Case Green 2024: cosa cambia per le caldaie a gas

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 3 minuti

Case green e caldaie a gas tra i focus presenti nella recente Direttiva Ue che ha veduto da pochi giorni l’approvazione del Parlamento europeo, in merito alla tutela ambientale. Ecco quindi le ultime novità in merito ai cambiamenti da attenderci sul riscaldamento domestico a gas.

Caldaia, Riscaldamento
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Case sempre più green con la nuova direttiva EPBD

In sede europea nei giorni appena trascorsi si è andato delineando quello che sarà il futuro dell’Europa in ambito green, e nello specifico anche quello che sarà il futuro delle caldaia a gas. A tal riguardo era stata già fissata la data relativa al termine ultimo della possibile istallazione di tali dispositivi di riscaldamento, al 2030. Oggi si assiste invece ad una proroga dei tempi d’uso fino al prossimo 2040.

Resta inteso che non si intende osteggiare l’uso del gas quale fonte energia per il riscaldamento domestico, ma si vuole con le nuove direttive europee, andare a stringere il cappio alle emissioni inquinanti che in sede residenziale incidono del 40% sul globale mondiale. Contestualmente verranno sempre più promosse le fonti alternative energetiche, che risultano essere sostenibili e ottimizzate.

Interventi per sostituzione della caldaia di casa
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Cosa cambia: obbligo di sostituzione e stop alle nuove istallazioni

La nuova direttiva europea fresca di approvazione parlamentare in merito alle Case Green e alle caldaie a gas di uso domestico, evidenzia due sostanziali novità. La prima news riguarda lo stop alle nuove installazioni di caldaie a gas, e la seconda novità invece la graduale sostituzione di quelle vecchie con nuovi impianti meno impattanti.

Ecco quindi che a partire dal 1° gennaio 2040 non sarà possibile andare ad installare nuove caldaia a GPL o gas metano, negli edifici di nuova costruzione. Contestualmente i produttori di caldaia a gas, non potranno più commercializzarne, pur essendo in possesso di una classe energetica elevata. Saranno previste deroghe per edifici storici, o per quelli presenti in zone in cui non vi sono reti energetiche alternative al gas.

Per quanto riguarda gli edifici già esistenti invece scatterà l’obbligo graduale dalle caldaie a gas, a sistemi di riscaldamento più sostenibili. La Direttiva europea indica le tempistiche così suddivise:

  • dal 2027 si dovrà provvedere alla sostituzione delle caldaie a gas aventi classe energetica inferiore a G;
  • dal 2030 sarà il momento di andare a sostituire le caldaie a gas con classe energetica inferiore a F;
  • dal 2035 bisognerà sostituire le caldaie a gas con classe energetica inferiore a E.

Resta inteso che verranno stanziati fondi europei volti alla formulazione di Bonus statali e incentivi, che andranno a supportare gli utenti che dovranno operare tali cambiamenti.

Chi potrà prendersi ancora un po’ di tempo per decidere

Non tutti i cittadini europei saranno chiamati a cambiare la propria caldaia a gas. Infatti chi intenda dotare la propria abitazione di un impianto fotovoltaico abbinato ad una pompa di calore, potrebbe certamente evitare la sostituzione della caldaia a gas nel 2024, andando comunque a sostituire il vecchio impianto entro 3 anni.

Da rammentare poi che chi sostituisce oggi la vecchia caldaia, potrà però beneficiare del Bonus Caldaia che nello specifico rimandano all’Ecobonus al 65% sostituendo la caldaia esistente con una in classe energetica, in sinergia con strumenti specifici di termoregolazione. Oppure si potrà accedere all’ Ecobonus al 50% con un modello di caldaia classe 

Da rammentare però che entrambi i bonus avranno scadenza al 31 dicembre 2024.