Superbonus 2024: quando avere il contributo a fondo perduto
Superbonus 2024 ancora oggetto di novità, chiarimenti e curiosità da parte degli italiani. Stavolta ad essere il fulcro della questione è la somma di denaro che viene riconosciuta a i contribuenti che hanno sostenuto lavori di edilizia e ristrutturazione, ma a fondo perduto. Cerchiamo quindi di andare a fare un po’ di chiarezza in merito, cercando di evidenziare quali sono le situazioni particolari che consentono di avere accesso a tale forma di credito, da parte delle istituzioni.

Superbonus 2024: si conferma il supporto economico a fondo perduto
Anche per l’anno corrente a quanto pare è stato confermato il contributo a fondo perduto, da destinarsi ai contribuenti italiani che hanno dovuto affrontare spese riguardanti interventi edilizi, con oggetto la loro abitazione. La misura economica a supporto, è stata nuovamente messa a disposizione dei nuclei familiari che si trovino in condizione di difficoltà economica, aventi un basso reddito.
Tale aiuto consentirà di poter portare a termine la programmazione di lavori edili, messi in calendario nel Superbonus. L’intervento istituzionale intende andare a sostenere le lavorazioni edilizie eseguite presso le abitazioni private, che siano detraibili dall’Irpef.

Il Fisco chiarisce ogni dubbio
A fare chiarezza viene chiamato a rispondere direttamente il Fisco italiano, attraverso la rivista digitale dell’Agenzia delle Entrate. Ecco quindi che viene sottolineato come il contributo statale riservate alle famiglie italiane aventi un reddito molto basso, possa andare in aiuto al fine di poter completare i lavori di ristrutturazioni edili, che vadano ad interessare la propria abitazione.
I richiedenti del fondo perduto a supporto del Superbonus, dovranno dimostrare di non essere in possesso di un reddito personale che non vada a superare i 15 mila euro annui. Le spese riguardanti le eventuali ristrutturazioni domestiche dovranno avere corso nel periodo che intercorre dal 1° gennaio 2024 e il 31 ottobre 2024.
Resta inteso però che alla data del 31 dicembre 2023 gli interventi edili eseguiti in relazione al Superbonus, dovranno aver raggiunto almeno la quota di avanzamento lavori pari al 60% del totale dell’entità delle lavorazioni.

Cosa fare in caso di fondo perduto non spettante
Nell’eventualità che non siano stati utilizzati gli importi erogati attraverso l’accesso al fondo perduto spettante, o che non siano stati spettanti in fase di accertamento, l’Agenzia dell’Entrate ha provveduto prontamente ad istituire degli specifici codici tributo, da utilizzarsi attraverso la compilazione del modello F24.
Ecco quindi che al fine di andare a provvedere alla restituzione spontanea delle somme erogate attraverso accredito sul conto corrente del richiedente, il contribuente beneficiario dovrà andare a conteggiare anche i relativi interessi maturati nel corso del tempo, e le possibili sanzioni incidenti.
Sarà necessario pertanto provvedere a munirsi del modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE), dove trovano posto i seguenti codici tributo da utilizzare in tale contesto:
- “8158” quale “Contributo a fondo perduto per interventi agevolati – Restituzione spontanea – CAPITALE – art. 9, comma 3, DL 176 del 2022”;
- “8159” quale “Contributo a fondo perduto per interventi agevolati – Restituzione spontanea – INTERESSI – art. 9, comma 3, DL 176 del 2022”;
- “8160” quale “Contributo a fondo perduto per interventi agevolati – Restituzione spontanea – SANZIONE – art. 9, comma 3, DL 176 del 2022”.