Scambio inconsapevole di cantina? Ecco cosa fare


Numerosi errori catastali commessi tempo fa hanno creato delle problematiche sulle trascrizioni relative a vecchie cantine che si sono riproposte al cittadino. Ecco come risolverle.

Scambio inconsapevole di cantina? Ecco cosa fare


Vi è mai capitato di avere una cantina associata da piantina catastale, al momento dell’acquisto, al proprio immobile salvo poi scoprire che la stessa appartenesse ad altri?

Ebbene sì. Passano gli anni,  una persona dispone di una cantina come bene accessorio, comportandosi come il proprietario salvo poi scoprire di non esserlo.

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Il Decreto legge del 2010 ha risolto la problematica

Con decreto legge n.78 del 2010, art.19, sono state apportate delle modifiche all’art.29 della legge 52/85 in materia di determinazione dei confini perimetrali.

In particolare, il legislatore ha statuito che all’atto della trascrizione dell’atto di vendita devono essere indicate al catasto i tre confini.


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La legge 122/2010 convertiva il DL 78/2010 che entrava in merito della legge n°52 del 27 febbraio 1985 “Modifiche al libro sesto del codice civile e norme di servizio ipotecario, in riferimento alla introduzione di un sistema di elaborazione automatica nelle conservatorie dei registri immobiliari”.

In tal senso l’art. 1-bis sancisce che Gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati gia’ esistenti devono contenere, per le unita’ immobiliari urbane, a pena di nullita’, oltre all’identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformita’ allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie. Prima della stipula dei predetti atti il notaio individua gli intestatari catastali e verifica la loro conformita’ con le risultanze dei registri immobiliari.

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Gli errori catastali mai corretti: come risolverli

Può pertanto accadere che numerosi errori catastali sorti tempo addietro, a cui non si sia mai provveduto alla correzione, riemergano improvvisamente a danno del cittadino. Quando quest’ultimo si accorge dell’errore nella pianta catastale si attiva per correggere l’errore.

In tal senso è attivo un servizio presso l’Agenzia del Territorio: attraverso una piattaforma digitale (www.agenziadelterritorio.it) si accede al servizio messo a disposizione dell’utenza per trovare tutte le spiegazioni alle domande poste.

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Domanda di correzione dell’errore catastale: le modalità dell’invio

La domanda di correzione dell’errore dev’essere presentata dal cittadino all’Ufficio Provinciale dell’Agenzia del Territorio anche servendosi, preventivamente, delle direttive di un Contact Center.

Nella domanda dev’essere indicato il tipo di correzione, le generalità del richiedente, i dati catastali relativi all’immobile ed infine le notizie utili a poter eliminare l’errore.

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Gli errori catastali e l’incidenza sulle compravendite

L’errata trascrizione di un bene nel registro immobiliare ha di fatto, occluso l’iter burocratico e mandato in tilt il mercato delle vendite immobiliari per un certo periodo. In particolare il non aggiornamento delle mappe catastali e il non adeguamento delle stesse con situazioni di fatto dei luoghi o mancati aggiornamenti delle trascrizioni degli immobili, hanno reso l’intero sistema non più affidabile.

Catasto allineato alla Conservatoria immobiliare per evitare errori

Per evitare che un proprietario possa trovarsi a disporre di una cantina appartenente ad altro proprietario, è bastato allineare l’ufficio catastale con la Conservatoria dei registri immobiliari per eliminare degli errori che, ormai, risultano essere impossibili ed anacronistici dato l’avanzamento del sistema rispetto al passo dei tempi.

Con il decreto legge 78/2010 non sarà più possibile concepire, per effetto del suddetto allineamento, un errore di trascrizione nel registro immobiliare.

Qualora, infatti, l’atto di compravendita di una cantina o qualunque altro bene immobile, non sia allineato con quanto risulti dalla Conservatoria immobiliare, si determina la nullità dell’atto.

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