Mutui, tassi d’interessi non dovuti: al via i risarcimenti

Autore:
Laura Scarpellini

Mutui e tassi d’interesse sotto i riflettori negli ultimi giorni, dopo che la Corte di Cassazione ha aperto attendibili spiragli per molti clienti, che hanno trascorso anni pagando rate più pesanti del dovuto. Al centro di tale vicenda troviamo venir collocato l’Eurobond che a quanto pare sia stato oggetto di correzioni non proprio dovute, da parte di alcuni istituti bancari europei. Cosa possono attendersi i soggetti che hanno sottoscritto mutui o finanziamenti tra il 2005 e il 2008? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in merito.

Mutuo
Photo by Tumisu – Pixabay

Mutui e finanziamenti bancari: potrebbero scattare i risarcimenti

La news riportata negli ultimi giorni non solo dalle testate di settore, sta suscitando un grande interesse da parte di coloro che negli anni passati hanno acceso un mutuo o un leasing indicizzato al tasso Eurobond, che vada ad interessare il lasso di tempo che intercorre tra il 29 settembre 2005, e il 30 maggio 2008.

Stando a quanto definito attraverso un’ordinanza della Corte di Cassazione, si potrebbe avanzare richiesta di un risarcimento pari a 7 mila euro, su di un prestito di 100 mila euro. Per meglio comprendere tale situazione bisogna fare un passo indietro e andare prendere in considerazione quanto già enunciato dalla Commissione Europea Antitrust, nel lontano dicembre 2013.

In quella sede venne evidenziato che diversi istituti europei di fatto andarono a manipolare il tasso Eurobond, andando così a creare una vera alterazione alla situazione di mercato dei mutui o prestiti, a tasso variabile. A seguito di tale accertamento vennero inflitte salate multe alle banche oggetto di tale comportamento, che la Corte europea confutò quali sempre.

Alla luce dell’ultima sentenza emessa lo scorso dicembre 2023, ci si attende oggi, un vero e proprio trambusto, nei rapporti trai fruitori di mutui e prestiti, e istituti di credito.

Leasing
Photo by niekverlaan – Pixabay

Chi può avanzare richiesta di rimborso?

A fare un po’ di chiarezza in merito a chi potrà avanzare una richiesta di rimborso, accorrono in aiuto Federcontribuenti e le altre associazioni similari come Aeci e Codici.

Le associazioni a tutela hanno messo a disposizione dei risparmiatori una modulistica da compilare e inviare al proprio istituto di credito, per coloro che avevano in corso o acceso un mutuo o un contratto di leasing, tra il 29 settembre 2005 e il 30 maggio 2008.

Si tratta infatti, questo del periodo in cui è stata accertata l’alterazione dell’Eurobond. Da tenere conto che non necessariamente la banca oggetto della richiesta dovrà essere inclusa nell’elenco di quelle multate dall’Antitrust.

Anche se sono di fatto prescritti tutti i contratti chiusi e pagati totalmente, oltre 10 anni a questa parte, a quanto pare potranno essere esaminati quelli stipulati dal gennaio 1999, che abbiamo avuto decorrenza fino a 10 anni fa.

Banca
Photo by stevepb – Pixabay

Di fatto cosa si potrà ottenere e incidenza spese legali

Il fine ultimo sarà quello di poter contare l’azzeramento o il ricalcolo del tasso minimo annuale.

Su indicazioni da parte delle Associazioni a tutela di risparmiatori, ecco che si andranno a preferire le cosiddette azioni collettive, che vedano i coinvolgimenti di casi comuni. Si potranno andare a recuperare almeno in parte gli interessi dei mutui stipulati in quel lasso di tempo.

Mentre per le singole cause da avviarsi contro gli istituti di credito, sarà bene valutare solo quei contratti di almeno 500 mila euro, per via delle ingenti spese legali.