Pinguini contro l’inquinamento: la scoperta che sta facendo il giro del mondo

Autore:
Erika Fameli
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Pinguini anti-inquinamento in Patagonia: grazie ai loro sensori aiutano i ricercatori ad individuare la presenza di inquinanti PFAS sul territorio, e fungono da vere e proprie sentinelle a difesa dell’ambiente. Ecco come ci riescono, e quanto è utile la loro azione per la salvaguardia dell’habitat.

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Pinguini
Photo by RosZie – Pixabay

La salvaguardia degli habitat naturali è una delle priorità più urgenti nella lista delle cose da fare per salvare il pianeta dal cambiamento climatico e dall’azione umana, e a volte arrivano in soccorso degli studiosi anche gli animali, proprio come sta accadendo in Patagonia.

In questa terra remota, infatti, i pinguini stanno aiutando i ricercatori a rilevare ed individuare la presenza di inquinanti PFAS sull’ambiente. Ecco come riescono a farlo, e quanto questo è provvidenziale per la salvaguardia del loro habitat naturale, sempre più contaminato.

Pinguini anti-inquinamento

Pinguini
Photo by krissiegwynne – Pixabay

Gli animali sono il miglior agente anti-inquinamento esistente, e uno studio lo dimostra. In particolare, ad aver spiccato nel ruolo di sentinelle per l’ambiente sono stati i pinguini della Patagonia, che sono diventati dei veri e propri radar per individuare inquinanti da sostanze chimiche eterne grazie ad un dispositivo non invasivo, applicato attorno alle zampe (come una cavigliera) e dotato di un sensore apposito. Durante la stagione riproduttiva, grazie a questi sensori è stato possibile intercettare la localizzazione degli agenti inquinanti sia a Davis (per opera della University of Columbia) che a Buffalo (per opera della State University of New York).

Lo studio, comparso poi sulla rivista Earth: Environmental Sustainability, racconta come dal 2022 al 2024, 54 pinguini di Magellano che vivono lungo la costa patagonica dell’Argentina hanno raccolto campioni di enorme importanza in diversi ambienti:

  • in acqua,
  • dall’aria,
  • sulle superfici su cui camminavano per cercare cibo.

Questi campioni sono poi stati analizzati, e si è scoperto che le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) si trovavano in oltre il 90% dei rilevamenti, anche in quest’area remota del pianeta.

Le minacce per l’ambiente

Pinguini, Di
Photo by Cubico – Pixabay

Ralph Vanstreels, coautore dello studio e veterinario specializzato in fauna selvatica al Karen C. Drayer Wildlife Health Center della UC Davis Weill School of Veterinary Medicine spiega che:

L’unico modo che avevamo in passato per misurare l’esposizione agli inquinanti era prelevando campioni di sangue o di piume. E’ entusiasmante avere a disposizione un metodo mininvasivo. I pinguini scelgono per noi i siti di campionamento e ci indicano dove è importante monitorare più a fondo. Mentre svolgono le loro attività quotidiane, gli animali ci rivelano molto sull’ambiente in cui vivono.

L’autrice senior Diana Aga, professoressa emerita della Suny nel Dipartimento di Chimica all’Università di Buffalo, mette invece in allarme riguardo il cambiamento degli inquinanti:

Utilizzando un approccio di campionamento non invasivo, siamo stati in grado di rilevare nel tempo un passaggio dai PFAS tradizionali alle nuove sostanze chimiche sostitutive nell’ambiente dei pinguini. La presenza del composto chimico GenX e di altri PFAS sostitutivi (inquinanti eterni) – sostanze chimiche tipicamente associate a fonti industriali vicine – dimostra che questi composti non rimangono confinati a livello locale, ma raggiungono anche gli ecosistemi più remoti e questo solleva importanti preoccupazioni sul fatto che i PFAS più recenti, pur essendo progettati come alternative più sicure, siano ancora sufficientemente persistenti da diffondersi a livello globale e rappresentare un rischio di esposizione per la fauna selvatica.

Gli studiosi si dicono positivi riguardo l’applicazione di questo metodo anche in altre aree del pianeta e su altre specie animali, in particolare sui cormorani, che possono sia immergersi in profondità che volare alto, garantendo un range di raccolta molto ampio. Gli animali si dimostrano così i migliori alleati del pianeta.

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