Case green: quanto costerà essere meno inquinanti

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 4 minuti

Case green che a seguito della recente Direttiva approvata dal Parlamento Ue, metteranno sicuramente milioni di proprietari di immobili nella posizione di dover pagare un conto esoso, per attuare quanto stabilito in merito di rispetto ambientale, in ambito edilizio.

Casa, Ecologica
Photo by jarmoluk – PixabayCase Green. nuove direttive europee con nuove spese

Case green che costringeranno ad aprire i portafogli agli europei

E’ stato stimato che siano circa 5,5 milioni gli edifici che su suolo europeo necessitino quanto prima ad essere ristrutturati e messi in linea con le recenti direttive Ue, in merito alla riduzione delle emissioni inquinanti. Ecco quindi che imprenditori, proprietari di immobili, consumatori e imprese, si troveranno a dover sborsare già entro il 2030, comp0lessivamente tra i 75 e i 270 miliardi di euro, per adeguarsi, alle nuove linee guida comunitarie.

L’emergenza climatica impone di porre rimedio alla quantità di emissioni nocive prodotte, dalle abitazioni e dagli edifici pubblici. Studi confermano infatti che proprio da tale ambito siano riconducibili  il 36% delle emissioni nocive, derivanti dal consumo energetico. Ecco quindi che gli Stati membri dell’Ue, sono chiamati ad assicurare una riduzione del 16% rispetto all’anno di riferimento 2020, entro la data del 2030. Tale riduzione dovrà poi andare a toccare il 20-22%, nel 2035.

Anche il settore pubblico dovrà mettere mani al portafogli eseguendo adeguamenti strutturali ai propri edifici, che dovranno raggiungere la quota zero delle emissioni nocive, nel 2028. L’obiettivo fissato in sede europea prevede che alla data del 2050 l’Ue dovrà aver raggiunto l’abbattimento totale degli agenti inquinanti, sul proprio territorio.

Energia
Photo by RoyBuri – Pixabay

Ecco i costi per essere in linea con la nuova Direttiva Ue

Quanto dovremo investire per le lavorazioni edilizie e i nuovi dispositivi da andare ad installare nelle nostre case, per essere in linea con la nuova Direttiva Ue, in ambito della riduzione di emissioni nocive? Volendo avere un’idea di costo basterà prendere i considerazione un’abitazione di 80 metri quadri circa.

Per andare a ridurre del 16% i consumi energetici, i primi sostanziali interventi da attuare, comprenderanno la sostituzione della caldaia (abbandonando semmai quella a gas e passando a quelle di ultima generazione a condensazione), e la sostituzione di infissi più funzionali. Già apportando tali modifiche si saranno spesi circa 10 mila euro.

Da tenere in conto che a decorrere dal 2040 non si potrà più ricorrere alle caldaia a gas, tassativamente, e già dal 2025 non si avranno più nè bonus nè incentivi fiscali a tal riguardo. Se l’abitazione rientra invece tra quelle altamente inquinanti, ecco che si dovrà provvedere all’installazione di pannelli solari, o una pompa di calore, magari allineata ad un impianto di sistemi radianti a pavimento.

Tali interventi avranno una spesa che molto probabilmente andrà a superare i 40-50 mila €, nel totale. Ultimo ma non meno importante sarà l’isolamento delle pareti perimetrali, per mezzo di un adeguato cappotto termico. In questo caso i costi si aggirerebbero intorno alle 400 € al metro quadro. Ci si attende quindi l’accesso a prossimo Bonus Ristrutturazione, e affini.

Pannelli, Solari
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Richiesti investimenti al popolo italiano

Tutte queste spese da affrontare, non si dovranno intendere per gli italiani, e non solo, quali costi straordinari per i propri immobili. Dovranno piuttosto essere intesi come investimenti da operarsi al fine di andare a recuperare i costi delle bollette energetiche. In aiuto in questo caso interverrà il Pnrr con i 16,9 miliardi di € stanziati per l’efficientamento energetico, così come i fondi a disposizione per il Piano per decarbonizzazione e rinnovabili.

Inoltre il Governo italiano si avvarrà del Fondo Ue per il clima, pari a 86,7 miliardi di €, che il nostro Paese si attende almeno in una consistente quota.