Valencia: dopo l’alluvione arriva l’emergenza sanitaria
Dopo che la Dana ha colpito e sepolto ben 70 comuni della provincia di Valencia, comportando oltre 200 morti e centinaia di dispersi, adesso è allerta sanitaria.
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Le immagini della tragedia che ha colpito Valencia pochi giorni fa sono ancora impresse nelle nostre menti. Nel frattempo, gli abitanti si trovano a dover fare i conti con le vittime e con i dispersi, con i danni subiti e con tutte le conseguenze che l’alluvione sta inevitabilmente comportando.
Centinaia le persone scomparse
La Polizia Nazionale e la Guardia Civili hanno dichiarato scomparse almeno 89 persone a seguito delle inondazioni che hanno colpito tutta la provincia di Valencia lo scorso 29 ottobre. I casi accertati sono ricollegabili a precise denunce effettuate dai parenti, che hanno fornito informazioni e campioni biologici per consentirne l’identificazione.
Ciò significa che il numero delle persone realmente scomparse potrebbe essere superiore. Inoltre, questi 89 casi devono ancora essere incrociati con il numero delle vittime già ritrovate e sottoposte ad autopsia che, secondo il Cid, ammontano già a 195.
Nel frattempo, il fango continua a restituire resti umani, anche a chilometri di distanza, come i tre corpi rinvenuti nel Parco Naturale della Albufera, a vale dei comuni colpiti dalle inondazioni. Qui sono stati ritrovate anche alcune carcasse delle 90mila auto travolte dall’acqua.
Manca l’acqua potabile
Adesso insorge un ulteriore problema: la crisi sanitaria. La catastrofe peggiore del secolo che ha colpito l’Europa sta, infatti, impedendo l’accesso all’acqua potabile. Non è possibile lavarsi, né bere acqua decente, mentre le autobotti continuano a distribuire bottigliette agli abitanti per tamponare e temporeggiare.
Resta altissima l’allerta sanitaria per il rischio di febbre, diarrea, malattie infettive e problemi gastrointestinali, così come ha sottolineato Pedro Gullon, direttore generale di Salute Pubblica. L’alluvione ha causato l’accumulo di detriti e spazzatura e le pozze putride sono un ammasso di batteri. Al momento, le autorità escludono il rischio di colera, ma invitano la popolazione a non abbassare la guardia.
Per fortuna, nelle località travolte dal fango sono state ripristinate le forniture sia di luce, che di acqua quasi al 100%, mentre è ancora abbastanza difficile ristabilire le telecomunicazione.

Il fenomeno estremo della Dana ha portato morte e devastazione ma, esattamente come gli emiliani, anche i valenciani si contraddistinguono per la loro resilienza e la loro capacità di rialzarsi anche dopo una tragedia simile. Il filo che separa la disperazione dalla speranza è talmente sottile da poter essere tagliato, in nome di una rinascita all’insegna dell’ottimismo.