Efficienza energetica, il rapporto di Bankitalia e le differenze con gli altri Paesi

Autore:
Angelo Caprio
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Bankitalia, nel suo rapporto “Il miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni”, ha affrontato il tema degli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica facendo un parallelo tra Italia e le scelte fatte all’estero. In altri Paesi le misure sono rivolte soprattutto alle case di residenza e ai proprietari. 

Efficienza energetica
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Efficienza energetica, il quadro internazionale

I Paesi che hanno sottoscritto il Climate Action Programme 2030, si sono impegnati a raggiungere determinati obiettivi in tema di riqualificazione energetica e tutela dell’ambiente. Un protocollo che ha richiesto l’adozione di una serie di misure a carattere nazionale per cercare di sensibilizzare l’opinioni pubbliche verso tematiche green. Ogni Nazione ha fatto scelte differenti proponendo strumenti che incentivano i cittadini verso soluzioni innovative e funzionali allo scopo.

In Germania i cittadini godono di una detrazione fiscale del 20% delle spese sostenute per varie soluzioni da utilizzare in un arco temporale di tre anni. Inoltre, è stata cancellata l’IVA per l’acquisto di pannelli solari.

Negli Stati Uniti la detrazione per chi investe nel settore dell’efficientamento energetico è del 30%. In Gran Bretagna è previsto un sussidio di 5 mila euro e l’IVA pari a zero fino al 2027 mentre in Francia il Governo aveva introdotto uno sgravio fiscale che oscillava tra il 15 ed il 30% rimasto in vigore fino al 2020 poi sostituito da una serie di sussidi e da un’aliquota IVA ribassata al 5,5%.

Il confronto con l’Italia

Efficienza energetica
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Le misure adottate all’estero per accompagnare la popolazione agli obiettivi fissati dal Climate Action Programme sono decisamente più contenute rispetto a quelle italiane e inoltre c’è una diversificazione concettuale. Lo dice Bankitalia nel rapporto “Il miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni”.

Ci sono delle differenze rilevanti per quanto riguarda le modalità di utilizzo degli sgravi. Al di fuori dei confini italiani non solo i crediti d’imposta sono minori ma vengono concessi soltanto per le abitazioni principali e ad appannaggio esclusivo dei proprietari.

All’estero si è posto maggiormente il focus sull’IVA che risulta più bassa rispetto all’Italia e c’è un più cospicuo uso di forme di trasferimento monetario diretto.

Il perché di queste differenze concettuali

Nel rapporto di Bankitalia si prova a spiegare anche il possibile motivo per cui sono state fatte determinate scelte e il perché di così nette differenze tra l’Italia e gli altri principali Paesi che hanno aderito al Climate Action Programme. La principale ragione potrebbe essere una volontà estera di offrire un supporto dedicato esclusivamente alle famiglie meno facoltose. Il pacchetto di misura ha consentito anche una gestione burocratica e amministrativa più semplice e meno impattante sulla casse dell’erario.

Bankitalia ha rimarcato come il Superbonus 110% con la sua poderosa aliquota non abbia pari nel resto del mondo. Nessuna misura è comparabile allo sgravio fiscale italico. Nel rapporto si riconosce che tale iniziativa insieme alla possibilità di fruire dello sconto in fattura e della cessione del credito, ha stimolato il settore come mai era successo nella storia.

Insomma, sarebbe potuta essere una svolta epocale per l’Italia ma i vantaggi economici creati dalla misura sono passati in second’ordine rispetto alle relative problematiche generate a livello finanziario per le casse dello Stato e burocratico.