Nuova IMU 2025: meno tasse su case al mare e in montagna

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

IMU più bassa per la seconda casa non affittata al mare o in montagna: questa una delle novità più interessanti per i contribuenti, inserita nel decreto del MEF che interviene sulla differenziazione delle aliquote IMU a partire dal prossimo anno. Ecco come funzionano le riduzioni e chi potrà usufruirne.

Casa, Mare
Photo by lecreusois – Pixabay

Da qualche giorno non si fa che parlare di IMU, sia perché la scadenza della seconda rata del 2025 è prossima, sia perché nella prima metà del mese di novembre il MEF ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale un decreto che cambia molte carte in tavola. Senza stravolgere quanto già in vigore, il decreto amplia considerevolmente il raggio d’azione dei Comuni in materia di differenziazione dell’aliquota IMU, introducendo numerose novità e possibilità di sgravio. Tra tutte, spicca quella destinata alle seconde case situate nelle località turistiche e che i proprietari vivono solo poche volte l’anno.

L’applicazione della riduzione e la sua entità però, non è certa, ma sarà decisa dal Comune in base alle proprie finanze e alle necessità del territorio specifico. Questo apre la strada a due scenari opposti, che potrebbero favorire molto i proprietari oppure no:

  • i grandi Comuni con molte seconde case potrebbero non ridurre l’imposta per non sottrarre una voce importante del bilancio;
  • i Comuni più piccoli potrebbero applicare gli sgravi per favorire i proprietari non residenti e contrastare il rischio abbandono, preservando così il patrimonio immobiliare.

IMU più bassa per la seconda casa non affittata

Casa, Mare
Photo by 6391394 – Pixabay

Una delle novità più interessanti del decreto del 12 novembre del MEF riguarda l’uso effettivo degli immobili. Questo aspetto è diventato determinante ai fini dell’aliquota IMU da pagare. Infatti, partendo dal presupposto che se una seconda casa non è abitata regolarmente, non è affittata o concessa in comodato d’uso, pesa sulle spalle dei servizi comunali molto meno rispetto ad una sfruttata tutto l’anno. Di conseguenza, sarebbe giusto ridurre la sua aliquota IMU. Al contrario, questa riduzione non sarebbe legittimata se la seconda casa producesse un reddito: dai possibili sgravi restano quindi escluse le case destinate ad affitti brevi e attività turistiche, anche se saltuarie.

Le seconde case che rientrano in questa descrizione si definiscono, secondo il decreto, come immobili a disposizione. Questi potrebbero ricevere importanti riduzioni sull’aliquota IMU, a patto che il Comune in cui sussiste l’immobile decida di applicarli realmente. Stando al decreto, infatti, i Comuni non hanno alcun obbligo in questo senso, ma possono decidere liberamente e in totale autonomia se e quando applicare gli sgravi e in che misura. Questo vuol dire che, anche se ci sono tutti gli elementi che permetterebbero di pagare meno l’IMU sulla seconda casa, la tanto agognata riduzione potrebbe non arrivare mai.

Maggior potere ai Comuni

Casa, Mare
Photo by oleg_mit – Pixabay

Con questo decreto i Comuni acquisiscono un potere considerevole, perché con questo strumento sono in grado di influenzare il mercato immobiliare locale. Chi è alla ricerca di una seconda casa, infatti, avrà dal 2026 un nuovo elemento da valutare prima dell’acquisto: l’aliquota IMU applicata, che non sarà più uguale per tutti ma cambierà non solo da regione a regione, ma da Comune a Comune. Considerando quindi che l’IMU è una voce di spesa non indifferente per chi decide di acquistare una seconda casa al mare o in montagna, il peso dell’aliquota diventerà un fattore discriminante nelle compravendite.

Ad ogni modo, i Comuni avranno tempo fino ad ottobre 2026 per pubblicare i propri prospetti, altrimenti si applicheranno le stesse regole del 2025 e, in caso di ulteriore omissione dopo i termini previsti, saranno valide le aliquote base nazionali.

Nuova IMU 2025, meno tasse su case al mare e in montagna: foto e immagini