Superbonus: maxi tassa se vendi entro 10 anni
Superbonus 110% che ancora una volta occupa i pensieri degli italiani in vista della massima tassazione sulle vendite di immobili oggetto di ristrutturazione per mezzo dell’incentivo fiscale. L’Agenzia delle entrate chiarisce in merito al regime di plusvalenze recentemente introdotto dalla Legge di Bilancio 2024.

Superbonus 110%: quando l’extratassa colpisce le vendite degli immobili ristrutturati
Superbonus 110% ancora alle prese con chiarimenti da parte dell’Agenzie delle Entrate, che nei giorni scorsi ha di certo tolto il sonno a molti italiani che hanno goduto dell’agevolazione fiscale, istituzionale. Negli ultimi giorni coloro che hanno usufruito del beneficio fiscale per ristrutturare il proprio immobile si sono imbattuti in doverosi chiarimenti da parte del Fisco, riguardanti la Maxi tassazione sulle vendite di immobili ristrutturati per mezzo del superbonus 110%.
Infatti tale tassazione in vigore già a inizio 2024, oggi viene meglio sviscerata attraverso una circolare messa a punto dall’Agenzia (la n.°13/E/2024) con precise indicazioni in merito al regime delle plusvalenze introdotto dalla “Legge di Bilancio 2024”.

Anche le parti comuni presa di mira dalla maxi tassa
La extra – tassazione che sta mettendo in allarme gli italiani che hanno beneficiato del Superbonus 110% per operare ristrutturazioni edilizie con detrazione fiscale, non risparmia nemmeno i Condomini. Attraverso la recente comunicazione messa a punto dall’Agenzia delle Entrate è stata fatta chiarezza anche su quei lavori che sono stati eseguiti nelle parti comuni condominiali.
Malgrado non sia stata coinvolta nelle lavorazioni alcuna unità abitativa singola, ecco scattare comunque la tassazione maggiorata. La cosiddetta maxi tassa intende andare a colpire in ogni caso tutti quegli interventi edilizi operati a fine speculativo immobiliare. Ecco quindi che entro i 10 anni dal termine dei lavori, sarà meglio non effettuare alcuna vendita dell’immobile, per non incorrere nel pagamento di pesanti tasse allo Stato.
Extratassa: svelato il suo meccanismo
Nello specifico possiamo vedere chiaramente come l’extra tassa messa a punto dallo Stato vada a colpire nel lasso di tempo dei 10 anni successivi alla fine dei lavori di ristrutturazione, per mezzo del Superbonus 110%. Il contribuente interessato sarà colui che metta in vendita una seconda casa, a patto che non sia stata eredutata o oggetto di donazione.
Nel decennio quindi si andrà incontro ad un prelievo fiscale pari al 26% sulla plusvalenza che si è andata a definire, in qualità di reddito diverso. Contestualmente a ciò si innesca anche una situazione di indeducibilità per i costi di ristrutturazione ripartiti integralmente per i primi 5 anni, e nella quota del 50% per i restanti 5 anni a seguire.
Andando a colpire un’eventuale speculazione derivante dal beneficio del superbonus 110%, ecco che lo Stato di fatto rientra di una parte degli importi elargiti attraverso il 110%.

Solo per il 110% scatta l’indeducibilità
Altra nota dolente è l’indeducibilità che vede chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. A tal riguardo ecco quindi stabilito che a tal riguardo vengono presi di mira solamente i costi che hanno goduto dell’agevolazione del superbonus 110%, mentre ne rimarranno tagliati fuori quelle versioni del superbonus avente aliquota al 90% e al 70%.
A conclusione viene chiarito che indeducibilità non andrà a riguardare coloro che hanno beneficiato del superbonus in dichiarazione dei redditi, ma farà riferimento solamente allo sconto in fattura, e alla cessione del credito.