Bonus bagno: chi può accedere all’agevolazione fiscale

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 4 minuti

La ristrutturazione del bagno spesso può rivelarsi un progetto più impegnativo del previsto che vada a richiedere maggiore attenzione sia dal punto di vista tecnico, che da quello economico. Tuttavia, nel nostro Paese vi è  una possibilità poco conosciuta ma preziosa, per chi soddisfa determinati requisiti: il Bonus Bagno. Questo incentivo fiscale può rappresentare un valido supporto per affrontare le spese necessarie a migliorare il proprio bagno. Ecco i dettagli per poterne approfittare.

Idraulico, Bagno
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Cos’è il bonus bagno e cosa offre

Il Bonus Bagno è parte del Bonus Ristrutturazioni che nel nostro Paese è formulato come incentivo fiscale, volto a sostenere il settore edilizio e promuovere la ristrutturazione di immobili residenziali datati. Tuttavia per accedere a questo bonus, è necessario eseguire lavori significativi, come il rifacimento completo dei rivestimenti murali e del pavimento, l’installazione di nuovi impianti idraulici ed elettrici e la sostituzione dei vecchi sanitari e dell’arredamento del bagno.

Il Bonus Bagno offre una detrazione dell’IRPEF del 50% sulla spesa complessiva sostenuta per questi lavori. Tale detrazione può essere ottenuta attraverso tre modalità: rate annuali di pari importo nell’arco di 10 anni, uno sconto in fattura con risparmio immediato del 50% o la cessione del credito.

Tuttavia, va notato che alcune modifiche riguardo al rimborso del credito sono in corso: la Legge di Bilancio 2024 ha previsto la sospensione definitiva della cessione del credito e dello sconto diretto in fattura dal 1 gennaio 2024. La detrazione fiscale si applica sulla dichiarazione dei redditi dell’anno successivo alla spesa sostenuta e il limite di spesa rimborsabile è di 96.000 euro, comprensivo dei costi di manodopera, dei materiali e delle spese per i professionisti coinvolti nella ristrutturazione.

L’importo massimo che può essere recuperato è di 48.000 euro. Il Bonus Bagno rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2024, ma dal 2025 l’importo recuperabile sarà ridotto al 36% e il tetto massimo di spesa sarà fissato a 48.000 euro.

Bagno, Appartamento
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Quali sono gli interventi coperti dal Bonus

Per beneficiare del Bonus Bagno, è necessario andare ad effettuare una ristrutturazione completa del bagno, coinvolgendo sia i locali igienici all’interno delle unità immobiliari, che quelli nelle parti comuni degli edifici residenziali. Gli interventi detraibili comprendono il rinnovamento e la messa a norma dei locali igienici, come la sostituzione di tubature, il rifacimento degli impianti idrici o elettrici e la creazione di nuovi bagni, a condizione che non aumentino la superficie dell’abitazione.

Inoltre, il Bonus Bagno copre anche la rimozione delle barriere architettoniche per rendere i bagni accessibili alle persone disabili. Anche i lavori di manutenzione ordinaria, come tinteggiare le pareti o sostituire piastrelle, sanitari o rubinetteria in seguito a eventi calamitosi dichiarati come stati di emergenza, possono essere rimborsati.

Soldi, Bagno
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Come usufruire del bonus

Per richiedere il Bonus Bagno,  così come per avere accesso a tutti i bonus edilizi in essere, è essenziale essere conformi ai requisiti legali e presentare la documentazione relativa agli interventi di ristrutturazione e ai relativi pagamenti insieme alla dichiarazione dei redditi. Questi documenti devono essere conservati in caso di futuri controlli a dimostrare la natura e l’entità dei lavori effettuati.

I principali documenti da allegare includono:

  • i permessi per la ristrutturazione,
  • la Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA)
  • le copie dei bonifici bancari utilizzati per pagare i lavori di ristrutturazione.

I permessi dovranno essere richiesti anticipatamente al Comune in cui è allocato l’immobile oggetto della ristrutturazione, mentre la CILA deve essere inviata all’Ufficio Tecnico del Comune, esclusivamente da un professionista abilitato. È fondamentale che tutti i pagamenti siano tracciabili e quindi effettuati tramite bonifico bancario o postale, anche in via telematica.

I bonifici dovranno essere dettagliati indicando chiaramente i dati dei soggetti coinvolti nella ristrutturazione, tra cui il codice fiscale del richiedente il bonus, il codice fiscale e la partita IVA dell’azienda che ha eseguito i lavori e i dati delle fatture. Sarà bene contestualmente compilare attentamente la dichiarazione dei redditi, inserendo tutti i dati relativi alle spese sostenute, i tipi di interventi effettuati e i dati catastali dell’immobile oggetto di ristrutturazione.