Una svolta nella protezione delle acque: nuova tecnologia scopre rifiuti farmaceutici nascosti

Autore:
Samantha Patente
  • Laureanda in Scienze della Comunicazione
Tempo di lettura: 3 minuti

I rifiuti farmaceutici presenti nelle acque potabili sono molto pericolosi. Dall’Università di Bar-Ilan arriva un nuovo metodo per individuarli ed eliminarli efficacemente.

Farmaci
Photo by Pexels – Pixabay

È possibile individuare i rifiuti farmaceutici all’interno delle acque potabili: dall’Università di Bar-Ilan arriva un rilevatore sensibile basato sulla risonanza plasmonica, un particolare fenomeno fisico, che può essere di grande supporto nel monitoraggio e nella salvaguardia della qualità dell’acqua.

Un dispositivo ad alta precisione

Questa settimana, in occasione del Forum on Microscopy, l’Università di Bar-Ilan presenterà un studio in grado di rilevare piccolissime quantità di piperidina nelle acque potabili.

La piperidina è un liquido incolore usato in farmaceutica e chimica, essenziale nella creazione di vari farmaci. È importante gestirlo con cura, in quanto può essere nocivo laddove inalato, ingerito o in caso di contatto cutaneo.

I ricercatori hanno ideato un dispositivo di alta precisione per la rilevazione basato su fenomeni plasmonici, ovvero la stimolazione di plasmoni superficiali attraverso le oscillazioni degli elettroni in metalli.

Perché la piperidina è pericolosa?

Pelle irritata
Photo by Africa Studio

La piperidina è considerata pericolosa per l’ambiente e la salute umana per diversi motivi:

  • come anticipato, è tossica se ingerita, inalata o se entra in contatto con la pelle. Può inoltre causare irritazione agli occhi e alle vie respiratorie;
  • è una sostanza chimica e può avere effetti nocivi sull’ambiente se non gestita o smaltita correttamente. Può contaminare le acque e il suolo, influenzando negativamente gli ecosistemi.
  • È infiammabile, il che pone rischi di incendio e di esplosione se non gestita in condizioni di sicurezza.

Cosa provoca la contaminazione delle acque potabili da piperidina?

La contaminazione delle acque potabili da piperidina può essere causata da vari fattori:

  • la principale fonte di contaminazione è spesso legata agli scarichi industriali. Nel caso di un’inadeguata gestione dei rifiuti di piperidina, può verificarsi una contaminazione delle acque superficiali e sotterranee.
  • Eventuali incidenti durante il trasporto o la manipolazione di piperidina possono causare fuoriuscite che contaminano il suolo e le acque.
  • Se i sistemi di trattamento delle acque reflue non sono adeguatamente attrezzati per rimuovere composti chimici, la piperidina può passare attraverso il sistema e raggiungere le acque superficiali.

Il rilevatore visto da vicino

Il dispositivo ideato dai ricercatori è molto piccolo, ha infatti le dimensioni di una moneta. Il team utilizza un microscopio ionico focalizzato per creare fori delle dimensioni di nanometri su una superficie metallica. Essi ottimizzano il campo elettrico, potenziando le interazioni ottiche e facilitando il riconoscimento di molecole altrimenti non rilevabili.

Una tecnica che potrebbe essere davvero utile nel monitoraggio ambientale e nel rilevamento di basse concentrazioni di contaminanti all’interno delle acque potabili.

I progressi nella scienza ambientale

I progressi tecnologici non smettono di stupirci, basti pensare alla tecnologia statunitense progettata per eliminare i PFAS dalle acque.

Ora, il rilevatore progettato dall’Università di Bar-Ilan rappresenta un notevole progresso nella scienza ambientale, offrendo uno strumento preciso per la tutela della salute pubblica e la salvaguardia dell’ambiente.

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