Ripartizione parziale del Superbonus: come funziona

Autore:
Erika Fameli
  • SEO Copywriter
Tempo di lettura: 4 minuti

L’Agenzia delle Entrate ha da poco chiarito che si potrà effettuare una ripartizione parziale del Superbonus, portando in detrazione solo una parte delle spese sostenute nel 2022. Può sembrare svantaggioso rispetto a portare in detrazione la totalità delle spese, ma in alcuni casi salva dall’incapienza fiscale.

Casa, Soldi
Photo by martaposemuckel – Pixabay

Quando si parla di Superbonus, nonostante sia una misura che in Italia è in giro da diversi anni, c’è ancora molta confusione. Per questo, anche a distanza di tempo dalla sua entrata in vigore, l’Agenzia delle Entrate continua ad emettere note di chiarimento a riguardo. L’ultima è di pochi giorni fa, e tramite questa nota l’Agenzia delle Entrate ha specificato che i contribuenti hanno la facoltà di portare in detrazione anche solo una parte delle spese sostenute per il Superbonus nel 2022, ripartendo la detrazione in 10 anni.

Di primo acchito verrebbe da domandarsi cosa ci sia di conveniente nel portare in detrazione solo una parte delle spese, e non la loro totalità, ma per capire questo passaggio bisogna fare un passo indietro e parlare di incapienza fiscale. Infatti, ci sono alcuni casi in cui conviene portare in detrazione il Superbonus in modo parziale perchè il totale non sarebbe possibile da detrarre. Ecco un esempio pratico che aiuta a capire.

Ripartizione parziale del Superbonus

Casa
Photo by StockSnap – Pixabay

A parlare nello specifico è il comma 8 quinquies dell’articolo 2 del DL n.11/2023, convertito in legge n.38/2023, che ha modificato l’articolo 119 del DL n.34/2020. Il comma 8 quinquies infatti introduce la ripartizione in 10 anni della detrazione fiscale per i contribuenti, per le spese del Superbonus sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2022. Nello stesso comma si parla anche di applicazione della ripartizione in modo parziale, e questa consente ai contribuenti di ripartire le spese anche solo parzialmente.

Nella sua nota n.252 del 9 dicembre 2024, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che non ci sono vincoli a questa scelta da parte del contribuente, tranne il fatto che le spese non devono essere state inserite nella dichiarazione dei redditi precedente, perchè in questo caso la ripartizione sarebbe in 4 anni, secondo quanto previsto dall’art. 119, comma 1, del DL n.34/2020.

Evitare l’incapienza fiscale

Casa
Photo by image4you – Pixabay

La ripartizione decennale evita ai contribuenti l’incapienza fiscale che, ricordiamo, si presenta quando l’imposta lorda è inferiore ai compensi della detrazione. Quando ci si trova in questa situazione, quindi, non si ha la possibilità di sfruttare interamente la detrazione, mentre dilazionando la detrazione su 10 anni, la quota annuale si abbassa e si può sfruttare per intero quanto spettante. Questa soluzione è particolarmente indicata per chi ha redditi bassi o un accumulo di detrazioni. Facciamo un esempio.

Un contribuente che nel 2022 ha sostituito gli infissi, ha realizzato un impianto fotovoltaico e l’isolamento termico, può ripartire le detrazioni in questo modo:

  • le spese del fotovoltaico e degli infissi in 10 anni (indicandole nella dichiarazione dei redditi per il 2023, da presentare nel 2024);
  • l’isolamento termico in 4 anni.

In questo modo, il contribuente può usufruire pienamente delle detrazioni fiscali del Superbonus, spalmandole su un periodo di tempo più lungo e abbassando la rata annuale, in modo da farla diventare inferiore alla sua imposta lorda. Se avesse mantenuto tutta la detrazione a 4 anni invece, una parte di essa sarebbe andata persa, perchè avrebbe potuto recuperare solamente un importo pari alla sua imposta lorda. Come è evidente da questo chiarimento, in Italia c’è ancora molto da dire sul Superbonus, anche per quanto riguarda il Superbonus a fondo perduto, e le note dell’AdE in questo senso sono estremamente utili da conoscere.

Ripartizione parziale del Superbonus: come funziona: foto e immagini