Bonus domotica 2026: come e chi può ottenerlo

Autore:
Antonella Palumbo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Il bonus domotica è presente anche per questo 2026 mantenendo le stesse aliquote. Dal governo arriva nuovamente la proroga del bonus fino al 2027, ma con percentuali al ribasso e vincoli aggiuntivi. Ecco a quanto ammonta il bonus nel 2026, a chi spetta e come usufruirne per portare la domotica all’interno della propria casa.

Smart, Home
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Tra i tanti bonus che il Governo ha confermato con la manovra di Bilancio 2026, c’è anche il bonus domotica, che permette ai suoi beneficiari di apportare modifiche inerenti proprio la domotica, alla propria casa, e di usufruire di uno sgravio fiscale. Il bonus, come sottolinea l’Agenzia delle Entrate, rimarrà in vigore fino al 2027, ma con alcune modifiche rispetto all’anno in corso, diventano molto più stringenti. Innanzitutto, si ricorda che il bonus domotica non è un bonus indipendenti, ma è subordinato agli interventi che rientrano nel Superbonus e nell’Ecobonus.

In seconda battuta, si specifica che il bonus riguarda tutti quei dispositivi che permettono di gestire gli impianti della propria casa (riscaldamento, climatizzazione, ecc.) da remoto, in maniera automatica. Fatte queste premesse, il 2026 non porta con sé tante novità riguardo il bonus domotica, infatti come già anticipato lo scorso anno le percentuali dello sgravio fiscale e nell’applicazione per la prima e la seconda casa restano invariate, ma come già ribadito per l’anno 2027, ci saranno grandi cambiamenti e ribassi di percentuale. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Arriva la conferma anche per il 2026

Bonus Domotica requisiti
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Il bonus domotica è riconfermato anche per il 2026 senza subire grandi modifiche. Come introdotto dalla manovra di Bilancio 2026, la distinzione tra prima e seconda casa, è nuovamente presente. Nel dettaglio la percentuale di detrazione sarà:

  • al 50% per gli interventi sulla prima casa;
  • al 36% per gli interventi sulla seconda casa.

Cosa si può portare in detrazione

Bonus Domotica Smart Home
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Appurato quindi il calo dello sgravio fiscale, cosa si può portare in detrazione con questo bonus che, come già detto, è subordinato agli interventi che rientrano nel raggio d’azione del Superbonus e dell’Ecobonus? A dare una definizione chiara ci pensa l’art. 11 del decreto Efficienza energetica, dove si legge che gli interventi idonei a permettere l’accesso al bonus devono essere certificati dal fornitore e che devono appartenere almeno alla classe B della norma EN 15232. Inoltre, gli stessi devono consentire

la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua sanitaria o di climatizzazione estiva in maniera idonea a:

  • mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici mediante la fornitura periodica dei dati;

  • mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;

  • consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto.

Delle spese inerenti questi apparecchi, spiega l’Agenzia delle Entrate, si possono detrarre quelle per la fornitura e la messa in posa, quelle delle opere elettriche e murarie necessarie per l’installazione e le prestazioni professionali dotate di apposita documentazione tecnica. Non si possono quindi detrarre le spese che riguardano l’acquisto dei dispositivi che consentono il controllo da remoto, ossia smartphone, tablet e pc.

Tutti i pagamenti sostenuti per interventi e acquisti di materiali dovranno essere tracciati mediante bonifico parlante per poi inviare una comunicazione all’Enea.

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