Pesci rossi fuori controllo: il Lago di Loppio in pericolo
I pesci rossi invadono il Lago di Loppio e la Provincia pensa ad un’azione sperimentale di contenimento in accordo con Ispra. La causa principale sono i frequenti abbandoni, che rischiano di mandare in tilt l’ecosistema lacustre a causa dell’estraneità della specie rispetto all’acqua del Lago.
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Il Lago di Loppio è da diverso tempo sotto l’occhio attento della Provincia, a causa di un’invasione dei carassi dorati, i classici pesciolini rossi da acquario domestico. Questa, per quanto innocua possa sembrare, è una specie in realtà molto invasiva, e che risulta aliena rispetto all’ecosistema lacustre. La causa principale della proliferazione dei pesciolini rossi nel Lago di Loppio è l’abbandono da parte degli uomini, e la situazione sta iniziando a diventare preoccupante.
La Provincia, infatti, in accordo con l’Ispra sta pensando ad un’azione sperimentale di contenimento per tentare di tenere sotto controllo il numero degli esemplari presenti nel Lago, che rischiano di alterare l’ecosistema e scatenare una reazione a catena tutt’altro che positiva. Ecco cosa sta succedendo, quali azioni si vogliono intentare e quali sono i rischi dell’invasione dei pesciolini rossi nel Lago di Loppio.
Sembrano innocui, ma stanno devastando un lago

Tra i Comuni di Mori e Nago-Torbole, nella parte meridionale della provincia di Trento (Trentino Alto Adige) si trova il Lago di Loppio, protagonista negli ultimi mesi di una vera e propria invasione da parte dei carassi dorati, i classici pesciolini rossi che si trovano nelle fiere e negli acquari domestici.
A parlare del problema è l’assessore Mattia Gottardi, il quale spiega che:
La presenza dei carassi era nota da tempo, anche se non si era mai riscontrata una concentrazione come nell’autunno 2025. L’impatto dei carassi dorati soprattutto sulla riproduzione degli anfibi è senz’altro ragguardevole, anche se non direttamente quantificabile, data anche l’altissima variabilità delle condizioni di allagamento nelle diverse annate.
Nonostante i divieti e gli appelli delle autorità ai cittadini di non rilasciare questi animali nelle acque del lago, la loro presenza sta aumentando gradualmente, tanto da diventare preoccupante. Proprio per questo, la Provincia si è attivata per cercare una soluzione. Il problema principale sta nel fatto che gli esempi di interventi di contenimento o eradicazione di popolazioni di carassio sono piuttosto rari. Per trovare la via giusta, quindi, la Provincia ha chiesto il parere dell’Ispra, la quale il 22 dicembre 2025 ha risposto positivamente per un’azione sperimentale di controllo della popolazione.
Prevenzione e contenimento

Gottardi spiega che nella Riserva dove si trova il Lago di Loppio vige il divieto espresso di immissione di fauna di qualsiasi tipo, così come nella normativa provinciale sulla tutela della fauna ittica e della pesca, ma che è praticamente impossibile mantenere un presidio permanente e costante nella zona. Per questo, la Provincia intende avviare una campagna di prevenzione e sensibilizzazione della popolazione. La strada da seguire è quella già avviata dai Parchi e dalle Reti di riserve, che hanno organizzato per il pubblico diverse iniziative:
- serate formative,
- diffusione di video e app tematiche,
- uscite accompagnate sul territorio.
Inoltre, la conservazione dell’ecosistema del Lago di Loppio viene controllata da monitoraggi, vigilanza e azioni per garantire la salvaguardia delle migrazioni stagionali degli anfibi. Nonostante ciò, l’invasione resta, e gli animali potrebbero continuare a proliferare grazie alla loro capacità di sopravvivenza in condizioni sfavorevoli per molte altre specie. I pesci rossi, infatti, sono una specie invasiva e riescono a vivere in condizioni di bassa concentrazione di ossigeno e in acque molto torbide, dimostrando anche un’elevata tolleranza all’inquinamento, ai metalli pesanti e ai pesticidi.