Prima casa di lusso: quando le agevolazioni non sono contemplate

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 4 minuti

Prima casa di lusso? Anche se le cose belle e lussuose sono sempre accattivanti e regalano piacevoli emozioni già alla sola vista, vi possono essere delle situazioni in cui ciò si può ritorcere contro. Ad esempio nel caso si voglia avere accesso alle agevolazioni fiscali in ambito edilizio, essere in possesso di un’abitazione di gran pregio potrebbe far venire meno i vantaggi messi a punto dallo Fisco. Vediamo nel dettaglio cosa si potrebbe verificare quando gli sgravi fiscali vedono il coinvolgimento di case definite luxury.

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Casa, Lusso
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Casa di lusso: come si determina la classe d’elite nell’edilizia

Di sicuro un’abitazione non può essere inclusa nella categoria di lusso, tenendo conto solamente delle caratteristiche estetiche. A fare chiarezza in merito a tale spinosa situazione, è scesa in campo anche la Corte di Cassazione, attraverso la formulazione della sentenza 33699/2023. La legiferazione si è resa necessaria nel momento in cui si è preso in esame un ricorso in cui un contribuente si era cimentato.

La persona si era vista revocare le agevolazioni sulla prima casa, nel dettaglio riguardanti l’agevolazione volta al pagamento in forma ridotta della tassa di registro. Ecco quindi che si è fatto riferimento agli “articoli 5 e 6 del DM 1072/1969”, che vanno nello specifico a definire le caratteristiche relative alle abitazioni definite di lusso.

Nel dettaglio viene definita una superficie abitativa pari a oltre 200 metri quadri. Inoltre a completamento della definizione lusso, si vede il coinvolgimento di una pertinenza relativa all’area scoperta, che deve essere di ben oltre 6 volte quella coperta. Ecco quindi che il contribuente andando ad indicare che la propria abitazione non fosse in possesso dei requisiti indicati negli articoli 5 e 6, si è veduto rievocare i benefici fiscali.

Villa, Lusso
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Quali sono le categorie  catastali che non godono delle agevolazioni fiscali

Per avere un quadro completo di quelle che sono ad oggi le categorie catastali che non possono andare a beneficiare delle agevolazioni fiscali riservate alla prima casa, sempre la Corte di Cassazione è intervenuta per fare chiarezza. Infatti con riferimento del “D.lgs 23/2011” le agevolazioni fiscali come abitazione principale non vanno a beneficio delle categorie presenti nel catasto edilizio: A1 (Abitazioni di tipo signorile), A8 (Abitazioni in ville) e A9 (Castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Villa, Lusso
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Le specifiche del lusso

Ecco quindi che per sfatare ogni dubbio in merito alla modalità di classificazione per le abitazioni di lusso, la Corte di Cassazione si è adoperata andando a comprimere quelli che sono le indicazioni fornite a mezzo del “DM 1072/1969” preso a modello dall’Agenzia delle Entrate.

Il documento viene evocato di fatto quando si debbano andare a revocare le agevolazioni fiscali concesse per la prima casa. Si intendono pertanto essere abitazioni di lusso  quelle unità immobiliari che presentino una superficie utile complessiva che vada oltre i 240 metri quadri.

In tale conteggio sono da escludere: terrazze, soffitte, balconi,  locali cantina, cantine, scale e posti macchina. Ciò va ritenuto in essere sia che si tratta di unità unifamiliari, che di condomini.

Stesso discorso anche per le unità abitative con una superfice complessiva utile pari a oltre 200 metri quadrati, sempre con l’esclusione di cantine, terrazzi, scale, balconi, soffitte, le scale e i posti  auto. In questo caso sarà però conteggiata anche l’area di pertinenza scoperta nell’ordine di 6 volte essere con un’area pertinenziale scoperta della superfici di quella coperta.