Superbonus 110%, aria di proroga? Ecco perchè

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 3 minuti

Superbonus 110% al centro di importanti dibattimenti al Parlamento, dove viene invocata a gran voce una proroga, per poter dare accesso agli italiani ai lavori edili, a fiscalità agevolata. Andiamo a comprendere meglio di cosa si tratti, nello specifico.

Edilizia, Costruzioni
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Superbonus 110%: dove eravamo rimasti

Ancora una volta il Superbonus 110% suscita interesse per possibili ulteriori aggiustamenti. La cosiddetta storia infinita dell’agevolazione fiscale legata al comparto edile che ha fatto da traino negli ultimi mesi per un nuovo rilancio del settore, occupa nuovamente le prime pagine delle testate nazionali.

Resta confermata la presenza di un Sal al 60%, definito alla data del 31 dicembre 2023. Inoltre nel medesimo contesto,  è stato istituito anche un contributo a sostegno dei contribuenti aventi redditi molto bassi, per fare fronte alle spese edilizie sostenute dal 1° gennaio 2024, alla data del 31 ottobre dell’anno in corso.

Resta da mettere in chiaro la modalità di domanda, e l’entità che effettivamente i contribuenti italiani si vedranno corrispondere, in relazione al Superbonus edilizio.

Edilizia
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Possibili nuovi scenari

Oggi si intende andare a salvare dalla sicura chiusura, oltre 25 mila cantieri presenti sul nostro territorio nazionale. In Parlamento sono approdati 3 emendamenti, recanti tutti la stessa richiesta che non fa altro che dare voce all’accorata richiesta da parte dell’Ance. In poche parole si tratta di andare a prorogare la scadenza del Superbonus 110%, al prossimo 29 febbraio 2024.

Altro scenario che potrebbe rimettere in gioco il beneficio fiscale, potrebbe vedere la scadenza del superbonus 110, essere addirittura fissata al prossimo mese di giugno 2024. C’è invece chi ha pensato di andare a puntare sulle diverse percentuali di completamento della quota dei lavori, edilizio. per avere accesso al beneficio, fissata tra il 70% e il 60%.

Altra opzione da andare a considerare potrebbe essere quella di vedere allungarsi da 4 a 10 anni il lasso di tempo utile per avere accesso alla detrazione delle spese IRPEF. Contestualmente inoltre si potrebbe elevare il tetto del reddito di riferimento per godere del Superbonus 110%, da 15 mila euro, a 25 mila euro.

Si andrebbe ad acquisire così diritto al contributo fiscale di fatto destinato già ai redditi più bassi, a parità di un Fondo istituzionale di circa 16 milioni di euro.

Soldi, Casa
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Sanatoria fiscale e Superbonus 110 %

Attraverso il “Dl 212/2023” , ultimo decreto a tal riguardo, sono stati di fatto blindati i lavori eseguiti nei cantieri oggetto del superbonus 110%, dando un’importante chance a coloro che non siano riusciti a completare le opere edilizie. Infatti in tale situazione non si dovrà andare a rendere tutto l’importo del bonus beneficiato.

Il Fisco infatti a quanto pare non potrà vantare alcun credito nei riguardi dei contribuenti, in merito ai crediti IRPEF già erogati. Sarà bene però tenere a mente che tale novità, andrà a riguardare solamente coloro che abbiano utilizzato la cessione del credito, o lo sconto in fattura. Per tutti gli altri fruitori del Superbonus la posizione nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, rimarrà praticamente invariata.

Sul Superbonus 110% il Governo a quanto pare vorrebbe stendere un velo, tenuto conto che tale beneficio fiscale se da un lato ha offerto una possibile ripartenza al comparto dell’edilizia italiana, d’altro canto le casse dello Stato hanno accusato un notevole contraccolpo che sarà di difficile ammortamento nei prossimi anni.