Bonus tende e zanzariere 2026: risparmia finché sei in tempo

Autore:
Antonella Palumbo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Bonus tende e zanzariere 2026: sono gli ultimi giorni per sfruttare gli incentivi statali da usare per installare le strutture che riparano dal sole. L’agevolazione prevede sia l’acquisto delle schermature solari, sia l’installazione del prodotto. Ecco la guida alla detrazione fiscale e cosa sapere.

Tende da sole
Photo by Hadrian – shutterstock

Il Bonus tende e il Bonus zanzariere 2026 sono agevolazioni fiscali in favore dei contribuenti italiani e fanno parte dell’Ecobonus al 50%. Grazie all’incentivo statale, è possibile una detrazione del 50% su una spesa massima di 60mila euro per comprare strutture di schermatura dal sole su abitazioni principali.

L’agevolazione include due tipi di strutture:

  • schermature solari (veneziane, tende a rullo, tende da sole, esterne a bracci pieghevoli o rotanti)
  • chiusure oscuranti (persiane, avvolgibili, tapparelle) con certificazione CE, che possono essere combinate con vetrate o autonome.

Nell’agevolazione, sono incluse anche le zanzariere con un valore del fattore di trasmissione solare totale, collegato con la superficie vetrata protetta, inferiore o uguale a 0,35. Infatti è proprio questo tipo di zanzariera che  è in grado di svolgere la funzione di oscurante. Il bonus non prevede la sostituzione o installazioni di singoli componenti come motorino, accessori oppure le riparazioni. Vediamo nel dettaglio come richiedere i bonus, in cosa consistono e a chi spettano.

2026: come funzionano

Tende da sole
Photo by Hadrian – shutterstock

Come anticipato, il bonus tende e il bonus zanzariere consistono nella detrazione del 50% che può essere calcolata su un importo massimo di 60mila euro. Ciò significa che è possibile al massimo recuperare 30mila euro, mediante detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi.

Il recupero del 50% dell’importo speso avviene in 10 anni di importo uguale. Facciamo un esempio per chiarire.

Spendiamo 40.000 euro per le opere di installazione delle tende per il nostro appartamento. Potremo allora recuperare complessivamente 20.000 euro, spalmati in 10 rate di 2.000 euro di importo, per 10 anni consecutivi.

Avviando e terminando i lavori nel 2026, a partire dalla dichiarazione dei redditi che faremo nel 2026, recupereremo già 2.000 euro e così per le 9 successive dichiarazioni dei redditi.

Quali sono i lavori e i benedici

Questi bonus offrono diversi benefici allo scopo di migliorare:

  • lavori di isolamento termico
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione
  • tende da sole,
  • schermature solari e zanzariere,
  • a condizione che migliorino l’efficienza energetica

Chi può chiedere il bonus

I bonus spettano a:

  • proprietari di singole unità immobiliari residenziali
  • proprietari di parti comuni di edifici residenziali (condomini)
  • coloro che sostengono le spese di riqualificazione energetica
  • chi è in possesso di un diritto reale sulle unità immobiliari costituenti l’edificio.

Come pagare e richiedere i bonus

Tende, Da
Photo by mastma – Pixabay

Obbligatorio effettuare il pagamento utilizzando il bonifico bancario o postale cosiddetto parlante. Sarà sufficiente chiedere il modulo apposito in banca.

Per richiedere il bonus, una volta terminati i lavori, occorrerà inviare la certificazione collegandosi sul sito dell’Enea, sezione Detrazioni fiscali. Il tutto deve essere effettuato entro 90 giorni dalla data della fine dei lavori o di collaudo.

La documentazione necessaria è la seguente:

  • scheda contenente la descrizione dell’intervento, il codice alfanumerico Cpdi assegnato dal sito di Enea e la firma del soggetto beneficiario e l’email di Enea con il suddetto codice;
  • l’asseverazione di un tecnico abilitato;
  • schede tecniche dei componenti e la marcatura CE che ne garantisce l’efficienza energetica;
  • attestazioni di prestazioni per la trasmissione solare totale;
  • delibera dell’assemblea per l’esecuzione dei lavori (per gli interventi nei condomini);
  • dichiarazione di consenso del proprietario;
  • fatture alle spese (se il pagamento non può essere eseguito con bonifico o se riguardano interventi su parti comuni di condomini);
  • ricevute dei bonifici.

In genere, le aziende che hanno effettuato i lavori, dietro il pagamento di una piccola cifra, effettuano l’operazione per conto vostro.