproduzione.
Attualmente sono in corso delle tecniche di fecondazione in vitro sperimentali, che rappresentano l’ultima spiaggia per la sopravvivenza della specie, ma le percentuali di successo sono piuttosto basse. In particolare, un team internazionale di scienziati (BioRescue) sta lavorando su campioni di sperma congelati dai maschi deceduti negli anni passati e ovociti delle due femmine ancora in vita, tentando la maternità surrogata su esemplari femmine di rinoceronte bianco meridionale. Le due sottospecie, infatti, non sono da confondere: se la prima è funzionalmente estinta, la seconda è più florida e conta migliaia di esemplari.
Il ruolo dell’azione umana

A salvare dall’estinzione il rinoceronte bianco meridionale è stata l’azione di conservazione costante e attenta dell’uomo, il quale però, è anche la causa dell’estinzione del rinoceronte bianco settentrionale. Alla base del declino della specie, infatti, ci sono fattori scatenati dall’ingordigia umana e dal poco rispetto verso la natura e i suoi abitanti:
- bracconaggio,
- distruzione degli habitat naturali,
- commercio illegale del corno del rinoceronte (prezioso nella medicina tradizionale asiatica e come oggetto di lusso).
Per gli stessi motivi, anche i leoni africani stanno lentamente diminuendo, e aumentano di anno in anno le nuove specie a rischio estinzione. L’uomo rappresenta la principale minaccia alla biodiversità, a cui si deve comunque sommare il cambiamento climatico e la potenza devastante degli eventi climatici estremi, che diventano progressivamente più violenti e numerosi con il passare del tempo. Tornando al rinoceronte bianco settentrionale, per quanto la situazione sia quasi irrecuperabile, la scienza non si arrende e sta tentando il tutto per tutto per evitare la scomparsa definitiva di questo maestoso mammifero: non resta che incrociare le dita e sperare ci riesca.