Sostituzione citofoni in condominio, che maggioranza è necessaria

Autore:
Angelo Caprio
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Qual è la maggioranza necessaria in assemblea condominiale per deliberare la sostituzione di obsoleti citofoni con moderni e funzionali videocitofoni. Tutto quello che c’è da sapere sull’argomento.

Condominio
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In tanti condomini sparsi per tutta Italia sono presenti vecchi e poco efficienti impianti citofonici. Spesso si tratta di soluzioni ormai superate dal punto di vista tecnologico e poco affidabili. Per procedere con l’intervento di rinnovamento magari installando dei più efficienti e utili videocitofoni è però necessario ottenere un voto favorevole in assemblea condominiale. Vediamo quali sono le relative normative e come vengono ripartite le spese tra i vari condomini.

Sostituzione dei citofoni con videocitofoni

Citofono
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Tra gli aspetti negativi del vivere in un condominio ci sono le indiscutibili difficoltà nel prevedere interventi che consentono di migliorare l’aspetto estetico e la funzionalità dei vari spazi. Un problema piuttosto diffuso è quello dei citofoni. Dovrebbero permettere ad un condomino di capire chi bussa e provvedere all’apertura del cancello pedonale oppure di quello carrabile. Purtroppo non sempre si dimostrano efficienti in ragione di una tecnologia ormai superata e di problematiche causate dal trascorrere del tempo e da una scarsa manutenzione.

L’unica soluzione è procedere con la sostituzione e installazione di innovativi videocitofoni che permettono non solo di interagire verbalmente al meglio ma anche di avere un riscontro visivo per capire con chi si ha a che fare. Sono prodotti di grande qualità che però richiedono un discreto investimento economico e soprattutto il parere favorevole dell’assemblea condominiale per poter essere presi in considerazione.

Che cosa dicono le normative

Per stabilire le modalità con cui arrivare alla sostituzione dei vecchi citofoni con i videocitofoni è necessario capire di che tipologia di intervento si sta parlando. Attenendoci a quanto evidenziato nell’articolo 3 del DPR numero 380 emanata del 2001 questo genere di lavoro non può essere inteso come innovazione ma semplicemente come manutenzione utile per accedere a un adeguamento tecnologico. Dunque è possibile parlare di lavoro di manutenzione straordinaria per cui dal punto di vista delle normative condominiali va inteso come tale.

La maggioranza per l’approvazione dell’intervento di sostituzione

Trattandosi di una manutenzione straordinaria è necessario che per la sua approvazione in assemblea condominiale si ottenga con la maggioranza dei condomini presenti. Inoltre, la legge prevede che i proprietari delle varie unità immobiliari intervenuti all’assemblea debbano rappresentare almeno la metà del valore dell’edificio anche in seconda convocazione. I calcoli per stabilire la rappresentanza dei condomini è necessario far riferimento alle tabelle millesimali. In pratica occorre che all’assemblea partecipino almeno i 500 millesimi dell’edificio.

Come si suddividono le spese

Secondo quanto stabilito da una vecchia sentenza passata in giudicato nel 1998 presso il Tribunale di Bologna, le spese per la sostituzione dei citofoni presenti nelle parti comuni vanno suddivise in parti uguali tra tutti i condomini. Diverso è il caso dei citofoni posizionati all’interno dell’abitazione per i quali dovranno occuparsene direttamente i proprietari senza il passaggio assemblare. Tuttavia questa normativa è stata recentemente rivista e in particolare oggi si adotta un criterio per la suddivisione delle spese in proporzione ai millesimi di ciascuna proprietà.

Ad esempio, se un condomino dispone una proprietà pari a 102 millesimi allora sarà tenuto a farsi carico di 102 millesimi dell’intero costo per l’acquisto e installazione dei nuovi videocitofoni. A onor del vero è possibile anche adottare un altro criterio purché quest’ultimo venga approvato dall’assemblea all’umanità.