Superbonus: arriva lo stop dello sconto in fattura
Superbonus ancora protagonista delle cronache economiche, con un nuovo vigoroso giro di vite che stavolta impone nuove limitazioni all’agevolazione messa a punto per incentivare le ristrutturazioni edilizie nel nostro Paese. Dalle sedi governative il messaggio vuole essere quello di porre un freno alla generosità, di questo bonus.
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Superbonus: quanto sta costando alle casse dello Stato italiano
Si è ormai capito che con questo nuovo provvedimento si intende mettere un freno a quella che è stata una vera e propria emorragia alle casse dello Stato. Infatti stando a quanto riportato da una recente relazione messa a punto dall’Enea ( Agenzia nazionale per le nuove tecnologie e lo sviluppo sostenibile), a fine febbraio 2024 il Governo del nostro Paese ha dovuto farsi carico di una spesa pari a 114,4 miliardi di euro.
Una cifra questa che supera di oltre 7 miliardi di euro, quanto già evaso nel primo mese dell’anno in corso.

Sconto in fattura e cessione del credito: cosa dobbiamo aspettarci ora
Alla luce degli ultimissimi provvedimenti messi a punto in merito al Superbonus, è stato deciso che verranno a mancare d’ora in poi sia la cessione del credito, che lo sconto in fattura. Da tenere a mente che tale misura restrittiva verrà applicata per tutti quelli che sono identificati come bonus edilizi, che prevedevano tale opportunità, dopo le recenti restrizioni messe a punto lo scorso dicembre.
Ne verranno meno per le cessioni del credito e sconto in fattura anche il bonus barriere architettoniche e tutte quelle lavorazioni edilizie che sono rivolte al recupero degli edifici, nelle aree interessate da eventi sismici (Sismabonus).

Cosa dobbiamo aspettarci ora
I contribuenti si staranno chiedendo cosa accadrà ora con i crediti d’imposta, relativi ai bonus edilizi. A quanto pare questi verranno sospesi, e coloro che risulteranno essere debitori nei riguardi del Fisco, andranno in compensazione. Ecco quindi che sarà di vitale importanza per poter accedere alle agevolazioni edilizie, comunicare l’intenzione di voler fruire di tale opportunità fiscale, prima dell’invio delle fatturazioni, a lavorazioni avviate.
Anche le aziende subiranno una vigorosa stretta fiscale
Non solo i privati andranno a scontrarsi con le nuove restrizioni legate ai bonus edilizi. A dover rifare i conti in casa propria, saranno chiamate anche le aziende italiane che hanno richiesto la fruizione dei bonus edilizi. Infatti la nuova misura governativa punta il dito anche contro l’Ace, ad appannaggio delle aziende. Secondo le dichiarazioni giunte dai palazzi governativi, si è assistito ad un largo uso fraudolento dei bonus legati al comparto dell’edilizia.
Ecco pertanto che verrà ridotta ad una la possibilità di cessione del credito d’imposta, andando ad estendere le responsabilità del cessionario in merito all’ipotesi di concorso alla violazione delle normative vigenti a tal riguardo. Inutile sottolineare poi che vi saranno sempre più controlli fiscali preventivi più serrati, volti a circoscrivere tutte quelle operazioni legate alle agevolazioni messe a punto nel comparto delle lavorazioni edilizie.
Volendo riassumere quindi nel caso di omessa trasmissione di comunicazioni relative ad interventi edili già avviati la sanzione potrà arrivare a toccare la cifra di 10 mila euro, mentre per quelli nuovi, decadrà di fatto l’agevolazione fiscale.